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Food, Federalimentare: i dati che dimostrano che è un motore per la crescita del Paese
(Agen Food) – Roma, 25 set. – L’industria alimentare italiana rafforza il proprio ruolo tra i pilastri della manifattura nazionale. Nel 2025 il valore aggiunto generato dal settore ha raggiunto 41,5 miliardi di euro, rispetto ai 26,9 miliardi del 2016, con una crescita del +53,9% a prezzi correnti. Ma il dato più significativo è che questa crescita non è riconducibile soltanto alla dinamica dei prezzi: nello stesso periodo il valore aggiunto dell’industria alimentare è aumentato del +22,2% a valori concatenati, quindi in termini reali. Nello stesso arco temporale, il valore aggiunto nominale dell’intera manifattura italiana è cresciuto del +35,3%. Il peso dell’alimentare sul valore aggiunto manifatturiero è così passato dal 10,8% al 12,3%.
Particolarmente significativo è anche il dato occupazionale. Tra il 2016 e il 2025 i dipendenti del settore sono passati da circa 385 mila a 470 mila, con una crescita superiore al 22%, a fronte di un aumento di circa il 4% nell’intera manifattura.
“Oggi l’industria alimentare genera oltre un euro ogni otto di valore aggiunto della manifattura italiana e ne impiega quasi un lavoratore su cinque. Sono numeri che dimostrano come l’industria alimentare rappresenti sempre più un grande interesse nazionale”, dichiara Paolo Mascarino, Presidente di Federalimentare. “La crescita del settore non è stata soltanto nominale: in meno di dieci anni abbiamo aumentato il valore aggiunto reale di oltre il 22% e, nello stesso tempo, abbiamo fatto crescere l’occupazione di oltre il 22%. Questo significa che l’industria alimentare ha saputo trasformare la crescita economica anche in lavoro”.
Secondo Federalimentare, questi risultati confermano la necessità di inserire l’industria alimentare tra i settori centrali per una agenda nazionale per la crescita, insieme agli altri grandi comparti della manifattura. “L’Italia – dichiara Mascarino – dispone di un patrimonio industriale straordinariamente diversificato. Meccanica, automotive, farmaceutica, chimica, moda, alimentare e gli altri grandi settori del Made in Italy costituiscono insieme la forza del nostro sistema produttivo. Il food vuole fare pienamente la propria parte, contribuendo alla crescita dell’intero Paese”.
“Abbiamo imprese radicate nei territori, filiere diffuse lungo tutta la Penisola, marchi conosciuti nel mondo e una capacità unica di unire industria, agricoltura, innovazione e cultura alimentare. Per questo sostenere la competitività dell’industria alimentare significa sostenere occupazione, export, territori e crescita nazionale. La sfida dei prossimi anni deve essere trasformare questa forza in ulteriore sviluppo: più investimenti, più innovazione, più produttività e più presenza sui mercati internazionali. L’industria alimentare potrà continuare ad essere uno dei motori dell’agenda di crescita italiana”.
