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Retroscena, il foyer dello Spazio Diamante diventa vineria del teatro
(Agen Food) – Roma, 06 ott. – Ha aperto allo Spazio Diamante, in via Prenestina 230, Retroscena – Vineria del Teatro, il nuovo progetto che nasce con l’idea di restituire al foyer la sua funzione di luogo d’incontro: uno spazio da vivere prima dello spettacolo e dopo, ma anche indipendentemente dalla programmazione teatrale, aperto al pubblico, agli artisti e al quartiere.
Il posto in cui “il teatro si toglie il trucco”, dove attori, pubblico e quartiere possono incontrarsi prima dello spettacolo, dopo oppure anche senza assistere a una rappresentazione. Il teatro diventa così non soltanto il luogo dello spettacolo, ma lo spazio sociale da frequentare, capace di creare relazioni prima e dopo il sipario.
Il progetto nasce dalla sinergia tra Alessandro Longobardi, direttore artistico dello Spazio Diamante e Patrick Pistolesi, fondatore del Drink Kong insieme a Richard Ercolani. Dopo una lunga riflessione che porta ad esaltare la sinergia culturale tra le due realtà, si unisce a questa iniziativa il mastro Federico Norveti, esperto nella direzione del processo produttivo dei lieviti, coordinatore del nuovo locale, e costruttore di network tra i produttori artigiani del Lazio.
Tre mondi che si incontrano
Esperienze diverse si intrecciano da Retroscena: Longobardi porta il lavoro sviluppato alla guida dello Spazio Diamante, rilanciato e completamente ristrutturato nelle sue tre sale, con una direzione artistica dedicata al teatro contemporaneo; Pistolesi, che ha iniziato il suo percorso sul palco come attore, ha trovato nel mondo del bar e della mixology un nuovo spazio espressivo, costruendo insieme a Ercolani una personale narrazione della cultura del bere, tra cocktail e vino. Norveti porta un percorso che attraversa sala, laboratorio, impasti e territorio, dalla ricerca sui lieviti al rapporto con i produttori artigiani del Lazio.
“Il rilancio di uno spazio del contemporaneo come Spazio Diamante, passa per l’aggregazione di nuovo pubblico, prevalentemente under 40. L’incontro con Patrick è stata la chiusura di una lunga ricerca di un partner di qualità. Non volevo un gestore di Bar ma un vero cultore del benessere che nasce dall’amore per il proprio lavoro e Patrick di passione ne ha da vendere, il suo stile mi ha subito convinto. Prima e dopo uno spettacolo, vivremo un altro spettacolo: quello del gruppo Drink Kong” dichiara Alessandro Longobardi.
Non un wine bar “a tema”
Il legame con il teatro attraversa Retroscena senza trasformarlo in una scenografia. L’identità visiva parte dai vecchi copioni dattiloscritti: carta, macchina da scrivere, segni editoriali e il cognac come colore guida. Il segno distintivo è una “e” difettosa, leggermente fuori registro, che ritorna nelle parole del menu come un refuso voluto. La carta è scritta come un copione e divisa in atti, mentre sulle tovagliette trovano spazio battute dedicate al vino di Shakespeare, Goldoni, Molière e Oscar Wilde. È un modo per raccontare il teatro attraverso dettagli e imperfezioni, senza trasformarlo in decorazione. Al centro resta il foyer. “Una volta il foyer era vivo – racconta Pistolesi –. Si arrivava presto, si parlava, si beveva, e dopo lo spettacolo si restava a discuterne. Retroscena vuole riportare quella vita lì, per chi va a teatro e per chi passa semplicemente a bere un bicchiere”.
I “vini ben fatti” di Retroscena
Il vino è il punto di partenza della proposta di Retroscena. La carta comprende quasi sessanta etichette di vignaioli che lavorano in modo artigianale, tra bianchi, rossi, rosati, bollicine e metodo classico, con prezzi compresi tra 24 e 39 euro a bottiglia. Un terzo abbondante della selezione racconta il Lazio, attraverso vitigni come cesanese, bellone, passerina e procanico. Accanto, etichette provenienti da Abruzzo, Marche, Molise, Piemonte, Veneto, Toscana, Emilia-Romagna, Sicilia, Friuli-Venezia Giulia e Liguria, oltre a due incursioni in Austria e nella Loira. Al calice vengono proposti il Bianco e il Rosso “del Teatro” e una selezione di bollicine.
Da Retroscena non si parla di “vini naturali”, la definizione scelta è volutamente più semplice: “vini ben fatti”, prodotti da vignaioli che scelgono di seguire la terra e le stagioni allontanandosi dalle logiche industriali. Ogni bottiglia ha un autore e ogni annata è diversa dalla precedente, proprio come una replica teatrale non è mai identica a quella della sera prima.
Completano la proposta vermouth e amari italiani, da bere lisci o, come suggerisce la carta, con ghiaccio e un tocco di soda, una selezione di distillati, aperitivi italiani, cocktail classici e long drink, oltre alle birre artigianali romane di Jungle Juice.
La cucina di Retroscena ha un’anima da forno
In carta trovano spazio pizzette, lievitati, taco di pizza, fritti della tradizione romana e piatti da condividere, insieme ai dolci firmati da Casa Manfredi e dal forno Cipriani. Il punto di partenza è l’impasto: il condimento completa la pizza, senza coprirne identità e sapore. Una filosofia che si ritrova nel resto della proposta, costruita intorno alla semplicità del prodotto e della materia prima. ”Nella pizza cerco equilibrio, digeribilità, friabilità e soprattutto personalità e sapore – spiega Norveti –. Il topping la completa, ma la protagonista deve restare lei, a partire dall’impasto”.
Una stagione di 54 titoli
Retroscena vive all’interno di uno spazio teatrale pienamente attivo. La stagione 2026/2027 dello Spazio Diamante, inaugurata il 2 ottobre, conta 54 titoli, 3 Festival, incontri culturali e residenze.
Una stagione che porta ogni giorno nello spazio artisti e pubblico.
Chi siamo
Per Patrick Pistolesi Retroscena rappresenta anche un ritorno alle origini. Romano, di origini irlandesi, si è formato come attore prima di scegliere il bar come suo “secondo palcoscenico”. Con Drink Kong, aperto nel 2018 insieme a Richard Ercolani, ha costruito uno dei cocktail bar italiani più conosciuti a livello internazionale. Nel 2026 è tornato sul palco proprio allo Spazio Diamante con Dio c’è, liberamente ispirato ad Aspettando Godot.
Richard Ercolani è socio storico di Patrick Pistolesi e co-fondatore del gruppo Drink Kong, di cui segue la gestione e lo sviluppo dall’apertura del 2018.
Federico Norveti è socio di Retroscena, ne segue la gestione in prima persona.
Inizia il suo percorso alla guida di un agriturismo nella Tuscia a stretto contatto con agricoltori, allevatori e piccoli produttori laziali, dedicando la sua ricerca a farine, impasti e lievitati. Poi di ritorno a Roma, fino al 2025, ha gestito l’attività e il laboratorio di Elettroforno Frontoni in zona Ostiense.
