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Confagricoltura, all’Assemblea nazionale tanti i Ministri
(Agen Food) – Roma, 13 lug. – Sono stati numerosi i rappresentanti del Governo intervenuti all’assemblea nazionale di Confagricoltura, oggi a Roma. A cominciare da Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, che ha toccato diversi argomenti, a cominciare dalla “Legge natura”, definendo chiara la linea quella dell’Italia sul ripristino della natura, ferma sull’idea che “arreca danno”.
“Continueremo a sostenere la nostra linea sulla legge per il ripristino della natura in maniera chiara e netta – ha osservato Lollobrigida a proposito del voto di ieri al Parlamento UE – bisogna tenere conto di cosa arreca danno e non raggiunge gli obiettivi; dal nostro punto di vista, questo regolamento arreca danno al nostro sistema produttivo, di cui sentiamo ancora più bisogno rispetto alle contingenze di carattere internazionale emerse con l’aggressione della Russia all’Ucraina”, inoltre, ha concluso, “non raggiunge l’obiettivo di salvaguardare la sostenibilità ambientale come si proponeva”.
Quanto alla card “Dedicata a te”, Lollobrigida ha detto che “ci sono quasi tutti i prodotti dell’alimentazione, ci sono le carni, tutti i pesci, sull’ortofrutta si può scegliere ampiamente. Figuriamoci se andiamo ad individuare che cosa nello specifico devono mangiare i nostri cittadini, però se possiamo attivare filiere che danno lavoro lo facciamo”. “Facendo il ministro dell’Agricoltura – ha aggiunto – ho individuato quei prodotti, tra i generi alimentari, che avessero un consolidato nelle produzioni di carattere interno, quando si va sul fresco, quando si va sull’ortofrutta, e ho consultato, insieme alla distribuzione, anche i protagonisti del sistema produttivo, dal mio punto di vista, che sono il mondo dell’agricoltura, dell’allevamento e anche i trasformatori, quindi l’elenco dei prodotti richiama, per il 90%, a produzioni che per la maggior parte derivano dal nostro territorio”.
Infine, parlando della formazione dei prezzi alimentari lungo la filiera, il ministro ha detto che: “Siamo a favore della contrattazione, preferiamo incentivare il dialogo all’interno della filiera piuttosto che intervenire con provvedimenti di governo e riteniamo che sarebbe opportuno intervenire solo se ci sono distorsioni o speculazioni. Occorre intervenire sulla logistica e sulle infrastrutture – ha precisato il ministro – a parità di costi di produzione nel nostro paese queste voci incidono moltissimo; i costi del trasporto sono nettamente superiori ai nostri diretti concorrenti come la Spagna”.
Anche il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini è intervenuto, spiegando: “Abbiamo bisogno di un Piano di intervento su rete idrica nazionale non per i prossimi mesi ma almeno per i prossimi dieci anni, ed è quello su cui stiamo lavorando” tanto che “entro la fine dell’autunno vogliamo avere un Piano per le infrastrutture idriche” in modo da poter rispondere alle alluvioni e alla siccità “senza dover fare interventi spot, senza doversi occupare un mese dell’una e un mese dell’altra”. “L’impegno del ministero è di spendere tutti i soldi nel portafoglio, neanche un centesimo escluso – osserva Salvini – con l’obiettivo di ridurre questo 41% di dispersione idrica” della rete dell’acquedotto che “non è degno di un di un Paese come il nostro”.
“Penso che ciò che sta accadendo in Europa è mera ideologia – ha poi detto Salvini -: non si possono sottrarre terreni coltivabili agli agricoltori italiani. Servono, invece, semplificazione e infrastrutture: spero che il ministero che rappresento possa, in futuro, rendere i trasporti meno onerosi”. “La semplificazione è uno dei temi principali sui quali stiamo lavorando parallelamente agli investimenti a lungo termine sulle infrastrutture idriche, per contrastare l’emergenza siccità e i lavori per le dighe”, ha aggiunto.
Per parte sua, il ministro dell’Ambiente della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, a proposito della Legge sulla Natura approvata dal Parlamento europeo ha detto: “In sede di Consiglio europeo, l’Italia ha interloquito molto sulla stesura. Ci ha portati a un documento che comunque non dava garanzie sull’aspetto finanziario e ha avuto il nostro voto contrario. Poi c’è il voto dell’Europarlamento di ieri e ci sarà il trilogo. Sul trilogo continueremo a mantenere una posizione che vuole maggiori garanzie rispetto alle condizioni di ripristino”.
Sul tema del cambiamento climatico, il ministro ha detto: “Stiamo vivendo un caldo senza precedenti, un innalzamento delle temperature terrestri senza precedenti. Anzi da quando viene misurata la temperatura terrestre stiamo vivendo in questi giorni a livello mondiale la temperatura più alta in assoluto”, e infine ha sottolineato che l’Italia “non mette in discussione” i target al 2050 sul clima, ma che “la transizione ecologica non si risolve con un decreto” ma servono “azioni” di “mitigazione e adattamento” ai cambiamenti climatici nel settore agricolo, industriale, e civile da tarare sulla base del “sistema Paese”.
Il ministro del Turismo, Daniela Santanchè, ha parlato invece di agricoltura e turismo definendoli “un binomio che si sta sviluppando moltissimo ed è vincente. Oggi – ha detto – parliamo sempre di più del turismo lento, del turismo esperienziale e i numeri stanno crescendo. In più abbiamo 5600 borghi che ancora non sono delle vere e proprie destinazioni turistiche”. Ma sui quali, “stiamo lavorando, perché quando si parla di overturism, ovvero troppi turisti, non sono troppo d’accordo. Il problema non è che sono troppi”, semmai che “non si è mai avuto una visione industriale” su un settore che fa “il 13-14% del Pil”. “Nei borghi – ha aggiunto la ministra – si produce il 92% delle nostre eccellenze enogastronomiche. Come ministero del turismo abbiamo lanciato anche dei bandi per aiutarli a crescere, perché spesso non si riesce a trasformarli in destinazioni turistiche per mancanza di strutture ricettive. In questo caso dobbiamo ringraziare che c’è chi mette a disposizione la propria casa, come gli agriturismo che stanno crescendo moltissimo. E, soprattutto, il fatto che i turisti vogliono visitare questi luoghi per vivere un’esperienza: vedere come si produce l’olio, la mozzarella, il vino. Oggi – ha proseguito – il turista che viene in Italia non compra la T-shirt o il cappellino, o meglio, non compra solo la T-shirt o il cappellino, ma vuole tornare a casa con i nostri prodotti che sono un’eccellenza nel mondo. Molti scelgono la destinazione Italia proprio perché si mangia e si beve bene”.
