(Agen Food) - Roma, 24 apr. Partiamo con una panoramica sui grandi player dell’agroalimentare. Secondo…
Rassegna stampa del 28 marzo 2025
(Agen Food) – Roma, 28 mar. Dal Sole 24 Ore arriva un allarme che pesa come un macigno sui conti pubblici italiani: sono ben 538 i miliardi di euro di tasse che il Fisco considera ormai irrecuperabili. Su un totale di oltre 1.270 miliardi di crediti accumulati, infatti, meno della metà – il 45% – è effettivamente riscuotibile. Una vera e propria “foresta dei debiti non pagati” che affonda le radici in oltre vent’anni di evasione e che la Commissione Finanze del Senato sta analizzando nel dettaglio. A pesare sono anche le continue rottamazioni e gli stralci, che secondo l’Ufficio parlamentare di bilancio finiscono per disincentivare i contribuenti onesti. A fotografare questa situazione è stata una lunga audizione al Senato, in cui il direttore delle Finanze Giovanni Spalletta ha sottolineato l’urgenza di rafforzare l’Agenzia della riscossione con nuove assunzioni e maggiore accesso ai dati fiscali.
Nel frattempo, dal Corriere della Sera arriva un nuovo capitolo dello scontro commerciale tra Stati Uniti ed Europa. Donald Trump, tornato protagonista sulla scena economica, ha annunciato dazi del 25% su tutte le auto importate negli Stati Uniti, comprese quelle da Canada, Messico e – seppur indirettamente – dall’Unione Europea. Una mossa che, secondo la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, rischia di colpire duramente tanto le imprese quanto i consumatori, europei e americani. La tensione si riflette anche sulle Borse, con Wall Street che ha registrato un netto calo, mentre l’Italia guarda con preoccupazione all’impatto sull’export agroalimentare: basti pensare che la sola minaccia di dazi al 200% sul vino ha già paralizzato spedizioni e lasciato milioni di bottiglie ferme nei porti.
E proprio di agroalimentare si occupa l’intervista pubblicata dal Corriere della Sera a Luigi Scordamaglia, amministratore delegato di Filiera Italia, che lancia un appello alla diplomazia transatlantica. «L’escalation va fermata», afferma, sottolineando come colpire il cibo Made in Italy significhi danneggiare i coltivatori di entrambe le sponde dell’Atlantico. Secondo le stime congiunte di Filiera Italia e Coldiretti, un dazio del 25% sull’agroalimentare italiano comporterebbe un costo extra di 2 miliardi per i consumatori americani, colpendo duramente vino, olio d’oliva, pasta e formaggi. Per questo è stato inviato un appello congiunto – firmato anche dalla National Farmers Union americana – a Trump e von der Leyen, chiedendo di interrompere immediatamente l’escalation commerciale.
Sulla stessa linea si pone anche il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, intervistato da Il Tempo, che invita alla moderazione: «Europa e Stati Uniti sono alleati storici, le prove muscolari non servono». Il ministro sottolinea i successi dell’export italiano, che ha raggiunto i 70 miliardi, e il ruolo centrale del governo nell’aver rilanciato il settore agricolo. Sui dazi, esprime fiducia nel dialogo e nella diplomazia: «Il vino italiano è un simbolo che non può essere messo in discussione per ragioni di politica commerciale». E sul Nutriscore, sistema di etichettatura alimentare contestato dall’Italia, il giudizio è netto: «Lo abbiamo messo in cantina. Serve un’etichettatura informativa, non condizionante».
In conclusione, tra numeri allarmanti sul fronte fiscale e venti di guerra commerciale che soffiano da Oltreoceano, l’Italia si ritrova a dover difendere con determinazione il suo patrimonio agroalimentare e a rilanciare un modello economico che coniughi giustizia fiscale, sostenibilità e relazioni internazionali equilibrate.
