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Health Warnings, tante professionalità unite in difesa del vino

(Agen Food) – Roma, 23 mag. – di Olga Iembo – Il vino è cultura, è identità, è economia, è impresa, è connotazione del territorio, è turismo, è occasione di inclusione. Eccellenza unica, mille volti, un indotto enorme, il vino rappresenta un tesoro prezioso di cui l’Italia non può e non vuole fare a meno, e che vuole difendere da ogni tipo di attacco, di ingerenza, di demonizzazione, di ingiustizia.

Dalle Istituzioni, e giornalisti, medici, creativi, comunicatori, avvocati esperti di diritto d’autore e produttori di vino si sono uniti, e si sono confrontati, oggi, per l’evento “Health warnings: la filiera del vino sotto attacco”, organizzato dal Vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio (Lega) e dall’Onorevole Andrea Di Giuseppe (FdI), in collaborazione con il magazine Oscarwine.

L’incontro ha consentito di affrontare la questione degli avvisi sanitari che l’Irlanda ha ottenuto di poter mettere sulle etichette di vino, birra e alcolici venduti all’interno dei propri confini, approcciando sotto i vari aspetti che riguardano una questione alquanto vasta, considerando non solo l’aspetto medico ma anche le possibili conseguenze legali nell’ambito del diritto d’autore, gli eventuali danni economici e d’immagine per le cantine, le ricadute negative su tutti quei professionisti che si occupano di creatività e brand identity e, non ultimi, su chi stampa le etichette.

Livio Buffo, CEO di Cenacoli e fondatore di Oscarwine, ha evidenziato l’errore di comunicazione nella ‘campagna’ irlandese: “Chi consuma vino, continuerà a farlo. Il precedente dei pacchetti di sigarette ha dimostrato che questo tipo di comunicazione è fallimentare e che, invece, servono politiche per insegnare il consumo consapevole, specialmente in quei paesi dove ci sono problemi di alcolismo”.

Pasquale Diaferia, Creative Chairman di Special Team, ha puntato invece i riflettori sul tema Brand identity e vino, spiegando che: “Intervenire sulle etichette degli alcolici significa danneggiare una politica di marca che i produttori, quelli piccoli come i grandi, hanno affidato allo strumento di comunicazione e branding più usato e storicamente efficiente in termini estetici, retorici e di marketing. Significa togliere libertà alle marche in un libero mercato. Significa, peraltro, danneggiare i brand senza dare un’informazione efficace ai consumatori”.

Sul tema medico è intervenuto il professor Giacomo Mangiaracina, Presidente dell’Agenzia nazionale per la prevenzione, per evidenziare come: “La scienza della prevenzione deve armonizzarsi con la scienza della promozione, per parlare un linguaggio onesto e condiviso proteso alla ‘risk reduction’. È ora di sedersi attorno a un tavolo per un confronto tecnico che non sia dogmatico o viziato da pregiudiziali.”

Un’altra tutela, invece, è quella del diritto d’autore, discussa dall’avvocato Francesca Boschiero dello Studio F-Legal: “Credo che il tema della proprietà intellettuale nel settore vitivinicolo – ha detto – sia particolarmente interessante e ancora poco esplorato, soprattutto se applicato a contesti che implichino la necessità del bilanciamento di interessi rilevanti, come quello della salute e della tutela del diritto industriale.”

A rappresentare i produttori era presente Lorenzo Cesconi, Presidente della FIVI-Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti: “Noi Vignaioli non sottovalutiamo la necessità di riflettere con attenzione sul complesso intreccio tra alcol e salute. Proprio per questo motivo crediamo che le avvertenze sanitarie in etichetta, così come proposte dal governo irlandese, non siano la risposta giusta, perché sono semplicistiche e inefficaci. Gli obiettivi di salute pubblica sono condivisibili, ma le soluzioni non possono passare da queste proposte. I vini dei Vignaioli sono per definizione orientati a essere consumati in modo moderato e consapevole. Altre bevande alcoliche, al contrario, sono realizzate per il semplice obiettivo dell’ebrezza, facile e a basso costo. Purtroppo, sono quelle il cui consumo è più facilitato e incentivato”.

Infine, Pietro Monti, vignaiolo nelle Langhe, titolare della azienda agricola Roccasanta e consigliere FIVI ha ricordato la sua battaglia e i suoi progetti per lo sviluppo di etichette per non vedenti: “L’esempio delle etichette in braille e con QR Code è indice di una maggiore inclusività. E inclusività non è anche rendere il consumatore più consapevole tramite un’etichettatura chiara e non allarmistica?”.

Redazione Agenfood

Redazione Agenfood

Agen Food è la nuova agenzia di stampa, formata da professionisti nel campo dell’informazione e della comunicazione, incentrata esclusivamente su temi relativi al food, all’industria agroalimentare e al suo indotto, all’enogastronomia e al connesso mondo del turismo.

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