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Focus su nuovo Regolamento unico su cibo, vino e spirits a Indicazione Geografica

(Agen Food) – Roma, 29 feb. – Un risultato importante, che per la prima volta mette insieme tutte le produzioni del mondo dell’agroalimentare, del vino e delle bevande spiritose a Indicazione Geografica in un’unica base legislativa, rafforzando il ruolo dei Consorzi di tutela e fornendo strumenti più efficaci per uno sviluppo competitivo e sostenibile del settore delle produzioni di qualità. Un percorso guidato dal relatore Paolo De Castro e che ha visto collaborare tutto il sistema italiano dei Consorzi di tutela e delle istituzioni del settore per includere nel testo gli elementi prioritari allo sviluppo sostenibile del comparto di primaria importanza nell’agroalimentare del Paese.

Il progresso del settore agroalimentare europeo si è fondato in buona parte sulle Indicazioni Geografiche che oggi rappresentano un paniere di oltre 3.400 prodotti per un valore complessivo nell’Unione superiore agli 80 miliardi di euro. L’Italia, con 890 denominazioni attualmente riconosciute, è il Paese con il paniere più ampio di produzioni a Indicazione Geografica. La Dop economy italiana vale oltre 20 miliardi di euro, grazie al lavoro di 200.000 operatori coordinati da 296 Consorzi di tutela che operano nel 100% delle province del Paese. Un comparto, quello dei prodotti DOP IGP, che porta un contributo del 20% al fatturato dell’agroalimentare nazionale ed esprime un valore che “appartiene” ai territori, in quanto frutto di filiere non delocalizzabili espressione di un patrimonio collettivo. La centralità della Dop economy e l’efficacia del sistema della qualità sviluppato in Italia, ha visto il mondo dei Consorzi di tutela e delle istituzioni italiane in prima linea per ottenere l’inclusione nel nuovo Regolamento di alcuni punti fondamentali per il coerente sviluppo del settore.

Il nuovo Regolamento sulle Indicazioni Geografiche, è incluso nel programma di lavoro della Commissione europea nell’ambito del Green Deal e delle iniziative per l’adeguatezza e l’efficacia della regolamentazione (REFIT), ed è parte integrante della strategia Farm to Fork. Gli obiettivi sono quelli di rafforzare il quadro legislativo del Sistema delle Indicazioni Geografiche, migliorare l’integrazione sostenibile nella politica europea di qualità e rafforzare la posizione dei produttori di IG nella catena di approvvigionamento alimentare.

  • Green Deal. È un pacchetto di iniziative strategiche presentato dalla Commissione per portare l’UE ad una transizione verde e raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, attraverso un approccio intersettoriale. Il Green Deal sosterrà l’adozione di nuove disposizioni normative su clima, agricoltura, biodiversità, trasporti, energia e industria. Il piano di transizione mira a rendere l’Europa il primo continente a impatto climatico zero e le filiere agricole hanno la possibilità di cogliere i vantaggi offerti adeguandosi ai cambiamenti in atto.
  • Farm to Fork. Al centro del Green Deal la Strategia Farm to Fork è il piano della Commissione per guidare la transizione del sistema alimentare: 27 misure da attuare entro il 2030 con una serie di azioni legislative e non, la revisione di atti legislativi e la presentazione di comunicazioni. Sostenibilità della produzione alimentare, ma anche garanzia di alimenti nutrienti e accessibili a tutti, attraverso la promozione di un consumo alimentare sostenibile e regimi alimentari sani. È la prima strategia europea per la sostenibilità alimentare a livello orizzontale, che segna uno spartiacque con le politiche del passato che intervenivano settorialmente.
  • Riforma Sistema IG. Dopo oltre 30 anni dall’entrata in vigore del primo Regolamento europeo sulle Indicazioni Geografiche e il conclamato successo del suo modello, è emersa la necessità di facilitare l’adozione del sistema in tutta l’UE e non solo nei Paesi più vocati alle produzioni di qualità, preservando comunque gli elementi cardine alla base delle filiere DOP IGP. La Riforma rappresenta un caposaldo del Green Deal ed è stata inserita nell’ambito delle iniziative REFIT, connesse al Programma di neutralità climatica dell’UE. Dal nuovo Regolamento arriva una spinta anche alla Strategia Farm to Fork, in particolare con la definizione delle pratiche sostenibili che potranno essere concordate dai gruppi di produttori. Ma la Riforma ha un ruolo importante anche nel miglioramento delle norme volte a rafforzare la posizione degli agricoltori nella catena del valore e aumentare la trasparenza nei confronti del consumatore, garantendo così un sistema alimentare maggiormente equo, senza tralasciare la lotta contro le frodi lungo le filiere e la sicurezza alimentare.

Le norme del nuovo Regolamento sono state formulate per aumentare la protezione e rafforzare il settore delle Indicazioni Geografiche, ritenuto fondamentale nello scenario europeo da un punto di vista economico, ma anche a livello culturale e di sviluppo territoriale. La visione strategica della riforma prevede innanzitutto un approccio univoco, per approdare per la prima volta verso un sistema unitario e armonico per le denominazioni del cibo, del vino e delle bevande spiritose. Le nuove norme mantengono uno sguardo prioritario alla qualità delle produzioni, stimolando la capacità degli operatori di investire nella sostenibilità e nella reputazione dei prodotti a Indicazione Geografica.

A livello di filiera produttiva si promuove con decisione l’azione collettiva degli operatori, assegnando ai gruppi riconosciuti (Consorzi di tutela) poteri e strumenti di gestione dell’Indicazione Geografica in grado di rispondere ai nuovi bisogni dei consumatori e della società. A livello gestionale, inoltre, si attua una semplificazione burocratica e procedurale per facilitare la registrazione delle denominazioni e la modifica dei disciplinari, oltre a rafforzare i meccanismi di controllo nel mercato interno e online. Sul piano del mercato si ricerca la garanzia di una concorrenza leale e si promuovono strumenti per una migliore condivisione del valore lungo la filiera, mentre al contempo si definiscono azioni per garantire informazioni affidabili e sempre più chiare ai consumatori.

Nella visione strategica della Riforma, il settore delle Indicazioni Geografiche può contribuire all’evoluzione dell’intero comparto agroalimentare, integrando le politiche di sviluppo rurale e favorendo la crescita di un sistema produttivo più sostenibile. Per questo sono stati rafforzati molti pilastri e strumenti già caratterizzanti il modello di gestione dei sistemi IG, a fianco di azioni di semplificazione e all’introduzione di elementi innovativi.

Rafforzamento del ruolo dei Consorzi

I Consorzi di tutela restano in mano solo ai produttori e agli operatori lungo la filiera produttiva con maggiori e migliori responsabilità, tra cui la lotta alle pratiche svalorizzanti e la promozione del “turismo a Indicazione Geografica” (Turismo DOP); per i criteri di riconoscimento dei Consorzi sono salvaguardati gli schemi nazionali, come quello italiano, che già funzionano in modo efficace; agli Stati membri è riconosciuta la possibilità di introdurre sistemi di contributi erga-omnes, che prevedano l’obbligo per tutti i produttori di sostenere i costi del Consorzio per lo svolgimento delle attività previste dal Regolamento; i Consorzi riconosciuti beneficiano di un rafforzamento delle proprie prerogative, tra cui l’estensione da 3 a 6 anni per i piani di regolazione dell’offerta o la possibilità di redigere clausole di condivisione del valore lungo la filiera per i propri membri; è inoltre previsto il riconoscimento delle associazioni di gruppi di produttori che assegna rappresentatività unitaria anche alle associazioni di Consorzi.

Maggiore protezione

  • Protezione on-line e nel sistema dei domini: diventa ex-officio tramite un sistema di geo-blocking che obbliga gli Stati membri a bloccare l’accesso a tutti i contenuti evocativi di una Indicazione Geografica, anche grazie a un alert system sviluppato da EUIPO.
  • Protezione IG utilizzate come ingredienti: rende obbligatorio per i trasformatori l’indicazione in etichetta della percentuale di prodotto IG all’interno del prodotto trasformato e vieta l’utilizzo di altri prodotti comparabili alla IG; quando esistono Consorzi riconosciuti, i trasformatori sono obbligati ad informarli per iscritto dell’utilizzo della IG, e devono attendere un avviso di ricevimento che può includere indicazioni sul corretto utilizzo dell’Indicazione Geografica; gli Stati membri hanno la possibilità di rafforzare questo sistema, predisponendo una procedura autorizzativa a livello nazionale, come già avviene in Italia.
  • Protezione internazionale: è possibile per i Consorzi riconosciuti, la cui IG abbia un mercato internazionale, essere registrati automaticamente all’atto di Ginevra dell’accordo di Lisbona, che prevede una protezione rapida e indefinita in tutti i Paesi firmatari, anche extra- UE; sono state eliminate le falle del sistema che consentivano di sfruttare indebitamente la reputazione delle IG tramite norme tecniche nazionali (aceto balsamico sloveno e cipriota) o strumenti unionali quali le menzioni tradizionali (Prosek made in Croazia) chiarendo che queste non possono corrispondere o evocare IG riconosciute.

Semplificazione

Definiti tempi certi per l’esame delle richieste di registrazione e di modifica dei disciplinari da parte della Commissione, riducendoli a 6 mesi, estendibili di ulteriori 5 solo nel caso in cui la richiesta sia incompleta e debbano essere presentate ulteriori informazioni; devono passare dall’approvazione della Commissione solo gli emendamenti che implicano restrizioni alla concorrenza nel mercato unico, mentre tutte le altre modifiche sono gestite esclusivamente a livello nazionale evitando il doppio passaggio che rallenta ogni procedura di modifica; sono quindi ridotti i dossier che devono essere analizzati a livello europeo e perciò non si rende necessario un maggiore coinvolgimento nella fase di scrutinio delle modifiche dei disciplinari dell’Ufficio europeo sulla proprietà intellettuale (EUIPO), che tuttavia può dare un supporto consultivo su questioni amministrative e contribuire alla tutela e alla promozione delle IG con lo sviluppo di un registro europeo on-line delle Indicazioni Geografiche

Sostenibilità e trasparenza

È stata inserita la richiesta di elaborazione da parte dei Consorzi, inizialmente su base volontaria, di un rapporto di sostenibilità che spieghi ciò che svolgono in termini di sostenibilità ambientale, economica, sociale e di rispetto del benessere animale; è stata eliminata la delega alla Commissione di definire tramite le norme di sostenibilità in diversi settori e i criteri per il riconoscimento di quelle esistenti, che andrebbe contro la tutela delle specificità delle singole filiere; per una maggiore trasparenza verso il consumatore è stato inserito l’obbligo di indicare sull’etichetta di qualsiasi prodotto IG il nome del produttore.

Dopo l’entrata in vigore del nuovo Regolamento si aprirà una fase legislativa e amministrativa volta ad adeguare la normativa di settore per mantenerla all’altezza delle potenzialità del sistema nazionale. In tale contesto sarà determinante affermare il ruolo di capofila politico-istituzionale dell’Italia come punto di riferimento nell’attuazione delle politiche dell’UE in materia di IG e rimodellare il disegno organizzativo del Masaf, rendendolo coerente con queste sfide. Il Sistema Italiano deve poter beneficiare di strumenti efficaci e adeguati al fine di favorirne la crescita e l’affermazione delle filiere e dei Consorzi di tutela, anche in ottica della nuova competizione globale.

  • Semplificazione. Un punto chiave per il perfezionamento del sistema è la semplificazione delle procedure amministrative, in particolare delle tempistiche per l’esame delle richieste di registrazione e modifica dei disciplinari. Considerata la riduzione dei dossier a livello unionale, in quanto le modifiche dei disciplinari saranno considerate quasi esclusivamente di competenza nazionale, è necessaria l’adozione di un decreto ministeriale che sostituisca il DM 14 ottobre 2013 e definisca tempi certi e definiti per le procedure stabilite, prevedendo anche le conseguenze derivanti dal mancato rispetto dei termini prescritti. Naturalmente, l’adeguamento normativo dovrà essere accompagnato dall’aumento dell’organico ministeriale addetto a tali procedure.
  • Ingredienti nei trasformati. Con la possibilità per gli Stati membri di stabilire specifiche norme procedurali per l’utilizzo del nome della IG nei prodotti trasformati, prevista dall’art. 28, è fondamentale la conferma del collaudato sistema italiano di autorizzazione da parte dei Consorzi di tutela. Per tale motivo, occorre l’adozione di un decreto legislativo che preveda lo specifico sistema di autorizzazione circa l’utilizzo del nome della IG con i relativi requisiti previsti dal nuovo Regolamento e l’aggiornamento del sistema sanzionatorio, oggi disciplinato dal d.lgs. 297/04.
  • Nome produttore su etichetta. L’obbligo di indicare il nome del produttore sull’etichetta dei prodotti IG nello stesso campo visivo dell’Indicazione Geografica, stabilito dall’art. 37, è un importante novità per le filiere in ottica trasparenza. Pertanto, è necessario che il Ministero adotti un apposito Decreto che definisca in modo chiaro l’applicazione di tale norma, individuando inoltre il regime sanzionatorio in caso di inosservanza della stessa. Prima dell’adozione, sarebbe opportuna una preliminare valutazione di specifiche esigenze e vincoli, anche tecnici, delle singole filiere IG.
  • Gruppi di produttori. Gli articoli 32 e 33 rafforzano il ruolo e i poteri dei Consorzi di tutela, riconoscendo ulteriori attività rispetto a quelle attualmente svolte. Tra queste, spicca la promozione e gestione delle attività di turismo enogastronomico, c.d. “TurismoDOP”. Per accompagnare i Consorzi nel percorso di innovazione delle filiere IG sarà quindi necessario un attento procedimento di attuazione da parte del Masaf, aggiornando le norme nazionali in materia di gestione dei Gruppi di produttori. Dovrà quindi essere adottato un decreto legislativo che recepisca le disposizioni UE e modifichi la Legge 526/1999, ampliando le attività che i Consorzi possono esercitare, nonché un decreto ministeriale relativo al loro riconoscimento e alla loro gestione, in particolare su procedure, requisiti e contributi erga omnes.
  • Indicazioni facoltative di qualità. L’art. 75 stabilisce la possibilità per gli Stati membri di mantenere disposizioni nazionali sulle indicazioni e i regimi facoltativi di qualità che non rientrano nell’ambito di applicazione del nuovo Regolamento. Per evitare ulteriore confusione tra i consumatori e il proliferare di prodotti appartenenti a regimi che enfatizzano una provenienza geografica nazionale senza alcun riscontro, il Masaf dovrà adottare un Decreto Ministeriale che definisca i confini delle indicazioni facoltative di qualità e il rapporto con le norme UE sulle DOP IGP.

Redazione Agenfood

Agen Food è la nuova agenzia di stampa, formata da professionisti nel campo dell’informazione e della comunicazione, incentrata esclusivamente su temi relativi al food, all’industria agroalimentare e al suo indotto, all’enogastronomia e al connesso mondo del turismo.

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