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Barbetta confermato presidente di Confagricoltura Padova
(Agen Food) – Padova, 23 mag. – Michele Barbetta è confermato presidente di Confagricoltura Padova. A rinnovargli la fiducia, con un’alzata di mano corale, è stata l’assemblea dei soci riunita ieri a Cervarese Santa Croce. Per i prossimi quattro anni l’allevatore di Carceri resterà dunque alla guida dell’associazione degli imprenditori agricoli, che conta oltre 3.000 associati per una superficie complessiva di oltre 50.000 ettari.
“Siamo all’interno di una tempesta perfetta – ha detto Barbetta . Gli effetti del Covid, i cambiamenti climatici e ora la guerra in Europa stanno facendo diventare l’insicurezza alimentare uno dei temi globali più importanti. Il conflitto in Ucraina ha aggravato la situazione relativa ai prezzi dei cereali, degli oli vegetali, dei fertilizzanti e dei carburanti. Da noi non si prevede una carenza di prodotti agricoli, che colpirà soprattutto i Paesi più poveri, ma le nostre aziende padovane stanno facendo i conti con un quadro stravolto, con costi sempre più alti, che nasconde rischi di tenuta per le imprese che operano nei settori più fragili. In primis c’è l’allevamento, dove i prezzi della carne, delle uova e del latte spesso non coprono l’incremento dei costi di produzione. Una sofferenza dimostrata dai numeri: negli ultimi anni abbiamo perso una cinquantina di aziende associate, dovuta alla chiusura di molte piccole realtà che versavano in forti difficoltà economiche”.
Barbetta ha ricordato il grave problema dei cinghiali, che continuano a crescere e a distruggere semine e raccolti, e quello del lavoro, con la difficoltà di reperire manodopera. A questo proposito ha annunciato un’iniziativa mirata a favorire l’incontro tra domanda e offerta: “Tra qualche settimana metteremo a disposizione delle aziende agricole un’applicazione informatica, chiamata Agrijob, realizzata in collaborazione con l’associazione degli agricoltori di Bolzano, che consentirà in modo semplice ed efficace di pubblicare annunci per la ricerca di personale e di mettersi in contatto direttamente con lavoratori provenienti dall’Italia e dall’estero”.
Nella tavola rotonda che è seguita si è parlato di emergenza alimentare, mercati dei prodotti agricoli, costi aziendali e finanza” con Stefano Serra, esperto di mercati agricoli di cereali per International Grain and services, Luca Miazzi, rappresentante di Banco Bpm e Diego Donazzolo, vicepresidente della cooperativa Lattebusche. Serra ha chiarito che la tensione sul fronte dei cereali e delle oleaginose resterà presumibilmente fino al 2023 tra cambio degli equilibri in seguito al conflitto ucraino, problemi climatici e prezzi che continueranno a rimanere molto sostenuti. Donazzolo ha spiegato che il comparto del latte è l’unico ad avere i prezzi fermi da anni. “Bisogna tornare a pagare di più il latte, come ha fatto la cooperativa Lattebusche, diffusa in quasi tutte le province del Veneto, che l’anno scorso lo ha pagato circa 50 centesimi e ha salvato la produzione di alta montagna nel Bellunese con un progetto di biologico che ora viene remunerato 75 centesimi al litro”. Infine Emo Capodilista, vicepresidente nazionale di Confagricoltura, ha fatto un passaggio sul vino, con particolare riferimento alla Russia che è uno dei maggiori importatori di spumanti e sparkling wine italiani. “Il Prosecco si avvia verso 700 milioni di bottiglie prodotte in Veneto – ha detto -. Le sanzioni dell’Ue hanno colpito il mercato dei vini di pregio, con valore di oltre 300 euro a bottiglia. I nostri vini non rientrano in questa categoria, ma c’è più difficoltà ad esportare”.
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