(Agen Food) - Thiene (Vi), 28 set. - CSQA rafforza ulteriormente la propria presenza nel…

Mattarella: agricoltura vero pilastro e sinonimo di opportunità
(Agen Food) – Roma, 12 dic – di Olga Iembo – “L’Unione Europea è il primo esportatore globale di prodotti agro-alimentari e, in essa, Italia e Francia si contendono il primo posto. E’ parte del soft power europeo. Con essi, si esporta uno standard di qualità e di salute, si afferma un modello di consumo e di vita che si impone ai mercati, come nel caso della dieta mediterranea, con la persuasione del suo valore, il contrario di tentazioni di chiusura. L’Italia è nel gruppo di testa della classifica dell’Unione Europea che ha valorizzato le nostre produzioni nelle denominazioni di ‘indicazione geografica protetta’, di ‘denominazione origine protetta’, di ‘specialità tradizionale garantita’. Un’Italia, dunque, non sulla difensiva ma che può giocare d’iniziativa a tutto campo; in una stagione che vede, insieme, alimentazione, tutela dell’eco- sistema, governo del territorio, valorizzazione dei beni ambientali. È necessario rendere tutti consapevoli di quanto centrale sia oggi agricoltura”.
Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo all’assemblea invernale di Confagricoltura a Roma. “Un volano per la crescita – ha sottolineato – per la creazione di filiere produttive; presupposto per l’export di eccellenza del Made in Italy; veicolo di innovazione e promozione della ricerca e della salute. Protagonista nella gestione dei territori e per la tutela dell’ambiente, proteggendo le culture, e le colture, che hanno modellato, nei secoli, il paesaggio e il modo di vivere italiano”.
“Di fronte al mondo in cui ci troviamo – ha ripercorso Mattarella -, è bene ricordare come nel nostro Paese le condizioni generali di partenza fossero così arretrate da farne una grave questione sociale, che affliggeva la popolazione e divideva anche le forze politiche circa le misure da adottare. Una situazione talmente lacerante, quella allora esistente, da spingere un economista liberale come Luigi Einaudi, da li’ a poco primo Presidente della Repubblica eletto dal Parlamento, a presentare una sua proposta di formulazione dell’art.44 che prevedeva che la legge potesse imporre alla proprietà terriera, privata e pubblica, obblighi e vincoli, nonché di trasformare il latifondo per incrementare i piccoli e medi proprietari”.
In 75 anni, ha rilevato il Capo dello Stato, è stato compiuto un immane passo in avanti e ora siamo in un mondo “che le riforme e le politiche della Repubblica e quelle della Unione Europea hanno sollecitato e che le imprese agricole hanno plasmato e realizzato”, nel quale una “profonda rivoluzione sociale, anche nelle campagne, ha reso effettivi i principi di eguaglianza sanciti nei primi articoli della nostra Costituzione. Con la Carta e con la scelta europea, abbiamo contribuito a cambiare il destino di un ambito fondamentale della società. L’Agricoltura, da problema, da elemento di arretratezza, è divenuta sinonimo di opportunità e di benessere. Più e meglio di altri comparti economici, ha saputo disseminare modernità, uscendo da un’attività di mera sussistenza, di autoconsumo autarchico, per creare valore, divenendo vettore di internazionalizzazione dell’economia”.
Il Presidente ha voluto esaltare il ruolo e i protagonisti dell’agricoltura almeno in altri tre fondamentali passaggi, anzitutto precisando che: “In Costituzione viene definito l’interesse pubblico allo sviluppo razionale delle coltivazioni agricole, ritenuto degno di tutela. Vi era una sottolineata consapevolezza dei Costituenti della rilevanza della materia in discussione, al di là della naturale dialettica delle opinioni. La stessa problematica la ritroviamo, in seguito, affrontata nell’art.39 del Trattato istitutivo della Comunità Europea. Il Trattato di Roma del 1957, in sintonia con la Costituzione italiana, ne ricalca i temi, a dimostrazione dell’influenza della nostra Repubblica, Paese fondatore, nell’ambito del processo di integrazione europea successivamente la politica agricola comune sarebbe stata a lungo, e continua a essere, uno dei pilastri dell’Unione Europea e garanzia per la nostra produzione agricola”.
Inoltre, Mattarella ci ha tenuto ad esprimere “la riconoscenza della Repubblica al mondo dell’agricoltura che, durante la crisi della pandemia da Covid-19, non ha mai cessato, neppure per un istante, di nutrire il Paese. Gli agricoltori, al pari di altre categorie benemerite, hanno consentito a un Paese ferito di rialzarsi e riprendere il suo percorso”.
E, in seguito, il presidente ha evidenziato come “l’agro-alimentare è anche un veicolo di pace. Nessuno più di voi ne è consapevole. Libertà, coesione sociale, sostenibilità, Europa, sono valori ben presenti al mondo delle imprese agricole che sanno di essere protagoniste di una stagione di rinnovata vitalità. Con la resilienza caratteristica degli agricoltori. La Repubblica è certa che continuerete a fare la vostra parte”.
Facendo un inevitabile riferimento alla guerra nel cuore dell’Europa, Mattarella ha ricordato “la crisi derivante dall’invasione russa in Ucraina, con un uso spregiudicato da parte di Mosca della risorsa alimentare, utilizzata come arma strategica. Il cibo, anziché diritto universale viene considerato, in quel modo, arma di guerra, affamando popolazioni, destabilizzando nazioni, accentuando povertà e spostamenti di popoli. La fame è uno spettro che si aggira nuovamente nei territori in guerra, e non solo; e si presenta, inoltre, nelle aree soggette a desertificazione. Le drammatiche vicende di questo periodo – ha aggiunto – confermano come l’agro-alimentare sia la base di ogni concreta prova sul terreno della sostenibilità ambientale e sia, inoltre, la prima frontiera su cui si misura la stabilità internazionale e le politiche di cooperazione. Sicurezza alimentare era espressione che si era spostata da una concezione quantitativa dei rifornimenti agricoli, a una qualitativa, relativa alla salubrità degli alimenti. Oggi rischiamo di tornare drammaticamente indietro. Ecco perché l’agro-alimentare è anche un veicolo di pace”.
Un pensiero è stato riservato dal Presidente anche agli agricoltori colpiti dalle recenti alluvioni, che “hanno mostrato egualmente lo spirito di solidarietà connaturato a chi si occupa di agricoltura nei territori: il loro sacrificio – ha detto -, i danni che hanno subito, meritano di essere prontamente ristorati affinché con politiche appropriate si creino le condizioni per la ripresa”.
Infine, sempre guardando all’Unione europea, Mattarella ha sottolineato come: “il 2024 sarà caratterizzato da un grande esercizio di democrazia: il popolo europeo sarà chiamato a eleggere il Parlamento d’Europa, massimo organismo rappresentativo della volontà dei cittadini del continente. Occorreranno lucidità di giudizio e consapevole lungimiranza per essere all’altezza delle sfide che ci riguardano. Le strutture dell’Unione – ha concluso – hanno bisogno di essere rafforzate in numerosi ambiti, dalla difesa all’agricoltura”.
