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TEA, l’Italia vuole essere protagonista per l’autonomia alimentare
(Agen Food) – Roma, 06 dic. – di Olga Iembo – Non si può fare agricoltura senza il “miglioramento genetico” che consenta di affrontare le continue sfide legate a fenomeni inarrestabili, e un grande paese agricolo come l’Italia deve essere protagonista del cambiamento, dell’evoluzione, della capacità di adattamento.
Le Tecniche di Evoluzione Assistita – che, come è stato ribadito in ogni modo con precisi riferimenti scientifici, non hanno assolutamente nulla a che fare con gli OGM in quanto non contemplano di utilizzare geni estranei a quelli della pianta su cui si opera – sono uno strumento indispensabile per ottenere risultati concreti come migliorare le potenzialità produttive, anche fronteggiando il grave problema della siccità, ridurre drasticamente l’uso dei prodotti chimici, salvaguardare la prosecuzione della stessa cultura agroalimentare che fa grande il made in Italy, attrezzarsi per fronteggiare la necessità di produrre cibo per una popolazione in crescita, e generare occupazione. Si tratta di un tema che rappresenta un vero e proprio nuovo settore economico, e non investire su di esso significherebbe restarne tagliati fuori.
E’ questo il messaggio lanciato oggi con determinazione da tutti i protagonisti del convegno “Tecniche di Evoluzione Assistita: nodi e opportunità per il rafforzamento dell’autonomia alimentare”, promosso da Assosementi, che si è svolto a Roma. I rappresentanti della filiera agricola e alimentare e della ricerca hanno voluto evidenziare il ruolo strategico che rivestono le TEA per il futuro del settore, chiedendo a gran voce un impegno interministeriale per favorire l’approvazione della proposta di Regolamento UE sulle Tecniche di Evoluzione Assistita e investimenti concreti nella ricerca pubblica e privata per avviare subito la sperimentazione in campo, nonché un Tavolo permanente sulle TEA che riunisca gli attori della filiera e i Ministeri coinvolti. Un appello rivolto alle Istituzioni attraverso il “Manifesto per la Promozione delle TEA per il sostegno al Made in Italy” presentato a Coldiretti, Confagricoltura, CIA-Agricoltori Italiani, CREA e SIGA-Società Italiana Genetica Agraria.
“L’agricoltura italiana e con essa il settore sementiero quale primo anello della filiera produttiva – ha spiegato Eugenio Tassinari, Presidente di Assosementi – chiedono a gran voce di poter avere pieno accesso all’innovazione. Grazie alle TEA, il comparto sementiero può mettere a disposizione varietà capaci di coniugare le sfide del comparto con le esigenze dei consumatori e contribuire a preservare e tutelare le eccellenze del Made in Italy. Il nostro appello alle istituzioni italiane è di farsi portavoce delle nostre richieste a livello europeo, affinché la proposta di Regolamento UE sia approvata in tempi brevi”.
Un appello raccolto di buon grado dai rappresentanti istituzionali presenti, a partire dal presidente della Commissione Agricoltura e Industria del Senato, Luca De Carlo, che ha ricordato come parlare di TEA sia stata una priorità per lui e per FdI fin dai banchi dell’opposizione. “E’ un tema a me caro perché ne ho da subito intuito l’importanza – ha spiegato il senatore -, e oggi più che mai è indispensabile favorire e sostenere l’innovazione in agricoltura. Con le TEA possiamo selezionare varietà più resistenti agli effetti della crisi climatica, con elevato potenziale produttivo e minor utilizzo di fitofarmaci e questa deve essere la strada. I cambiamenti climatici sono un problema, ma la soluzione non deve essere produrre di meno, né produrre ‘altro’ come le farine di insetti piuttosto che la carne coltivata, la soluzione è produrre di più e meglio lavorando su processi di adattamento e innovazione. L’Italia come l’Europa non possono farsi ostacolare dalle ideologie al punto da rischiare la paralisi, noi che siamo legislatori abbiamo il dovere di mettere i ricercatori in condizione di poter portare avanti un settore in cui vantiamo eccellenza assoluta. Mentre la Russia raddoppia la produzione di grano, la Cina compra terreni in Africa e gli USA investono in agricoltura noi non possiamo pensare di ridurre le produzioni. Dobbiamo rivalutare il ruolo dell’agricoltore come custode del territorio e dargli gli strumenti per fare di più e meglio a vantaggio di tutti. Sulle TEA siamo stati ‘avanguardisti’ quando abbiamo aperto prima di tuti alla ‘messa a terra’, ma abbiamo aperto un varco in Europa e siamo convinti di poterlo allargare con una graduale attività di mediazione. Ci auguriamo che l’iter del regolamento UE si concluda prima della fine della legislatura europea, perché il miglioramento genetico è un asset prezioso e l’Italia, che è una grande nazione agricola, nono può assolutamente trascurare questo settore. Non dimentichiamo poi che tutti noi siamo di fronte alla sfida per eccellenza: nel giro di pochi anni la popolazione mondiale raggiungerà i 9 miliardi e sfamarci tutti, senza innovazione e alla luce del cambiamento climatico, sarà, se non impossibile, molto difficile”.
Anche il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha rilevato nel suo che messaggio come “le Tecniche di Evoluzione Assistita possono essere uno strumento efficace per rafforzare le nostre colture anche in chiave di sostenibilità ambientale”, mentre nel suo videomessaggio introduttivo, Ugo Della Marta, Direttore Generale Igiene e sicurezza degli alimenti del ministero della Salute, ha spiegato: “Le TEA rappresentano un’opportunità per il nostro sistema agroalimentare. In questi giorni sul Regolamento UE è in corso un dibattito tra gli Stati Membri che ha portato a una versione di compromesso della proposta. L’Italia ha espresso il suo favore nei confronti del Regolamento, grazie anche al lavoro coordinato con il Ministero dell’Agricoltura e il Ministero dell’Ambiente. Confermeremo questo approccio positivo in vista del primo voto di orientamento del Consiglio in programma il 10 e 11 dicembre”.
Anche Paolo De Castro, membro della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, ha spiegato: “Ci auguriamo di portare a termine l’iter di approvazione nella plenaria di febbraio 2024. Abbiamo estremo bisogno delle TEA, un’innovazione che nulla ha a che fare con gli OGM in quanto non vengono inseriti geni estranei alla pianta! L’Italia può vantare una competenza molto forte nella ricerca e siamo già pronti a produrre, ad esempio, nuove varietà di vite. I nostri agricoltori hanno la necessità di contare su questi strumenti per affrontare le sfide che sono chiamati a vincere, a partire da quella contro i cambiamenti climatici”.
Secondo Ettore Prandini, presidente di Coldiretti, “le TEA sono una risorsa determinante per l’Italia tanto che noi per primi come Coldiretti abbiamo siglato già tre anni fa, in anticipo sui tempi, uno storico accordo con la SIGA (Società Italiana di Genetica Agraria) per una nuova genetica ‘green’ che punta a tutelare la biodiversità dell’agricoltura italiana e, al contempo, migliorare l’efficienza del nostro modello produttivo”.
“Innovazione, ricerca e nuove tecnologie permettono una sintesi tra sicurezza alimentare e sostenibilità ambientale – ha sottolineato per parte sua Nicola Gherardi, componente di Giunta Confagricoltura -. A tale riguardo, la linea della Commissione è quella di imporre divieti e riduzioni senza fornire reali alternative agli agricoltori. Invece, in questi ultimi giorni il Parlamento europeo ha fatto passi in avanti molto importanti, dando un importante segnale di supporto al settore. È in questo contesto che si inseriscono le TEA: con l’inquadramento delle nuove tecniche di editing genomico nell’ordinamento dell’Unione sarà possibile conseguire il necessario equilibrio tra la capacità di produrre cibo nella quantità richiesta dal mercato e una più solida tutela dell’ambiente e delle risorse naturali”.
“Il nostro Paese ha le carte in regola per diventare capofila in Europa del percorso di sperimentazione in campo delle tecniche genomiche – ha rimarcato il vicepresidente di Cia-Agricoltori Italiani, Gianmichele Passarini -, con un forte protagonismo del mondo agricolo, per un futuro in cui sia garantita sia la produttività che la qualità e la sostenibilità del settore”.
Secondo Tommaso Battista, Presidente di Copagri, “la riduzione dell’utilizzo degli agrofarmaci, la maggiore difesa dai patogeni e dai parassiti, la resistenza agli stress ambientali e biocidi e, perché no, l’incremento della resa delle piante e conseguentemente del potenziale produttivo del Paese sono solo alcuni dei benefici legati all’utilizzo delle Tecniche di Evoluzione Assistita-TEA, peraltro perfettamente in linea con la rivoluzione green che ci chiede l’Europa e con gli obiettivi della Farm to Fork”.
