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Patemisco, Massafra: trasformazione clementine in succhi e composte
(Agen Food) – Massafra (TA), 07 mar. – di Pol. Cla. – L’azienda Patemisco, fondata nel 1965, è specializzata nella produzione e commercializzazione di arance nelle varietà Fukumoto, Navel e Navelate, oltre che di clementine di varietà Clemenruby. Una produzione di circa 700 tonnellate di agrumi, coltivati nell’area pugliese di Massafra (TA), su 80 ettari. Una parte della produzione è stata rinnovata con recenti impianti di varietà più resistenti, tra precoci e tardive. Tra le novità del marchio, la conversione dell’intera produzione al regime biologico nel 2022, considerato che negli anni le produzioni naturali si sono rivelate premianti sul piano commerciale. A fronte infatti di minori rese/ettaro, ottengono però quotazioni più alte.
Luciano Latorraca, titolare dell’azienda agricola Patemisco, specializzata nella produzione e trasformazione di clementine e arance a polpa bionda di tipo Navel ha dichiarato che la competizione estera degli ultimi anni ha indirizzato verso la non raccolta dei frutti seppure buonissimi. Infatti quest’anno, la produzione delle clementine pugliesi ha registrato un calo produttivo di circa il 25% rispetto allo scorso anno anche per il calo dei consumi. Solo a gennaio il mercato si è ripreso perché i frutti maturi al punto giusto hanno incontrato le esigenze dei consumatori che acquistano volentieri agrumi con tenore zuccherino elevato.
Recentemente l’azienda sta sviluppando anche una linea di trasformati tra succhi e composte di Clementine. Un segmento di mercato molto inflazionato, che funziona soprattutto all’estero visto che nel sud Italia la cultura delle conserve fatte in casa è molto diffusa in quasi tutte le famiglie.
I succhi di clementina a marchio Patemisco sono molto richiesti, perché rappresentano una novità rispetto ai gusti di agrumi tradizionali. I frutti vengono raccolti e lavorati per estrarne il succo, successivamente filtrato e pastorizzato, quindi pronto per essere imbottigliato in formato da 200 ml.
La composta di Clementine viene lavorata in modo naturale, con percentuali di zucchero minime e senza aggiunta di addensanti né di coloranti. La sua particolarità è proprio legata alla composizione, che contempla una percentuale elevata di frutta pari al 75%, con l’aggiunta di zucchero al 25%.
Purtroppo il cambiamento climatico repentino degli ultimi anni sta compromettendo il comparto agricolo per l’imprevedibilità dei fenomeni che non consentono di fare previsioni su volumi e rese produttive. In annate in cui si verificano gelate tardive o temporali, accade che molto prodotto non sia idoneo alla commercializzazione come fresco. Per questo una filiera di derivati di Clementine pugliesi su larga scala potrebbe restituire una seconda vita a questo prodotto. Auspicabile lo sviluppo di una sinergia tra i produttori maggiori, nell’ottica di una visione comune per fare massa critica in termini di volumi conferiti all’industria.
