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Crisi idrica: severità aumentata in Irpinia, Sannio e Collina Materana

(Agen Food) – Roma, 01 lug. – Nella giornata di ieri, nel corso della seduta dell’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici dell’Autorità Distrettuale di Bacino dell’Appennino Meridionale, è stato deciso di innalzare il livello di severità idrica per il comparto idropotabile da “tendente ad elevato” ad “elevato” per le province di Benevento e Avellino, alla luce dei dati relativi alla disponibilità delle sorgenti del Biferno, di Cassano Irpino e delle altre fonti idriche. Analogamente, si è stabilito di elevare il grado di severità idrica per il restante territorio della Campania a “tendente ad elevato”, in considerazione delle attuali condizioni di approvvigionamento.

Un provvedimento analogo ha riguardato i comuni serviti dallo schema del Vulture – Melfese in Basilicata e l’area delle Colline Materane, per le quali si è disposto il passaggio al livello di severità idrica “tendente ad elevato”. In particolare, nel caso delle Colline Materane, la decisione si è resa necessaria a causa del calo delle portate delle sorgenti del Frida, dalle quali dipende lo schema, caratterizzato peraltro da un isolamento rispetto agli altri sistemi idrici regionali.

Permangono condizioni di severità idrica elevata per le province calabresi di Crotone e Reggio Calabria e per lo schema lucano del Basento-Camastra, in virtù del permanere dello stato di emergenza nazionale, sebbene con condizioni di disponibilità diverse rispetto allo scorso anno.

Per quanto riguarda il comparto idropotabile, la situazione aggiornata è la seguente:

  • Severità “medio con tendenza ad alto” per Puglia, Lazio, Molise e provincia di Chieti;
  • Severità “medio” per Basilicata (escluse Colline Materane, Vulture-Melfese e Basento-Camastra), Calabria (escluse province di Reggio Calabria e Crotone) e Campania (escluse province di Avellino e Benevento);
  • Severità “basso con tendenza a medio” per il sub-ambito marsicano in Abruzzo.

Per il comparto irriguo, lo scenario è il seguente:

  • Severità “alto” per Basilicata, Calabria, Lazio e Puglia;
  • Severità “medio” per il resto del territorio distrettuale.

Nel corso della seduta, il Segretario Generale Vera Corbelli ha annunciato che venerdì si terrà un incontro con i rappresentanti della Regione Molise per fare il punto sulle attività relative ai trasferimenti idrici, tra cui l’interconnessione tra la diga del Liscione (Molise) e la diga di Occhito sul Fortore (Puglia). Tale intervento è finalizzato ad alleviare la criticità dell’elevato deficit idrico che interessa questo schema ad uso promiscuo, con quasi 50 milioni di metri cubi d’acqua in meno rispetto al 2024. Attualmente, da questo schema è garantito il solo prelievo per l’irrigazione di soccorso, al fine di tutelare prioritariamente l’uso potabile.

La dottoressa Corbelli ha colto l’occasione per rinnovare l’invito a una collaborazione più stretta e concreta tra tutti gli attori del Distretto. In particolare, ha evidenziato come, per il comparto potabile, sia stato ricostruito un adeguato quadro informativo, sebbene persistano lacune su specifici ambiti territoriali. Restano invece ancora insufficienti o carenti i dati richiesti ai Consorzi di Bonifica, in particolare sui consumi idrici a scopo irriguo. “Provvederemo a sollecitare formalmente i Consorzi di Bonifica — ha sottolineato Corbelli — chiedendo l’invio puntuale dei dati necessari, anche in funzione della possibilità, in alcuni casi, di richiedere agli stessi Consorzi apporti idrici per gli usi potabili”.

Dalla relazione dell’ingegner Pasquale Coccaro è inoltre emerso che, in ragione della limitata disponibilità di risorsa negli invasi dello schema dell’Ofanto, sono state programmate erogazioni ridotte per il comparto irriguo.

Redazione Agenfood

Redazione Agenfood

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