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Industria molitoria, fatturato 2020 in crescita
(Agen Food) – Roma, 6 lug. – Cresce il fatturato dell’Industria molitoria nel 2020: lo fa sapere Italmopa, l’Associazione Industriali Mugnai d’Italia, che in occasione dell’Assemblea annuale ha diffuso, come di consueto, i nuovi dati relativi al comparto nell’anno appena trascorso.
Sono stati raggiunti i 3.850 miliardi di euro con un incremento del 7,5% rispetto al 2019. In aumento del 2,4% anche i volumi di sfarinati, che superano gli 8 milioni di tonnellate.
Relativamente al comparto della macinazione del frumento tenero, si registra una riduzione complessiva dei volumi produttivi del 4,2% rispetto al 2019 – ovvero da 4,055 a 3,883 milioni di tonnellate – per via, in particolare, della forte contrazione registrata nei canali della panificazione (-7,6%) e della pizzeria (-22,8%) solo molto parzialmente compensata da una crescita del canale domestico (+33,6%) che esprime tuttavia una quota piuttosto limitata sugli acquisti totali delle farine di frumento tenero. Sostanzialmente stabile il canale export, che ha assorbito nel 2020 circa 200.000 tonnellate di farine, e in leggera crescita il canale biscotteria/lievitati all’interno del quale si costatano tuttavia andamenti contrastanti dei volumi di vendita tra le farine destinate ai prodotti di prima colazione, in significativa crescita, e quelle utilizzate per la produzione di dolci da ricorrenza, in forte frenata.
Per quanto riguarda il comparto del frumento duro, si registra un incremento del 9% dei volumi di produzione di semole. A differenza di quanto osservato per altri comparti alimentari particolarmente penalizzati per la chiusura dei canali Horeca a seguito dell’emergenza sanitaria, questa problematica, nel caso della filiera frumento duro – semola – pasta, è stata superata in considerazione dell’aumento sia della domanda interna del prodotto finale pasta, sia – e soprattutto – delle esportazioni che hanno, globalmente, più che compensato le perdite costatate presso il canale Ho.Re.Ca. Per quanto riguarda gli usi domestici della semola – che rappresentano una quota marginale, inferiore all’1,5%, del totale del volume delle vendite – si è registrato, analogamente al comparto del frumento tenero, un aumento tendenziale decisamente importante (+45% in volume), quale conseguenza della corsa allo scaffale verificatasi essenzialmente durante il lockdown della scorsa primavera, e proseguita successivamente, a fasi alterne e in misura territorialmente differenziata, nel prosieguo dell’anno.
