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Vinoforum 2024: Successo con file
(Agen Food) – Roma, 26 giu. – di Massimiliano Cinque – Si è conclusa da qualche ora l’edizione 2024 del Vinòforum. Nella suggestiva area del Circo Massimo, 3200 etichette, 60 chef e ristoranti e numerosissimi eventi collaterali di degustazione sono stati i protagonisti dell’evento più importante sul vino nella Capitale.
I numeri parlano chiaro: circa 80000 persone hanno calcato lo storico terreno con un calice in una mano e nell’altra un alimento dei numerosi stand presenti.
I vini provenienti da tutta Italia sono stati i protagonisti della settimana enologica romana. 800 cantine, 800 racconti, 800 terroir raccontati dai sommelier ai banchi di degustazione, a cui si aggiungono i consorzi vitivinicoli come il Doc Friuli, il Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria, l‘Istituto Marchigiano di Tutela Vini, il Consorzio Roma Doc e Frascati Doc, il Consorzio del Barbera D’Asti e Vini del Monferrato e Strade dei Grandi Vini di Langa e del Barolo, per fare qualche esempio.
Grande successo sono stati i premi Wine Digital Communication Awards con cui Vinòforum ha premiato la comunicazione nel mondo del vino. La valutazione è stata affidata alla giuria composta da Luciano Pignataro, Dario Laurenzi, Chiara Giannotti, Filippo Bartolotta, Simone Roveda e Luca La Mesa che ha assegnato i seguenti premi: Miglior utilizzo foto nella comunicazione digital a Luca Grippo; Miglior utilizzo video nella comunicazione social ad Andrea Zingrossi; Miglior rubrica creativa sui canali social a Francesca Piemontese; Miglior Digital Storytelling in cantina alle Tenute Marchesi Antinori.
Se da una parte il successo della manifestazione è sotto gli occhi di tutti, dall’altra parte occorre fare delle osservazioni che servono da monito e suggerimento per le prossime edizioni.
L’accesso alla manifestazione era possibile attraverso l’acquisto dei biglietti online – tramite il circuito vivaticket o shoptoday – oppure in loco. I punti ticket erano solamente 3, più uno deputato agli accrediti stampa e agli inviti.
La fila, fortunatamente per gli organizzatori, era talmente lunga che il tempo di attesa si aggirava mediamente sui 30/40 minuti. Il paradosso e le lamentele, che personalmente ho registrato, è che i alcuni biglietti comprati online – proprio per evitare il dover fare la fila – non avevano il QRcode e quindi bisogna passare dalla biglietteria per il rilascio del codice d’ingresso. Purtroppo però non è finita qui, la fila continuava anche all’intero del Vinòforum per il ritiro del calice di degustazione. Se, come detto, per accedere vi erano tre punti, all’interno vi era un solo punto di ritiro calici. Tempo stimato per avere il bicchiere circa 20/25 minuti. Sommatoria d’attesa per iniziare il percorso di degustazione più o meno un’ora.
Difatti numerosi commenti di lamentale sono sui canali social dell’organizzatore. Altro punto su cui occorrerà lavorare il prossimo anno è quello del percorso enologico. Per orientarsi all’interno dei numerosi stand vi era un QRcode da scansionare con il telefono dal quale compariva la mappa. La sostenibilità è fondamentale e mandatoria, ma se qualcuno – come il sottoscritto – avesse voluto godersi la serata privo di ogni mezzo tecnologico ciò non sarebbe stato possibile. Non vi era né una mappa (o almeno io non l’ho vista) né un posizionamento degli stand intuitivo e secondo una regionalità enologica.
Probabilmente il tutto era legato ad accordi commerciali. Ciò nonostante il gradimento del pubblico è stato più che soddisfacente, sia nell’offerta degli stand gastronomici – molto apprezzata è stata la pizza di Molino Casillo che il temporary restaurant de La Molisana – che nei vini selezionati, arrivando agli eventi collaterali di degustazione e abbinamento (come quello proposto dalla Manifattura Sigaro Toscano che ha registrato sempre il tutto esaurito, segno che il fumo lento dev’esser raccontato per bene).
La lista dei vini che ho apprezzato è decisamente molto lunga per dilungarmi in descrizioni, purtroppo, invece, per alcuni ho dovuto desistere in quanto alcune bottiglie inviate dalle cantine erano già terminate. Anche in questo caso – come suggerimento – si dovrebbero parcellizzare le bottiglie a disposizione per tutte le giornate dell’evento affinché una fetta maggiore di avventori possano gradire e testare.
Complimenti ad Emiliano De Venuti, ideatore e organizzatore di Vinòforum, e a tutto il suo staff. Roma ha bisogno di eventi dove la cultura enologica e gastronomica è portata al più alto livello.
