(Agen Food) - Roma, 24 apr. - di Laura Caldara - Entriamo in un ristorante…

“Tartufo Siciliano”, Barrafranca (EN): tartufaie nell’entroterra ennese
(Agen Food) – Barrafranca (EN), 24 gen. – di Pol. Cla. – Si tratta di cinque ettari di tartufaia che produce tartufo nero della varietà Tuber aestivum Vittadini (Scorzone) e tartufo bianco della varietà Tuber borchi Vittadini. Annesso un laboratorio di trasformazione per la creazione di creme, paté, oli e altri preparati a base di tartufo. Si tratta della “Tartufo Siciliano”, azienda ubicata a Barrafranca, nell’entroterra siciliano in provincia di Enna, gestita da Gisella Asarese e dal marito, Calogero Giuseppe Zuccalà, micologo.
Il tartufo selvatico siciliano è raccolto nei boschi della Sicilia centrale da ottobre a dicembre, viene lavorato o venduto fresco e successivamente si distribuisce e si commercializza attraverso una rete vendita consolidata, pur avendo attivato l’e-commerce, che pure non rientra tra le priorità aziendali.
La “Tartufo Siciliano” è ben posizionata nel mercato nazionale e internazionale (Inghilterra, Belgio, Germania e Giappone) distribuendo nel settore Horeca e negozi delikatessen.
Sia per il mercato nazionale che internazionale il prodotto ha le stesse quotazioni: pregiato bianco 4/5000 euro al kg, mentre per quello coltivato a 7/800 euro al kg. Il prodotto fresco viene esportato seguendo tutti i protocolli fitosanitari e doganali che variano a seconda della destinazione, incidendo sulla tempistica di consegna.
Per quanto riguarda i tartufi coltivati, i volumi sono distribuiti tra bianco (80 kg/ha) e nero (tra 80 e 150 kg/ha), per quelli selvatici i volumi dipendono dal clima. Dal punto di vista organolettico, tra il tartufo coltivato e quello selvatico non esistono grosse differenze, tranne per la consistenza, che il clima mediterraneo rende o meno più coriacea. Per gli appassionati, negli areali della zona è presente anche il tartufo bianco pregiato Magnatum pico, anche se in piccole quantità .
#TartufoSiciliano
