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(Agen Food) – Cagliari, 03 ago. – Rassegna Stampa. Nuova Sardegna a pag. 11. Il grande patrimonio enogastronornico della Sardegna merita eccome un registro delle eccellenze: dalla zuppa gallurese al porchetto, dai culurgiones alla fregola e tanti altri ancora. L’idea è dei Riformatori, che, insieme ad altri partiti, hanno presentato una proposta di legge (prima firmataria la capogruppo Sara Canu) per valorizzare l’identità regionale e, nell’immediato, sostenere e salvaguardare la tradizione dell’arte culinaria, e infine sviluppare la ristorazione tradizionale, garantendo la qualità al consumatore. Il registro dei Piatti tipici tradizionali dovrà essere una vera carta d’identità: dalla ricetta al Comune di riferimento. Come si legge in uno degli otto articoli della proposta di legge, a chiedere l’iscrizione del piatto tipico potrà essere lo stesso Comune o le associazioni del territorio. Se poi il piatto dovesse essere condiviso da più Comuni, la domanda potrà essere presentata in forma congiunta. Sarà una commissione a dover accettare la richiesta entro 30 giorni. Per le ricerche sulle ricette tradizionali la proposta prevede anche un elenco delle Associazioni enogastronomiche. La copertura finanziaria è di un milione di euro per ciascuno degli anni 2021, 2022, 2023.

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