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Stati Generali Vino, il ministro: no aggressioni a questo mondo Ue lo difenda

(Agen Food) – Roma, 17 feb. – di Olga Iembo – L’Unione Europea dovrebbe guardare al vino in una prospettiva storica e culturale e difendere il suo mondo e quello dell’agricoltura in generale. Ne è convinto il ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e foreste, Francesco Lollobrigida, che oggi a Roma ha annunciato un incontro a breve con il commissario europeo per l’Agricoltura e lo sviluppo rurale, per spingere verso politiche di protezione e sostegno degli agricoltori e degli attori del settore vino, lontano da ogni ideologia che possa rappresentare, invece, un’aggressione.

Il ministro lo ha fatto in occasione degli Stati Generali del Vino, un evento dedicato alle politiche UE per il settore vitivinicolo, tra competitività, export e turismo enogastronomico organizzato dall’Ufficio del Parlamento europeo in Italia, in collaborazione con la Rappresentanza in Italia della Commissione europea. Presso la Sala della Protomoteca del Campidoglio a Roma, l’incontro si è aperto proprio con l’intervento del ministro Lollobrigida nonché della vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna, che hanno anticipato i contributi di molti altri esponenti istituzionali, esperti del settore e stakeholder finalizzati ad approfondire temi cruciali per il settore vitivinicolo,tra cui il regolamento UE per le DOP, IGP e DOCG, le politiche di sostenibilità, e le strategie per l’export e l’internazionalizzazione, nonchè il ruolo della filiera vitivinicola nel promuovere il turismo locale e nel recupero dei territori spopolati.

“Il vino – ha sostenuto il ministro dell’Agricoltura – in una dieta bilanciata produce salute, lo dimostrano i dati della longevità dell’Italia dove il vino fa parte di uno stile di vita ed è un modello produttivo da secoli. Certo, ogni abuso è un problema, compreso quello del vino, ma è necessario comunicare il bere responsabile senza comunicarlo come ‘pericoloso’ come potrebbero fare etichette salutistiche. Non a caso queste etichette vengono richieste da chi il vino non lo produce. È necessario riportare in un contesto europeo le cose alla ragione. Spero si passi in Europa da una aggressione del mondo del vino a una difesa del mondo del vino, peraltro custode dell’ambiente a basso costo nelle aree agricole”. “A Bruxelles – ha aggiunto Lollobrigida – siamo ancora alle parole, incontreremo il 25 di marzo qui a Roma il commissario europeo per l’Agricoltura e lo sviluppo rurale, il lussemburghese Christophe Hansen. Chiederemo di guardare il vino in una prospettiva storica e culturale che accompagna la storia dell’umanità. E vogliamo capire quante risorse verranno stanziate sull’Agricoltura e se l’Agricoltura verrà ancora considerata un asset strategico rispetto al resto perché facendo un unico calderone si metterebbe a rischio anche la promozione dei nostri prodotti”.

Ma il ministro ha voluto anche sottolineare che a preoccuparlo sono le “politiche di aggressione al mondo agricolo e al mondo del vino”, qualcosa su cui però ritiene che “possiamo incidere noi europei”. “Nelle trattative commerciali ovviamente – ha poi aggiunto – siamo sempre, come Paese esportatore, preoccupati da qualsiasi ipotesi di chiusure dei mercati, come però dall’altra parte siamo preoccupati dalla possibilità di avere mercati aperti dove ci sono forti differenze nei costi di produzione perché è evidente che se noi importiamo per esempio da Paesi dove i diritti dei lavoratori e dove i diritti dell’ambiente non sono tutelati, e imponiamo ai nostri produttori regole sempre più rigide, evidentemente portiamo dei costi di produzione a livelli differenti e alla fine produciamo l’estinzione del nostro sistema produttivo e questo non va bene per noi ma anche per altri che stanno riflettendo su soluzioni che possano correggere quello che il mercato da solo non è riuscito a correggere”. “Ci preoccuperemo e ci preoccupiamo dei dazi e delle tariffe – ha detto poi -, ma c’è un cosa che possiamo fare subito, evitare di causarci problemi di autocastrazione economia aggredendo i nostri prodotti e le nostre capacità e ricordando il ruolo che Italia deve avere in questi contesti”.

“Oggi più che mai – è stato il messaggio ribadito dal ministro anche su Facebook -, occorre fare sistema oltre i nostri confini nazionali, oltre le appartenenze, per contrastare ogni tentativo di demonizzazione e criminalizzazione del vino. Un prodotto che ha accompagnato la nostra identità nel corso dei secoli, scolpito i nostri territori, che genera ricchezza, qualità e posti di lavoro. Saremo in prima linea, sempre informando sui rischi degli abusi, ma opponendoci ad ogni degenerazione ideologica che possa danneggiare le nostre eccellenze”.

Dal canto suo Antonella Sberna, vicepresidente del Parlamento Europeo ed eurodeputata di Fratelli d’Italia/ECR, ha evidenziato che “il vino non è semplicemente un prodotto commerciale. È una storia millenaria, è tradizione, è innovazione, è cultura e radici, oltre che economia. Da questo dobbiamo partire. Offriamo impegno, supporto e ascolto per il successo del sistema Italia”, concludendo che “abbiamo il dovere di difendere il settore con un’azione propositiva nelle sedi istituzionali di competenza, nelle commissioni, nei negoziati con la Commissione Europea. Perché se penalizziamo il vino, penalizziamo tutti gli Stati europei, ma più di tutti l’Italia”.

E’ stato invece il presidente di Unione Italiana Vini (Uiv), Lamberto Frescobaldi, a lanciare l’allarme: “Abbiamo avuto nel 2023 la più piccola vendemmia della storia e meno male perché, con la crisi di mercato in corso dove anche le bollicine stanno rallentando, siamo al boccaglio ed è sempre più difficile mantenere la capacità di commercializzare”. Frescobaldi ha spiegato che “ci sono vari mercati che stanno andando male: gli Stati Uniti nel 2024 hanno fatto il volume meno 7,1 e nel 2023 meno 6,3; anche la Germania sta rallentando. E ci sono montagne di vino da portare sui mercati. Nel frattempo ci sono voluti troppi anni per raggiungere l’accordo Ue-Mercosur ma ora per l’Italia è un bene: si apre un mercato piccolo ma importante. Dobbiamo cercare nuovi, altri, mercati. Per l’Italia – ha sottolineato Frescobaldi – sono stati fondamentali le misure dell’Ocm promozione che ha aiutato tutti gli operatori, grandi e piccoli. Va difesa in ambito comunitario questa leva di sviluppo che ha dato una ricchezza straordinaria a questo paese e non ha guardato a bandiere dell’amministrazione. Mentre ora le proposte di etichettatura della Commissione europea sono una nuova autoflagellazione”. Dopo tre anni “la spinta salutistica è una specie di Lazzaro, si è risvegliata tutto a un tratto. Dobbiamo non dimenticarci che tutto deve essere armonizzato all’interno della Comunità Europea, ciò che ha fatto l’Irlanda è una cosa inaccettabile, devono tornare indietro. Dispiace vedere il vino come un target sbagliato di battaglie ideologiche. E noi dobbiamo difendere la nostra cultura e la consapevolezza del bere moderato connaturato alla Dieta mediterranea”. “Stiamo assistendo a un abbandono della terra continua – ha ammonito ancora Frescobaldi -. La Toscana, che è la regione dove vivo, ogni giorno registra 7 ettari di terreno abbandonato dal 1957. E l’Italia in questi ultimi dieci anni ha perso oltre mezzo milione di ettari di Sau, superficie agricola utilizzata. Mentre il vigneto è uno strumento straordinario di presidio del territorio e del paesaggio. Non c’è altra cultura che ha bisogno di così tante ore di manodopera. E questo porta vita nei territori rurali, come dimostra l’esempio di Montalcino, che dagli anni ’70 ha intrapreso una strada di rivitalizzazione del territorio non grazie al vino ma al vigneto”.

Levata di scudi, dunque, per un settore, quello vitivinicolo europeo, che continua a rappresentare uno dei pilastri della politica agricola comune (PAC) e una delle eccellenze dell’Unione Europea. Con una produzione annua che supera i 160 milioni di ettolitri, l’UE rimane il leader mondiale del settore, contribuendo al 45% delle superfici viticole globali, al 63% della produzione e al 48% del consumo mondiale di vino. La viticoltura coinvolge più di 3,2 milioni di ettari e circa 2,5 milioni di aziende vitivinicole, generando oltre 3 milioni di posti di lavoro diretti, a cui si sommano numerosi impieghi indiretti lungo la filiera. Italia, Francia e Spagna, principali produttori dell’UE, continuano a rappresentare quasi la metà della produzione globale. Oltre al suo valore economico, il VINO è parte integrante del patrimonio culturale e paesaggistico di molte regioni europee, contribuendo alla promozione del turismo enogastronomico e al rafforzamento delle tradizioni locali. La politica agricola, e in particolare la gestione del settore vitivinicolo, è una competenza esclusiva dell’Unione europea. Le Organizzazioni comuni di mercato (OCM) del settore rimangono strumenti fondamentali per fissare regole, misure di sostegno e politiche relative alla commercializzazione, all’etichettatura, alla promozione e alle indicazioni geografiche. In questo contesto, il nuovo regolamento UE del 2024 sul sistema delle Indicazioni Geografiche Protette (IGP) e Denominazioni di Origine Protette (DOP), entrato in vigore nel 2024, rafforza ulteriormente la protezione per oltre 1.610 vini certificati, un terzo dei quali prodotti in Italia. L’Italia, con una produzione di 49,7 milioni di ettolitri nel 2024, si conferma primo produttore e esportatore al mondo, con un saldo attivo nell’export che supera i 7 miliardi di euro. Il settore non solo sostiene economicamente le aree rurali fragili, ma è anche uno dei simboli più riconosciuti del “Made in Italy”, grazie a una tradizione millenaria che continua a produrre vini di altissima qualità. Dal 1gennaio 2024, è entrata in vigore l’obbligatorietà di includere nelle etichette dei vini venduti nell’UE informazioni dettagliate sui valori nutrizionali e sugli ingredienti. Questa novità, pur rappresentando un passo avanti verso una maggiore trasparenza per i consumatori, ha sollevato preoccupazioni in relazione a iniziative nazionali, come quella irlandese, che potrebbero compromettere l’immagine del vino e creare frammentazioni nel mercato unico europeo.

Redazione Agenfood

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Agen Food è la nuova agenzia di stampa, formata da professionisti nel campo dell’informazione e della comunicazione, incentrata esclusivamente su temi relativi al food, all’industria agroalimentare e al suo indotto, all’enogastronomia e al connesso mondo del turismo.

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