"Confeuro sta seguendo con grande attenzione la grave crisi idrica che sta interessando il fiume…

Miele, Carloni incontra apicoltori: lavoriamo per difenderli
(Agen Food) – Roma, 13 mar. – di Olga Iembo – “Il 70% del miele utilizzato in Europa viene dalla Cina o Paesi Terzi quindi per il bene dei nostri apicoltori dobbiamo convincere i consumatori a scegliere miele italiano. In Europa dobbiamo fermare quel miele che sotto costo (1/4 del prezzo) sta mettendo in ginocchio i nostri produttori!”. E’ questo l’allarme lanciato dal presidente della commissione Agricoltura Alla Camera, Mirco Carloni, anche con l’approssimarsi dell’importante appuntamento sul tema che si terrà a Roma il 20 marzo, organizzato da “Miele in cooperativa” che ha chiesto a Bruxelles l’apertura di un dossier sula concorrenza sleale del miele cinese.
Proprio per “l’attenzione dovuta alla questione”, si è tenuto oggi l’incontro del presidente Carloni con il vicepresidente e il segretario generale di “Miele in cooperativa”, Michele Giordana e Riccardo Terriaca, cui erano presenti anche i deputati della Lega, Attilio Pierro e Davide Bergamini.
“Produttivo l’incontro informale con il settore dell’apicoltura rappresentato da Mic – ha raccontato Carloni -. È importante sensibilizzare la politica contro il dumping del miele cinese, anche in vista della grande mobilitazione del 20 marzo a Roma che vedrà quasi 1000 partecipanti. La Lega combatte da tempo, soprattutto a Bruxelles, la battaglia contro la concorrenza sleale e farà di tutto per tutelare il sistema produttivo italiano contro paesi terzi dove, spesso, non esiste alcuna regola”.
“In sede europea – ha poi aggiunto Luigi D’Eramo, sottosegretario all’Agricoltura con delega all’apicoltura – abbiamo già ottenuto un buon risultato per un’etichetta all’insegna della massima trasparenza. Con la nuova direttiva sarà resa obbligatoria l’indicazione dei paesi di origine e delle percentuali. Nei casi in cui il miele provenga da più Paesi questi dovranno essere indicati chiaramente sulla confezione con ordine decrescente e in modo proporzionale”. “Il consumatore – ha concluso D’Eramo – potrà rendersi così conto una volta per tutte se sta comprando miele italiano e in che quantità. Stiamo lavorando in sede di ministero per capire come promuovere al meglio il prodotto italiano e tutelare un ambito strategico per il Made in Italy”.
