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Riso: Lollobrigida, dispiace decisione PE presa anche con voti italiani
(Agen Food) – Roma, 28 apr. – “La decisione del Parlamento europeo di mantenere al 45% la soglia per l’attivazione delle clausole di salvaguardia sulle importazioni di riso non ci trova concordi, è un settore che subisce la concorrenza di Paesi terzi che non rispettano i nostri stessi standard ambientali, i nostri standard sul rispetto dei diritti dei lavoratori. Il loro prezzo competitivo non deriva da eccezionali capacità imprenditoriali o dall’elevata qualità, ma dal loro modo di operare con pochissime regole. È una scelta che non tutela adeguatamente un’eccellenza, un comparto strategico per l’agricoltura come è quello della risicoltura italiana. Dispiace oltretutto constatare che anche europarlamentari italiani abbiano votato contro la proposta di abbassare la soglia di attivazione per le clausole. Da parte nostra continuerà in tutte le sedi europee il lavoro per difendere la filiera del riso italiano”, lo dichiara il ministro dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Francesco Lollobrigida commentando la notizia della bocciatura da parte del Parlamento europeo di abbassare le clausole di salvaguardia sulle importazioni di riso da Paesi terzi dal 45% al 20% rispetto alla media degli ultimi dieci anni.
Sulla vicenda è intervenuto anche il vicepresidente del Senato, Gian Marco Centinaio, che ha commentato: “Il Parlamento europeo ha inferto un colpo mortale alla risicoltura italiana. Il limite del 45 per cento nelle importazioni di riso da Paesi in via di sviluppo è semplicemente ridicolo, non protegge un settore nel quale il nostro Paese è leader in Europa e apre le porte a un’invasione di prodotto proveniente da realtà come Cambogia e Myanmar, prive delle necessarie garanzie di sicurezza per i consumatori e di tutela per i lavoratori. Di fronte alla richiesta dei produttori italiani ed europei di fissare al 20 per cento la clausola di salvaguardia, la decisione assunta a Bruxelles d’intesa tra la Commissione e la maggioranza del Parlamento Ue rappresenta una beffa”. “Mancanza di reciprocità nelle regole degli accordi commerciali – ha concluso Centinaio -, maglie larghe nelle importazioni e politiche green che colpiscono l’agricoltura e favoriscono il diffondersi di campi fotovoltaici rappresentano tre indizi per il delitto perfetto che l’Europa sta consumando nei confronti dei nostri agricoltori e dei risicoltori, in particolare. La Lega si è sempre opposta a questa deriva, ma chi governa a Bruxelles continua ad andare per la propria strada. Von der Leyen ci risparmi altri proclami a sostegno degli agricoltori, più che le parole sono i fatti a parlare per lei”.
