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Prossima vendemmia, il reporti di Assoenologi, Ismea e Unione Italiana Vini

(Agen Food) – Roma, 30 lug. – I vigneti italiani stanno bene, nonostante una fioritura iniziata in ritardo al Centro-Nord che determinerà una raccolta posticipata di circa una settimana e un danno causato dalle gelate pasquali, solo parzialmente rientrato, che influirà sulla raccolta pur con importanti differenze tra zone e vigneti. È quanto emerge dal report sull’andamento climatico-vegetativo della prossima vendemmia stilato da Assoenologi, Ismea e Unione Italiana Vini.
Sul piano qualitativo, la situazione del vigneto è generalmente favorevole, con livelli di anomalie legate alle piogge ancora circoscritte, mentre le gelate hanno arrecato danni nelle regioni del Nord Italia, Toscana, Sardegna, Umbria e sul versante Adriatico fino al foggiano.
Ma qual è la situazione, nel dettaglio, regione per regione?
In Trentino Alto Adige la situazione è buona: il ciclo vegetativo e le fasi fenologiche sono fino ad oggi regolari. Al di là di qualche piccolo danno da gelata avuto sulle varietà precoci, come Chardonnay e Marzemino, non risultano al momento altri problemi. Le intense grandinate del 22 luglio hanno colpito soprattutto la piana rotaliana per un totale di circa 500 ettari vitati e anche la Val di Cembra, ma per capire i danni effettivi è necessario attendere. Le temperature primaverili, più basse del solito, hanno provocato nei vigneti a bassa quota dell’Alto Adige un ritardo vegetativo stimato in circa 10 giorni, più regolari i vigneti sopra i 4/500 m slm. Il caldo delle ultime settimane sta facendo recuperare in parte il ritardo accumulato nei mesi di aprile e maggio, anche se l’inizio della vendemmia potrebbe restare spostato in avanti rispetto a quella precedente.
In Friuli Venezia-Giulia un autunno secco e un inverno particolarmente piovoso, associato a straordinarie nevicate in montagna, hanno sicuramente influito sul ritardo vegetativo della vite che quest’anno è iniziata verso metà aprile. L’eccezionale gelata di aprile ha colpito la Regione creando alcuni isolati danni nei fondivalle e nelle zone limitrofe ai corsi d’acqua. Ai primi di giugno è iniziata la fioritura e grazie a condizioni climatiche favorevoli si è svolta nel migliore dei modi. Nelle fasi di accrescimento dei grappoli si sono registrati limitati attacchi di peronospora soprattutto in vigneti poco aerati, nel complesso comunque lo stato sanitario non genera preoccupazioni.
Nella zona occidentale del Veneto, dopo una primavera che ha visto un ritorno di freddo e presenza di gelate sparse, il germogliamento è stato ritardato anche di 15 giorni. Anche se a oggi questo ritardo si assesta tra i 7/10 giorni. La partenza del ciclo vegetativo nell’aera orientale è avvenuta in ritardo rispetto alla scorsa annata. Durante il primo periodo del ciclo vegetativo si sono avute abbondanti precipitazioni e temperature sotto la media stagionale, in alcune zone l’abbondante umidità ha provocato attacchi di malattie fungine. La situazione meteo si è poi stabilizzata e dal mese di maggio le temperature sono risalite a valori normali. Nei mesi di maggio e giugno il passaggio di perturbazioni ha creato fenomeni atmosferici anche di intensità, colpendo a macchia di leopardo il territorio del Veneto Centro Orientale, con grandinate che in zone molto limitate hanno determinato perdite di produzione significative. Attualmente la maturazione delle uve precoci, anche a seguito delle temperature attuali, è prevista tra fine agosto e primi di settembre con un ritardo di 10-15 giorni circa rispetto alla vendemmia 2020. Si evidenzia una diminuzione di grappoli sulle varietà precoci (Pinot, Chardonnay) mentre per la varietà Glera il numero di grappoli, che risultano essere molto allungati e spargoli, rispecchia la media.
In tutte le zone vinicole della Lombardia si rileva ad oggi una buona condizione dello stato fisiologico e sanitario dei vigneti, nonostante la forte grandinata che ha interessato centinaia di ettari nell’estremo nord-est dell’Oltrepò Pavese già interessato dalle gelate primaverili. Anche in Franciacorta alcune zone hanno risentito della gelata di inizio aprile, e la situazione si è aggravata in seguito alle violente grandinate della seconda metà di luglio che hanno colpito soprattutto Adro, Erbusco, Calino, Capriolo, Passirano e Monterotondo. Nonostante la stima corretta dei danni sia da quantificare nelle prossime settimane, i grappoli sani godono di un buono stato vegetativo, proprio grazie anche alle ultime piogge, che hanno riequilibrato il regime idrico.
In Piemonte c’è un panorama piuttosto eterogeneo ma in generale si profila una vendemmia in tempi ‘normali’. Le gelate successive alla Pasqua hanno interessato diversi vigneti, con distribuzione a macchia di leopardo, ma i danni restano localizzati.
In Emilia Romagna, dopo un inverno con modeste precipitazioni e temperature abbastanza elevate per il periodo, la ripresa vegetativa per tutte le varietà è stata veloce dal 27 marzo, quando le massime sono salite sopra i 20 gradi, fino ad arrivare al 31 marzo a 26. I danni delle gelate di aprile subito sono apparsi molto importanti soprattutto nei fondivalle: nelle prime settimane di aprile si sono registrate temperature rigide soprattutto di notte che, oltre ad avere provocato danni da freddo ad alcuni vitigni (Lambrusco Grasparossa nella zona pedecollinare modenese) hanno ritardato la vegetazione di circa 10 gg. Di fatto nel complesso il danno quantitativo si è attenuato grazie alla ripresa delle piante.
In Toscana gli ultimi mesi del 2020 e i primi mesi del 2021 hanno fatto registrare una pluviometria abbondante che ha dotato i vigneti di un ottimo approvvigionamento idrico di partenza. I primi germogli di Sangiovese sono apparsi tra fine marzo primi di aprile con un leggero ritardo rispetto all’annata 2020. La seconda metà di aprile ha portato con sé un brusco abbassamento delle temperature con fenomeni di gelata intensi che hanno colpito i fondivalle ed i vigneti al di sotto dei 100 metri s.l.m. Con il ritorno del caldo del mese di maggio, la vite ha potuto svilupparsi con un buon vigore, recuperando il ritardo di sviluppo dovuto alle gelate tardive. La fioritura, avvenuta tra il 20 ed il 25 maggio, ha potuto beneficiare di un clima secco e leggermente ventilato. Il clima tendenzialmente sereno dei mesi di maggio/giugno ha limitato lo sviluppo di malattie ed ha garantito un’ottima sanità delle piante.
Simile la situazione in Umbria dove, tolte anche importanti perdite da gelate in alcuni areali, attualmente si segnala un buono stato di salute dei vigneti con qualche fondata preoccupazione per la prolungata assenza di precipitazioni.
Si segnala un normale sviluppo del vigneto del Lazio con circa una settimana di anticipo. Le gelate non hanno creato grandi perdite di prodotto mentre ora sono le alte temperature a preoccupare perché favoriscono attacchi patogeni, quali l’oidio.
Nelle Marche anche la scorsa stagione invernale è stata più calda del normale, come ormai accade da diversi anni, ma con precipitazioni più abbondanti della norma in particolare per la piovosità registrata nei mesi di dicembre e gennaio. Salvo sporadici eventi, limitate piogge anche a giugno e solo a luglio si sono registrati attesi salutari piovaschi. Per la temperatura dopo le anomalie negative di marzo e aprile, il valore sostanzialmente in linea di maggio, la temperatura media torna “ad esplodere” nel mese di giugno. Il germogliamento delle principali varietà marchigiane quest’anno è avvenuto con un ritardo di 7-10 gg rispetto al 2020. Il ritardo si sta recuperando come verificato nei primi rilievi di invaiatura in corso.
Scendendo verso Sud, si rilevano in Abruzzo e Molise piogge scarse fino ad aprile e nei mesi primaverili per cui i vigneti giovani sono andati in forte sofferenza. Dalla fine di aprile fino alla metà di luglio non si è verificata alcuna precipitazione di rilievo e la vite dimostra ancora una volta la grande capacità di adattamento e resilienza alle situazioni estreme. È riuscita da un punto di vista fisiologico a reagire e ad adattarsi alle condizioni di scarsità idrica e di colpi improvvisi di calore, modulando il ritmo di accrescimento delle varie fasi fenologiche. Attualmente tutti i vitigni, sia precoci che tradizionali, hanno un ritardo fenologico di 5/7 giorni.
In Campania, l’annata 2021 ha visto temperature invernali piuttosto miti che si sono protratte con quasi un grado al di sopra delle medie fino agli inizi di marzo, e con abbondanti piogge, determinando una buona ripresa vegetativa, rallentata però dall’importante abbassamento delle temperature di inizio ad aprile, con nevicate ad alta quota e qualche gelata più in basso. Da maggio si sono assestate temperature appena più alte della media, con assenza prolungata di piogge, limitando lo sviluppo di malattie e consentendo una buona fioritura e allegagione. Il rapido passaggio alla fase di pre-chiusura del grappolo, che presentava molti residui fiorali, ha determinato lo sviluppo di grappoli tendenzialmente più spargoli. Con le piogge di metà di luglio accompagnate da un abbassamento delle temperature, si conferma al momento un ritardo di 7-10 giorni sulle fasi fenologiche della vite.
Passando in Puglia, si ha una situazione assolutamente sotto controllo dal punto di vista fitopatologico. Buono anche lo sviluppo vegetativo con vigneti molto rigogliosi anche se queste ultime settimane hanno alzato l’attenzione sul perdurare della siccità del caldo eccessivo.
In Calabria, nonostante le avversità dovute anche alle gelate i vigneti sono in uno stato vegetativo ottimale anche se le previsioni vendemmiali sono molto disomogenee addirittura da vigneto a vigneto della stessa area. Attualmente si prevedono circa 10 giorni di anticipo.
Si presenta in buona salute anche il vigneto Sicilia. Dopo un inverno di nuovo generoso dal punto di vista pluviometrico, la primavera è stata decisamente asciutta con un numero di eventi limitato e quantitativamente poco significativo. Durante le delicate fasi di allegagione le piogge sono state praticamente assenti limitandosi di fatto a due soli eventi con quantitativi irrisori. In questo periodo le temperature si sono abbassate riducendo leggermente la percentuale di allegagione in alcune varietà. In generale, dove i trattamenti sono stati fatti con accortezza, visto l’attuale andamento climatico, ci si aspetta un’annata ottima, sia per quantità che per qualità.
La Sardegna ha avuto un buon approvvigionamento d’acqua, dato che da gennaio fino a marzo si sono verificate piogge abbondanti; dal mese di marzo fino ad oggi, al contrario, si sono avute pochissime precipitazioni limitate ad alcuni areali, che stanno creando qualche problema sui vigneti non irrigui. Dal punto di vista climatico il punto dolente sono state le gelate verificatesi l’8-9 aprile, che hanno colpito in maniera molto forte il Nord Sardegna in particolare l’areale di Alghero e la Gallura dove si sono riscontrati danni del 40-50%, più lievi i danni nell’oristanese e in tutti i fondivalle nelle varie zone dell’isola. Le temperature più elevate e le poche precipitazioni degli ultimi mesi hanno invece favorito un migliore stato sanitario delle uve con la quasi totale assenza di peronospora e con attacchi limitati di oidio, offrendo attualmente uve sane in tutto il territorio. Dal punto di vista fenologico si è avuto un anticipo iniziale, ridotto successivamente dal fenomeno delle gelate di aprile e dalle alte temperature di giugno e luglio, che hanno a loro volta creato fenomeni di stress alle piante riportando il ciclo fenologico della pianta in linea con le altre annate. Ad oggi si ipotizza un inizio raccolta in linea con lo scorso anno.
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