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La Dieta Mediterranea fa bene alla salute: si insegnerà a scuola

(Agen Food) – Roma, 13 giu. – di Olga Iembo – Salute, bontà, benessere, tutela dell’ambiente, tutti temi centrali nelle vite di ognuno e di una società che deve fare i conti con problematiche sempre più pressanti, fra cui quella epocale del “dare da mangiare a tutti”. La risposta? Dieta Mediterranea.

Emerge con evidenza anche dal volume “Proteine nella dieta mediterranea”, edito da Gribaudo, e presentato oggi alla Camera dei Deputati da Fondazione Istituto Danone. Un’occasione per porre con determinazione l’accento sulla necessità di promuovere la dieta mediterranea, costruendo una cultura dell’alimentazione legata alla salute e della corretta informazione, cosa su cui la Fondazione è impegnata da oltre 30 anni, come ha ricordato il suo presidente, Fabrizio Gavelli.  

Dal ricco incontro di approfondimento è partito un messaggio unanime, basato sul fatto che la dieta mediterranea è scientificamente avvalorata tra i migliori regimi alimentari perché è varia, bilanciata, salutare, economica e vicina ai costumi degli italiani e alle tipicità regionali e gioca un ruolo strategico per la prevenzione di varie patologie croniche. Ciò significa, appunto, che complessivamente rappresenta un vero e proprio stile di vita, sociale, economico ed ambientale altamente positivo.

Eppure, benchè la dieta mediterranea sia stata riconosciuta patrimonio culturale immateriale dall’Unesco, solo una bassissima percentuale di persone nel nostro paese la segue, il 13%, cioè poco più di 1 italiano su 10, oltretutto con forti diversificazioni a livello territoriale. Di qui la necessità di lavorare molto per far comprendere a tutti quanto l’alimentazione sia importante per la salute e promuovere e preservare la dieta mediterranea, inestimabile tesoro culturale.

Non è un caso se proprio l’educazione alimentare è stata inserita nelle prossime linee guida per l’educazione civica nelle scuole, come ha anticipato il sottosegretario all’Istruzione, Paola Frassinetti, presente all’incontro di oggi. Per i giovani, dunque, scoperta di consuetudini, valori e tradizioni che anche gli adulti devono riscoprire, abbandonando mode e tentazioni esterofile, fake news e disinformazione nella ricerca spasmodica di modelli alimentari “ideali” che, a ben vedere, già appartengono storicamente ad ogni parte del territorio italiano. Come dire: la soluzione è sotto gli occhi di tutti mentre la si cerca chissà dove.

“Oggi dovremmo mangiare per virtù e per scelta di salute quello che i nostri nonni mangiavano per necessità” è infatti l’efficace pensiero del professor Andrea Ghiselli, recentemente scomparso, grande esperto in scienza della nutrizione che ha coordinato e contribuito con la sua opera alla stesura di “Proteine nella dieta mediterranea”. Un volume a cura del giornalista scientifico Federico Mereta, supervisionato da un team scientifico di esperti, quali Lorenzo Morelli, Elisabetta Bernardi, Andrea Ghiselli, Maurizio Muscaritoli, Michele Sculati e Assunta Filareto, che con un linguaggio facilmente fruibile traduce in modo semplice il volume “Transizione Proteica” pubblicato da Fondazione Istituto Danone nella collana ITEMS dedicata agli specialisti presentato a marzo 2023, spiegando uno stile alimentare fondamentale per il benessere e la prevenzione di malattie per il singolo e per il pianeta, visto che indice a ragionare in termini di varietà delle scelte per conciliare le esigenze della nostra salute con quelle dell’ambiente in cui viviamo.

Nel libro si parla della dieta mediterranea come modello alimentare in cui tutte le fonti di nutrienti trovano spazio, ma ci si concentra in particolare sulle proteine che giocano un ruolo cruciale per l’organismo: hanno una funzione plastica, intervengono in numerosi processi, dal trasporto di molecole attraverso il circolo ematico alla trasmissione di segnali nervosi, sono enzimi e ci aiutano a difenderci dalle infezioni, e in casi di necessità hanno funzione energetica. Bisogna comunque tenere ben presente che a contare è soprattutto la loro “qualità” e il necessario bilanciamento fra quelle animali e quelle vegetali, di cui il “saper mangiare” mediterraneo è ricco. “Quando si parla di proteine – è stato infatti spiegato – si pensa soprattutto a carne, pesce, uova, legumi e prodotti lattiero-caseari. Eppure, questi preziosi macronutrienti sono anche nel grano e persino nelle verdure seppur in quota marginale. Poco meno del 30% di proteine che assumiamo deriva da cereali e derivati, circa il 27% da carne o pesce, il 21% da prodotti lattiero-caseari”.

Spicca dunque ancor di più l’importanza della dieta mediterranea, di cui la varietà degli alimenti è uno dei più grandi pregi, che ancora troppo poche persone tengono a mente. Ciò chiama ad un’assunzione di responsabilità tutti i soggetti competenti a prodigarsi per diffondere una corretta cultura alimentare, come rilevato anche dagli ospiti che hanno animato la seconda parte dell’evento di ieri, moderato dal giornalista e curatore Mereta per il panel scientifico e dal giornalista e gastronomo Paolo Massobrio per il panel istituzionale.

In questo secondo momento, teso a promuovere un’alleanza concreta tra il mondo scientifico e politico, hanno preso la parola Licia Ronzulli, vicepresidente del Senato; il sottosegretario Frassinetti; Andrea Costa, consigliere del ministro della Salute Orazio Schillaci; Giacomo Vigna dirigente della Direzione generale per la politica industriale – Agroindustria; Sergio Marchi, capo Segreteria presso il Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste.

“E’ necessaria una campagna di sensibilizzazione su larga scala – ha osservato la senatrice Ronzulli -, coinvolgendo tutti gli esperti di settore, le scuole, le istituzioni e per educare gli adulti ed i più giovani, coloro cioè che forse meno di tutti sono portati a seguire un’alimentazione sana e completa. Iniziative come quella della Fondazione Istituto Danone sono quindi essenziali per portare sulle tavole di quanti più italiani possibile i prodotti che il nostro straordinario Paese ci regala per assicurarci uno stile di vita salutare e di benessere psico-fisico”.

DAL LIBRO: PROTEINE E DIETA MEDITERRANEA, 8 COSE DA SAPERE

La dieta mediterranea modello equilibrato che non esclude nulla – Sfatiamo un mito: la dieta mediterranea è, in tutto e per tutto, un modello alimentare vario ed equilibrato in termini di quantità e densità energetica degli alimenti. È una dieta che comprende alimenti di origine vegetale e di origine animale. Insomma, non è un modello nutrizionale rigido e unico ma, piuttosto, la combinazione di diverse consuetudini alimentari storicamente seguite nei Paesi del bacino del Mediterraneo.

Un modello vincente che gli italiani stanno abbandonando – Secondo uno studio del CREA Alimenti e Nutrizione, pubblicato sulla rivista scientifica “Frontiers in Nutrition” e basato su un campione di 2869 persone, in Italia solo una percentuale minoritaria della popolazione segue oggi i principi della dieta mediterranea. Per l’esattezza il 13%, con forti spaccature geografiche.

Le proteine sono correlate alla longevità – Le proteine hanno una funzione plastica fondamentale: costruiscono, riparano, mantengono il benessere di cellule e tessuti che, anche e proprio grazie a loro, sono costantemente rimpiazzati. Esiste una connessione certa tra il consumo di proteine e la salute e, specificamente, tra il consumo di proteine e la sopravvivenza complessiva. Ci sono evidenze scientifiche che dimostrano che l’aumento dell’assunzione di proteine può essere inversamente associato alla mortalità̀. In particolare, negli over 60 grazie ai loro effetti protettivi sulla forza muscolare, sulla fragilità e sulle risposte immunitarie. Analizzando i dati, queste affermazioni non sono generalizzabili a tutte le fonti proteiche.

Le proteine contrastano l’invecchiamento del muscolo e la sarcopenia nella terza età – I muscoli impattano per il 40% del nostro peso corporeo (a meno che con l’allenamento la loro massa non aumenti) e ne possediamo più di 600. L’invecchiamento è fisiologicamente associato a una riduzione della massa muscolare: dopo i 40 anni il tasso di perdita è stimato intorno all’8% ogni dieci anni, mentre dopo i 70 anni il tasso sale al 15% per ogni decade, aldilà dell’ambito fisiologico, vi sono fattori che accelerano la perdita di massa muscolare progressiva e generalizzata, con conseguente riduzione della forza e della prestazione fisica, nonché della qualità di vita: è la sarcopenia. Un’adeguata distribuzione della quota proteica ai pasti, con un apporto di proteine in almeno due pasti principali e una riabilitazione fisica rappresentano una strategia potenzialmente efficace nel contrastare la sarcopenia nella terza età.

Proteine animali e vegetali: scegliere senza estremismi – Le Linee Guida per una corretta alimentazione in Italia raccomandano un consumo equilibrato di proteine animali e vegetali: nell’ambito di un sano stile di vita, l’introito proteico ideale dovrebbe derivare per il 45% dalle proteine animali e per il 55% dalle proteine vegetali. Tra le fonti di proteine animali, l’apporto maggiore dovrebbe arrivare dai prodotti lattiero-caseari, per il loro fondamentale apporto di calcio, e dai prodotti della pesca, mentre le carni dovrebbero far parte per il 10% della nostra alimentazione. Le proteine di origine animale hanno un elevato valore biologico (più facilmente digeribili e assorbibili dall’organismo) e un’importante quantità di aminoacidi essenziali (costituenti che l’essere umano può trarre solo alimentandosi). Le proteine vegetali sono collegate a una minore mortalità̀ complessiva, in particolare cardiovascolare, e a una migliore sensibilità̀ insulinica (ovvero l’organismo risponde meglio alla regolazione insulinica della glicemia). Va comunque tenuto presente che non si può isolare il nutriente – la proteina – dalla fonte che lo apporta – l’alimento. Noi mangiamo alimenti e non nutrienti. Quindi è più corretto parlare di fonti proteiche.

Le proteine ci rendono sazi. Ecco come in 5 mosse – La quantità di proteine presenti in un alimento aumenta il tempo di permanenza nello stomaco, e questo diventa un potenziale condizionamento per la lavorazione orale (dal primo morso alla deglutizione), con conseguente maggiore stimolo saziante. Un pasto ricco di proteine, combinato con una giusta quantità di carboidrati, stimola il rilascio dell’ormone GLP-1 che rallenta lo svuotamento dello stomaco, aumenta il senso di sazietà e riduce l’appetito anche successivamente. Dopo aver pranzato si verifica un dispendio energetico legato ai processi digestivi. L’entità dell’energia dispersa in calore è maggiore dopo aver assunto proteine. È stata avanzata l’ipotesi che la sazietà possa essere indotta con efficacia dagli aminoacidi ramificati (leucina, isoleucina e valina) presenti nelle proteine di elevata qualità. Per spiegare l’effetto saziante delle proteine si parla anche del loro ruolo nell’induzione della gluconeogenesi (produzione di glucosio) postprandiale.

Il microbiota “ascolta” le proteine – Nella letteratura scientifica, numerosi studi confermano l’essenziale ruolo del microbiota intestinale (miliardi di microrganismi appartenenti a migliaia di specie differenti) per la salute dell’intero organismo. Le proteine vegetali sono importanti per il nostro microbiota, perché lo modulano attraverso effetti prebiotici e sostengono la crescita di lactobacilli e bifidobatteri, diminuendo la proliferazione dei batterioidi. Diversi studi hanno anche dimostrato l’importanza delle proteine animali nella modulazione del microbiota grazie a un rapporto più “corretto” tra gli aminoacidi essenziali e la facilità di digestione.

Proteine e sport, binomio inscindibile in una dieta bilanciata – Il fabbisogno di proteine aumenta nello sportivo, in una percentuale che va dal 20% fino al 100% negli atleti a livello agonistico, in particolari situazioni di allenamento. Per chi fa sport, l’aumento del dispendio energetico – e quindi delle calorie consumate ogni giorno – porta a un aumento sistematico della quota proteica. Ma questo deve avvenire in una dieta varia e bilanciata, con una corretta proporzione tra carboidrati, proteine, grassi, fibre e altri nutrienti chiave Che si raggiunge solo attraverso la varietà e non focalizzandosi solo su un nutriente.

Redazione Agenfood

Redazione Agenfood

Agen Food è la nuova agenzia di stampa, formata da professionisti nel campo dell’informazione e della comunicazione, incentrata esclusivamente su temi relativi al food, all’industria agroalimentare e al suo indotto, all’enogastronomia e al connesso mondo del turismo.

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