Skip to content

Emilia Blanchetti ospite di”A cena con la scienza” di Confagricoltura

(Agen Food) – Piacenza, 30 set. – “Da quando il tema della salvaguardia del pianeta è entrato prepotentemente nel dibattito quotidiano e nelle agende politiche la parola “sostenibile” è abusata, personalmente preferisco parlare di “crescita responsabile” – così Emilia Blanchetti, esperta di comunicazione su temi ambientali, ha spiegato all’ampia platea dell’Agriturismo La Tosa per il secondo appuntamento del ciclo di incontri di divulgazione scientifica A Cena Con la Scienza, organizzato da Confagricoltura Piacenza e Agriturist.

“A fronte della crisi del 2008 è stato coniato il termine “decrescita felice”, ma se si decresce si è infelici, bisogna quindi lavorare per una crescita che possa essere responsabile, mettendo in campo tutte le tecnologie per progredire preservando le risorse del pianeta perché anche non agire comporta dei danni. Tanto è vero che si parla dei costi del non fare” – ha continuato Emilia Blanchetti, che ha raccontato ai presenti come la popolazione si dichiari favorevole all’uso delle energie rinnovabili, ma poi nei fatti siano proprio i progetti di impianti di questo tipo che vedono sorgere i vari comitati figli della sindrome Nimbi (Not In My Backyard). “Ultimamente i più contestati sono gli impianti di biogas – spiega Blanchetti – perché è la tipologia che maggiormente viene realizzata. Eppure si tratta di opere con un bilancio costi-benefici assolutamente positivo, ma le persone hanno dei bias cognitivi che li portano ad avere paura di ciò che non conoscono. Oggi in Italia ci sono circa 300 impianti la cui operatività è bloccata dai comitati. Sono stati pubblicati dati che stimano, nei quindici anni tra il 2015 e il 2030, un danno per questa alzata di scudi pari a oltre 600 miliardi di euro, come costo della non realizzazione di impianti e strutture che invece dovrebbero essere realizzate. Se vogliamo un progresso combattendo il cambiamento climatico, dobbiamo trovare il punto di equilibrio mettendo in campo la ricerca e l’innovazione”.

Un approccio condiviso da Confagricoltura Piacenza, che più volte ha denunciato l’immobilismo della politica di fronte alla necessità di realizzare infrastrutture e opere strategiche per uno sviluppo dell’economia e dell’agricoltura che sia al contempo rispettoso dell’ambiente. Il dibattito con i presenti, tra cui imprenditori agricoli, diversi docenti dell’Università Cattolica, collaboratori di Confagricoltura e operatori del mondo della comunicazione, si è infine spostato sulle difficoltà che l’agricoltura moderna e competitiva riscontra nell’avere un dialogo costruttivo con la società civile che da un lato si nutre con ciò che l’agricoltura produce, ma dall’altro ne ha un’immagine distorta talvolta bucolica e idealizzata, più spesso ingiustificatamente deteriorata. “Paghiamo un modo di fare comunicazione – ha detto Michele Lodigiani, coordinatore del ciclo di incontri – che tende a semplificare i problemi complessi e a compiacere il senso comune che, in campo ambientale, spesso ha poco a che fare con la realtà”.

Invitando tutti a tavola il coordinatore ha infine colto l’occasione per dare appuntamento al prossimo incontro, ultimo in programma del dodicesimo ciclo di A Cena con la Scienza: l’8 ottobre all’agriturismo Boschi Celati con Silvano Fuso, docente di Chimica e divulgatore scientifico, con la sua relazione “Ieri, oggi e domani: premi nobel, illusionisti, fanatici e ciarlatani”.

#Confagricoltura #ACenaconlaScienza

Redazione Agenfood

Redazione Agenfood

Agen Food è la nuova agenzia di stampa, formata da professionisti nel campo dell’informazione e della comunicazione, incentrata esclusivamente su temi relativi al food, all’industria agroalimentare e al suo indotto, all’enogastronomia e al connesso mondo del turismo.

Torna su
Agenfood
×