(Agen Food) - Roma, 24 apr. - di Laura Caldara - Entriamo in un ristorante…

La Torrente, pomodoro da industria per catering e ristorazione
(Agen Food) – Sant’Antonio Abate (NA), 29 dic. – di Pol. Cla. – La Torrente realizza l’85% del suo fatturato sul mercato nazionale ma il marchio è presente in Spagna, Regno Unito, Belgio, Svezia, Stati Uniti, Canada, Giappone e India. È una delle più grandi industrie conserviere del Sud Italia, il cui marchio identifica un’ampia gamma di trasformati di pomodoro 100% italiano, ottenuti sia da agricoltura biologica che convenzionale.
Il punto di forza de La Torrente, è la lavorazione di pomodoro 100% italiano a filiera corta mediante produttori fidelizzati: semina, raccolta e distribuzione.
80 referenze di pomodoro, proposte in varie lavorazioni e formati, tra pomodorini interi, pelati, passata e a filetti e una linea premium dedicata agli specializzati di alta gamma.
Sono utilizzate oltre 10 varietà di pomodoro, tra cui il rosso lungo e tondo, i pomodorini gialli, San Marzano dell’agro sarnese nocerino, Pomodorino del Piennolo del Vesuvio, il corbarino, i pomodorini di collina.
A chiusura di questo anno l’Azienda rileva che la campagna dei piccoli formati di pomodoro da industria procede a rilento, buona la richiesta per i formati catering e ristorazione. Sul piano dei prezzi, seppur raddoppiati rispetto al 2021, hanno coperto i rincari energetici. La produzione del 2022 ha risentito molto degli aumenti dei costi energetici sia dal punto di vista agricolo che industriale. Per affrontare le oscillazioni di prezzo dell’energia è necessaria una maggiore organizzazione.
Tuttavia nuove prospettive si aprono per il biennio 2022-2024, come ad esempio un nuovo stabilimento di 34mila mq, di cui 16mila mq coperti per potenziare la produttività e portare i volumi oltre le centomila tonnellate di pomodoro trasformato.
Da un punto di vista commerciale i formati retail, a differenza dei formati catering e ristorazione, hanno subito un rallentamento poiché i rincari sui prezzi riconosciuti dalla grande distribuzione organizzata non sono stati eccessivi per non sollecitare negativamente il potere di acquisto delle famiglie.
