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Zefferino d’Oro 1a Edizione – Monini: stop a olio commodity
(Agen Food) – Spoleto (PG), 22 mag. – La qualità va riconosciuta, incentivata e pagata: bisogna fermare l’utilizzo dell’olio come commodity e promuovere una filiera dell’extravergine che valorizzi davvero tutto il buono che l’Italia è in grado di produrre. Con questo obiettivo Monini ha dato vita allo Zefferino d’Oro, il primo riconoscimento in Italia della qualità della materia prima istituito da una grande impresa olearia.
Un omaggio e un sostegno concreto ai frantoiani d’Italia che prende il nome dal fondatore dell’impresa, Zefferino Monini, ma anche un messaggio chiaro a tutta l’Italia dell’olio: bisogna investire in qualità e sostenibilità, rafforzando i rapporti tra i diversi attori della filiera e puntando sulla trasparenza e sul costante miglioramento del prodotto. Altrimenti si rischia di diventare marginali e poco competitivi nel panorama internazionale.
“Di olio quest’anno ce n’è poco – ha spiegato il Presidente e Amministratore Delegato dell’impresa, Zefferino Francesco Monini, nipote del fondatore, che dal nonno ha ereditato nome e passione per il prodotto – e quel poco che c’è ha prezzi alle stelle. Il clima ha infatti tagliato i raccolti di tutta Europa, Italia e Spagna in testa, con conseguente rialzo del 65% delle quotazioni rispetto allo scorso anno. Eppure l’extravergine continua a essere uno dei prodotti più promozionati nella distribuzione, un “volantino” per attirare clienti. Una strategia miope e alla lunga insostenibile: l’Italia può vincere solo puntando sulla qualità, sul valore straordinario delle nostre produzioni e del nostro saper fare”.
Da qui la scelta, nonostante le difficoltà del momento, di celebrare e sostenere la migliore espressione della filiera olivicola italiana, offrendo un riconoscimento ai frantoiani produttori di olio extravergine 100% italiano da cui nasce una delle etichette più premiate e amate di casa Monini: il Gran Fruttato.
“Il nostro auspicio – ha aggiunto Zefferino Monini – è che questo riconoscimento possa rappresentare un primo passo di filiera verso un olio extravergine italiano che sia sempre più di qualità e verso un sistema che protegga la ricchezza del nostro territorio, dal campo alla tavola. L’olivicoltura italiana non sta vivendo un momento semplice: c’è bisogno di un cambio di rotta, di un’evoluzione verso una produzione moderna e sostenibile sotto il profilo ambientale, economico e ovviamente sociale. Un cambiamento a nostro avviso non più demandabile, che richiede uno sforzo congiunto di tutti gli attori della filiera. Noi, come impresa, cerchiamo di dare il buon esempio e siamo orgogliosi di poter contare sulla collaborazione di produttori che condividono i nostri valori e con i quali si è instaurato un rapporto di reciproca fiducia”.
