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Sgambaro con la pasta ai grani antichi promuove a TuttoFood l’evoluzione dei consumi: “Rispondiamo a nuovi trend crescenti”

(Agen Food) – Castello di Godego (Tv), 21 mag. – di Olga Iembo – Il mondo dell’agroalimentare è in continua evoluzione e, al cambiare delle esigenze e al mutare dei gusti, è necessario adattare l’offerta per chi vuole dare risposte ai consumatori. E’ uno dei principali motivi per i quali Sgambaro ha deciso di puntare sulla la pasta ai grani antichi – farro e khorasan – come leva per affermare la sua leadership come produttore a marca in un comparto potenzialmente dinamico.

Ed ecco che a TuttoFood Milano, quest’anno, Sgambaro ha puntato l’attenzione oltre che sulla pasta khorasan, sulla Pasta Farro Selezione Sgambaro, un blend della migliore cultivar di farro italiano, macinato e lavorato nel pastificio di Castello di Godego, secondo i più rigidi protocolli di qualità che fanno di Sgambaro un’azienda riconosciuta per la sua produzione di eccellenza.

Con la sua Pasta Farro Selezione Sgambaro, l’azienda veneta punta a spingere l’acceleratore su un mercato che dimostra grandi potenzialità e che oggi conferma Sgambaro come primo produttore a marca, subito dopo le PL, con una quota a valore del 25,4% e una crescita, nel 2025, sia a valore del 6,6%, sia a volume del 9,4%, rispetto all’anno precedente (Fonte: NIQ Nielsen, Mercato Farro, Totale Italia, YTD 19/04/2026).

A raccontarare ad Agen Food delle novità e dell’esperienza vissuta da Sgambaro a TuttoFood è stato Claudio Costantini, Direttore Generale di Sgambaro. A lui il timone di un’azienda fondata da Tullio Sgambaro e dai figli Dino ed Enzo nel 1947. Una delle poche realtà medio-grandi del settore ad avere un mulino interno che, dal 2001, è stata precursore del grano duro a km0, investendo anche nel biologico.

Direttore quali sono le principali novità che state presentando qui in fiera?

“Quest’anno, in perfetta coerenza con la nostra strategia, mettiamo un focus soprattutto su tutta la parte dei grani antichi, cioè su quella che è il nostro punto di forza. Sgambaro è un’azienda che ha un portafoglio di prodotti di pasta completo, dal grano duro all’integrale e così via, però per quanto riguarda il mondo dei grani antichi nel largo consumo siamo leader di mercato. Sebbene siamo un’azienda del Veneto, del Nord-Est, con una distribuzione che non fa proprio tutto quanto il territorio, là dove siamo presenti i volumi che facciamo ci confermano la nostra assoluta forza su questi segmenti. Tant’è che sul mondo della pasta di farro abbiamo il 27% di mercato. E’ una cosa molto positiva, perché il mercato della pasta è stabile, nel senso che in Italia i consumi sono stabilizzati, ogni italiano consuma oltre 20 kg di pasta all’anno, ma i volumi del consumo ‘tradizionale’ danno qualche cenno di cedimento. Nel corso degli anni questo consumo si sta evolvendo, le nuove generazioni non hanno più il concetto del piatto di pasta che avevano i nostri padri. I nuovi consumatori sono più attenti a tipi di pasta più leggeri, più digeribili, più ricchi di fibra, proprio ciò che, come ho detto, è il nostro focus e la nostra tradizione”.

Le caratteristiche ‘vincenti’ di questi tipi di pasta?

“Le paste con i grani antichi hanno dei glutini molto deboli che si rompono facilmente, a differenza di grano duro dove l’evoluzione ha portato a fare dei prodotti bellissimi dal punto di vista tecnico, ma che poi il nostro organismo ha difficoltà a digerire. Abbiamo poi un altro prodotto su cui stiamo molto puntando, che è Pastasole. Si tratta di una pasta bilanciata con la metà dei carboidrati e il doppio in termini percentuali delle proteine rispetto a quella classica. Contiene un 28% di proteine e i carboidrati, che normalmente sono circa il 70% in un piatto di pasta, arrivano al 40% circa, con molto contenuto di fibra. Tutto questo, oltre tutto, è ottenuto in modo molto naturale, e ci consente di offrire una pasta che non è processata, attraverso l’utilizzo di semola di grano duro e farina di semi in girasole. La parte proteica la prendiamo semplicemente dai semi di girasole, infatti la pasta ha un colore un pochino più scuro che, una volta cotta, diventa più chiara perché rilascia il verde nell’acqua, come se si cuocesse un vegetale. Garantisce un pasto completo, bilanciato e molto leggero”.

La scelta dei grani antichi è premiante?

“Noi crediamo di sì e ci stiamo credendo molto per tre ordini di motivi. Uno è legato alle caratteristiche del prodotto, perché ci consente di produrre una pasta che oggettivamente ha dei valori nutrizionali superiori e che corrisponde di più ai nuovi trend di mercato; l’altro motivo è prettamente commerciale, perchè per questi prodotti ci sono trend in crescita sui mercati esteri, nei paesi dell’Asia Pacifica, per esempio, questo settore cresce a doppia cifra, e quindi noi abbiamo fatto un po’ di prodotti appositamente destinati a quei canali su cui stiamo puntando molto. Infine, la scelta di utilizzare grano antichi corrisponde a un trend complessivo del consumatore, che oggi cerca un po’ di più alternative alla pasta tradizionale. Lo vediamo dai volumi, perché la pasta di semola tradizionale nel corso degli ultimi anni, come ho spiegato, tende a un lieve calo. Sono le nuove generazioni che via via la consumano meno, cercando alternative cui noi dobbiamo dare risposte. Noi dobbiamo cercare di cambiare la categoria, trasformarla e renderla adatta a quelle che sono le esigenze attuali dei nuovi consumatori che cercano un apporto più equilibrato”.

L’approvvigionamento della materia prima viene fatto sul mercato italiano?

“È molto complesso in realtà, perché la parte più difficile è proprio l’approvvigionamento della materia prima. In passato abbiamo utilizzato materie prime dall’estero che poi abbiamo abbandonato. Oggi facciamo farro e khorasan a chilometro zero, fondamentalmente lo facciamo solo in Italia e lo facciamo fare agli agricoltori, quindi queste materie prime sono 100% italiane, biologiche. Bisogna farlo produrre un po’ ‘su commissione’, nel senso che i mercati sono abbastanza piccoli e quindi bisogna garantire una giusta remunerazione agli agricoltori. Ma tutto questo è il nostro punto di forza. Questa è un’azienda che segue tutta la filiera della produzione, noi partiamo dal contatto con l’agricoltore, e ci lavoriamo insieme seguendo le linee guida su come produrre il prodotto; abbiamo il mulino interno, quindi maciniamo i chicchi, e così via via fino alla produzione e confezionamento della pasta, e questo ci permette di avere un grande vantaggio competitivo sul mercato”.

Da questa fiera voi che cosa vi aspettate?

“Per un’azienda come la nostra, che fa 25 milioni di euro di fatturato, che sul mercato è tra i primi 10-15 player nel mondo della pasta, ed è molto forte in alcuni segmenti, questa fiera ovviamente è una finestra sul mondo. Però, oggettivamente, più che sull’Italia, dove abbiamo i contatti, ci conosciamo tutti sia rispetto ai clienti che ai produttori, è una finestra sull’estero, dove in realtà non sempre riusciamo ad avere i giusti contatti. Qui vengono moltissime persone anche dagli altri paesi ed è questo ciò che ci interessa di più. Abbiamo tantissimi contatti e speriamo di poter sviluppare business all’estero. Oggi Sgambaro ha un 20% di fatturato sull’export e contiamo di raddoppiarlo nei prossimi 5 anni, quindi il nostro asse di crescita è prevalentemente verso l’estero”.

Redazione Agenfood

Redazione Agenfood

Agen Food è la nuova agenzia di stampa, formata da professionisti nel campo dell’informazione e della comunicazione, incentrata esclusivamente su temi relativi al food, all’industria agroalimentare e al suo indotto, all’enogastronomia e al connesso mondo del turismo.

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