Skip to content

Predatori in un allevamento in Maremma: morte 54 pecore. Brunelli (Cia): “La politica venga a vedere con i propri occhi e intervenga”

(Agen Food) – Firenze, 19 ago. – Cinquantaquattro pecore uccise da predatori, di cui 20 sono morte sbranate, le altre 34 rimaste schiacciate nel tentativo di mettersi in salvo.

E’ questo il macabro bilancio di un’azienda zootecnica in Maremma, in provincia di Grosseto, un’azienda definita “virtuosa” perché aveva scelto di proteggere il suo gregge con una recinzione “anti-gatto”: un sistema che dovrebbe essere a prova di lupo e che, invece, conferma come nessun sistema di prevenzione sia risolutivo quando si tratta di predatori.

Oltre alla solidarietà all’allevatore, la Cia Agricoltori Italiani Toscana, esprime per l’ennesima volta sconcerto per una situazione ormai da anni fuori controllo, sulla quale è necessario intervenire in modo drastico e risolutivo, perché così il mondo allevatoriale toscano muore.

«L’ennesimo attacco ad un allevamento, una situazione drammatica che va avanti da anni, da troppi anni – sottolinea il presidente di Cia Toscana, Luca Brunelli -. Sempre più allevatori sono costretti a subire attacchi dai lupi o ibridi al proprio gregge: occorrono interventi urgenti e risolutivi per riportare la situazione sotto controllo. Le aziende chiudono. E’ ora, in questi momenti, che sarebbero auspicate le visite alle nostre aziende da parte dei ministri e degli assessori regionali; dovrebbero vedere adesso con i loro occhi la drammaticità di questi momenti, per capire realmente che cosa sta accadendo da anni e per provare veramente a tutelare le aziende zootecniche. Quando un’azienda subisce un attacco, non vede soltanto messa a rischio la propria tenuta economica, ma subisce un duro colpo anche sul piano etico e sociale. Da anni denunciamo il problema, ma interventi efficaci di contenimento dei predatori non ci sono ancora stati».

«E’ una tragedia che ancora non riesco a metabolizzare – commenta l’allevatore Luigi Farina –, ho investito ingenti somme scegliendo una protezione considerata all’avanguardia. Oggi prendo atto che così non è, e lo sconforto è grande. Oltre allo strazio per i miei animali brutalmente sgozzate dovrò valutare altre soluzioni per proteggerli. Mi sento umiliato e beffeggiato, perché sento che noi allevatori siamo gli ultimi tra gli ultimi.  Quello che ho subito è un danno morale ed economico incalcolabile: tutte le pecore sbranate erano gravide ecografate e nel gregge lo sono altre 150 e 5 hanno già abortito. Il futuro è una incognita e la voglia di arrendermi è forte, anche perché pensare di risolvere la piaga predazione con gli indennizzi significa non aver compreso il fulcro della questione».

#ciatoscana #lucabrunelli #maremma

Redazione Agenfood

Redazione Agenfood

Agen Food è la nuova agenzia di stampa, formata da professionisti nel campo dell’informazione e della comunicazione, incentrata esclusivamente su temi relativi al food, all’industria agroalimentare e al suo indotto, all’enogastronomia e al connesso mondo del turismo.

Torna su
Agenfood
×