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Scambio amplia il suo racconto: a Prati la cucina condivisa arriva anche a pranzo
(Agen Food) – Roma, 01 ott. – Dal pranzo alla cena, passando per l’aperitvo. Scambio [Cucina Condivisa] amplia la propria proposta e porta la sua idea di convivialità in momenti diversi della giornata. A pochi mesi dall’apertura in via Federico Cesi 22, nel quartiere Prati, il progetto introduce il servizio del pranzo e l’aperitivo dalle 18 alle 20, affiancandoli alla proposta serale che ne ha definito fin dall’inizio l’identità. Tre momenti, tre ritmi differenti, un unico filo conduttore: una cucina contemporanea e informale, pensata per essere assaggiata, condivisa e vissuta intorno alla tavola. Un percorso che ha già ottenuto un primo riconoscimento internazionale: Scambio è entrato nella Falstaff Restaurant Guide Italien 2027 con 83 punto. Nella sua valutazione, la guida evidenzia proprio uno degli elementi fondanti del progetto: il superamento dei rituali del fine dining senza rinunciare alla tecnica, aƩraverso piaƫ da condividere e una cucina legata alla tradizione regionale.

A PRANZO, UN NUOVO RITMO
Il nuovo menu del pranzo nasce per interpretare le esigenze di chi vive e lavora nel quarƟere, con una proposta più agile e immediata, ma coerente con l’identità gastronomica di Scambio. La carta alterna sandwich e piatti espressi: dal Philly Cheese Sandwich con Wagyu, cheddar e pico de gallo al Pastrami Sandwich, fino alla proposta vegetariana. Per chi desidera concedersi più tempo, trovano spazio anche tartare di manzo, Caesar Salad con galletto, hummus di carote e ’nduja e calamari alla piastra. Il pranzo può così essere rapido oppure trasformarsi in una pausa più distesa, ordinando più piatti da mettere al centro. Perché anche a mezzogiorno resta intatta l’idea alla base di Scambio: la tavola come luogo di incontro e il cibo come esperienza da condividere.
DALLE 18 ALLE 20, L’APERITIVO SECONDO SCAMBIO
Tra il pranzo e la cena trova spazio un nuovo momento. Dalle 18 alle 20 Scambio propone il suo aperitivo, con calici e drink accompagnato dalla possibilità di scegliere una selezione di piatti della carta, reinterpretati in un formato più piccolo e pensato per la condivisione. L’aperitivo diventa così un’estensione naturale della cucina: si può entrare per un bicchiere e qualche assaggio oppure lasciare che il momento si prolunghi e accompagni verso la cena. Non una proposta separata, dunque, ma un altro modo di avvicinarsi alla cucina di Scambio.
LA SERA, TUTTO TORNA AL CENTRO
È a cena che il progetto esprime la propria identità nella forma più completa. La cucina parte dalla tradizione italiana e si muove liberamente tra materia prima, brace e contaminazioni, senza sovrastrutture e senza rinunciare alla tecnica. La carta mette in dialogo piatti e suggestioni differenti: frico di patate e cipolla, hummus di carote e ’nduja, peperoni alla brace con curry e feta, calamari marinati alla brace e tartare di Wagyu convivono con penne gratinate al ragù, riso allo zafferano, flank steak con chimichurri, galletto e pescato del giorno. Il punto d’incontro è sempre lo stesso: il centro della tavola. È qui che nasce “Tutto a Centrocampo”, la formula che sintetizza meglio la filosofia di Scambio: sette piattini più il dolce, scelto dalla cucina e servito progressivamente affinché tutti possano assaggiare e condividere. Non un menu degustazione nel senso tradizionale, né una sequenza prestabilita di portate. La cucina costruisce il percorso scegliendo dalla carta secondo stagionalità, disponibilità e ispirazione. All’ospite resta una sola scelta: affidarsi.
CONDIVIDERE LA TAVOLA. E LA CUCINA
Il nome Cucina Condivisa racconta però qualcosa che va oltre il modo in cui i piatti vengono serviti. Fin dalla sua nascita Scambio è stato immaginato come uno spazio aperto al confronto, capace di accogliere cuochi, ristorante, produttori e differenti realtà gastronomiche attraverso collaborazioni, incontri e serate speciali. La cucina diventa così un luogo di contaminazione nel senso più autentico del termine: esperienze, tecniche e culture gastronomiche differenti entrano in relazione e contribuiscono all’evoluzione del progetto. Con l’arrivo del pranzo e dell’aperitivo, Scambio compie oggi un ulteriore passo in questa direzione. A pranzo il ritmo è più agile. All’aperitivo si beve, si assaggia e si condivide. A cena ci si affida alla cucina e la tavola torna al centro. Cambiano i tempi e i formati. Non cambia l’idea che ha dato origine al progetto: fare della tavola un luogo di scambio.
