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“Ci facciamo un calice? Perché no!”, il nuovo progetto di Famiglia Cotarella parla ai giovani

(Agen Food) – Montecchio (Tr), 20 ott. – Il mondo del vino è chiamato, ormai da tempo, a ripensare il proprio modo di comunicare per entrare in sintonia con le nuove generazioni. Non si può più raccontare un prodotto solo attraverso le sue caratteristiche tecniche: occorre avvicinarsi ai giovani, parlare il loro linguaggio, incontrarli nei luoghi fisici e digitali che frequentano e restituire al vino quella dimensione di spontaneità, convivialità e leggerezza che lo rende parte della cultura e della vita quotidiana. Un cambiamento culturale che non significa rinunciare al valore identitario del vino stesso, alla sua storia e al suo patrimonio di conoscenze, ma semmai renderli più accessibili, superando un racconto, talvolta, troppo autoreferenziale, tecnico o percepito come elitario. Perché la tradizione possa continuare a essere trasmessa, deve sapersi rinnovare, creando occasioni di incontro, ascolto e conoscenza.

È da questa consapevolezza che nasce “Ci facciamo un calice? Perché no!”, il nuovo format Instagram di Famiglia Cotarella che si rivolge ai giovani e, soprattutto, dà loro voce. Un progetto che non si limita a raccontare il vino, ma prova a comprendere il rapporto delle nuove generazioni con questo prodotto: come lo percepiscono, quale spazio gli attribuiscono nei momenti di socialità, quanto lo conoscono e quali sono le curiosità, le aspettative e le distanze ancora da colmare.

“Ci facciamo un calice? Perché no!” è anche un format di eventi attraverso il quale portiamo il vino nei luoghi in cui i giovani si incontrano – spiega Riccardo Chiasso Cotarella, esponente della nuova generazione della famiglia, ideatore e coordinatore dell’iniziativa -. Parlando con i miei coetanei, mi sono reso conto che per molti il vino è ancora qualcosa di distante, poco conosciuto e riservato a pochi. Altri, invece, ne riconoscono il valore come elemento di convivialità, pur conoscendone poco la storia e la cultura. Per molto tempo, infatti, il racconto del vino si è concentrato soprattutto sugli aspetti tecnici e sulle caratteristiche organolettiche, lasciando in secondo piano la sua dimensione culturale e il suo significato nelle relazioni tra le persone. Con ‘Ci facciamo un calice? Perché no!’ vogliamo ripartire proprio da qui – conclude – ovvero dall’utilizzo di un linguaggio più immediato e informale per stimolare la curiosità e creare un primo punto di contatto. La leggerezza comunicativa come strumento per avvicinare, aprire un dialogo e favorire una conoscenza più approfondita e consapevole del mondo del vino”.

Il progetto si sviluppa, infatti, attraverso una comunicazione pensata per i linguaggi contemporanei: sui social, simpatici sketch che vedono protagonisti lo stesso Riccardo e la zia Marta Cotarella si alternano alle interviste che proprio Riccardo realizza con i suoi coetanei durante gli eventi. Contenuti spontanei e diretti, capaci di raccogliere impressioni, raccontare esperienze e mettere in luce punti di vista diversi, trasformando il pubblico da semplice destinatario del messaggio a interlocutore attivo. Un approccio che trova riscontro anche nella partecipazione agli appuntamenti organizzati finora.

“Gli eventi che abbiamo realizzato hanno registrato una partecipazione significativa e ci hanno confermato che esiste curiosità e interesse verso il mondo del vino – aggiunge Marta Cotarella -. Abbiamo voluto sperimentare un modo diverso di raccontarlo, creando un ponte tra due mondi che spesso vengono considerati distanti. Non si tratta soltanto di una questione commerciale o di marketing: il vino è anche storia, paesaggio, cultura e identità. Riuscire a trasmetterne il valore alle nuove generazioni significa contribuire a preservare e rinnovare un patrimonio che appartiene al nostro Paese.”

Il prossimo 24 ottobre a Milano, in occasione della Milano Wine Week ai Dazi di Piazza Sempione si terrà un nuovo appuntamento firmato “Ci facciamo un calice? Perché no!”  E il calice non può che essere quello del Tellus Famiglia Cotarella, il vino per eccellenza che la cantina ha voluto dedicare ai giovani, non solo perchè punta su uno stile fresco, immediato e invitante, ma anche perchè è proprio il vino che è stato scelto per sostenere le attività di Fondazione Cotarella dedicate ai giovani con disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, nella sua versione con il fiocchetto lilla nell’etichetta. Per Famiglia Cotarella, parlare alle nuove generazioni significa innanzitutto ascoltarle, comprenderne il linguaggio e costruire occasioni di incontro autentiche. È questa la nuova sfida che la cantina porta avanti con ‘Ci facciamo un calice? Perché no!’: rendere il vino meno distante e più comprensibile, senza banalizzarlo, e trasformare la curiosità iniziale in un’opportunità di conoscenza, nel segno della responsabilità e della consapevolezza.

Redazione Agenfood

Redazione Agenfood

Agen Food è la nuova agenzia di stampa, formata da professionisti nel campo dell’informazione e della comunicazione, incentrata esclusivamente su temi relativi al food, all’industria agroalimentare e al suo indotto, all’enogastronomia e al connesso mondo del turismo.

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