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Cia: sperimentazione biocontrollo già in 6 regioni

(Agen Food) – Bologna, 13 set. – Per centrare gli obiettivi di sostenibilità e innovazione fissati dal Green Deal Ue, non solo serve investire su digitale e biocontrollo, con l’agricoltura biologica a modello e guida, ma è anche necessaria una strategia di difesa che intervenga su processi e metodi in chiave bio per valutazioni precoci e tempestive del rischio di fitopatologie, monitoraggio con dati microclimatici e tecniche di contrasto sempre più idonee. Questo il messaggio di Cia-Agricoltori Italiani per il salone tematico Sanatech del SANA, a BolognaFiere, in occasione del convegno “Progetto BioControllo: primi risultati e sviluppi futuri” promosso con IBMA Italia, l’associazione delle aziende operanti nell’industria della bioprotezione in agricoltura.
Il primo anno di attività Cia e IBMA Italia, si chiude con 6 regioni già coinvolte nelle prove di campo (Veneto, Toscana, Umbria, Marche, Molise e Sicilia) e training con 20 incontri in 4 mesi per oltre 30 tecnici di 9 regioni e più di 60 partecipanti in totale, tra operatori e una rete di aziende in costante crescita. Obiettivo: favorire la transizione della difesa dalle avversità, dalla chimica di sintesi ai bioprodotti. Un percorso che sta investendo sullo sviluppo di tecnologie di biocontrollo (insetti utili, microrganismi, feromoni, sostanze naturali, ovvero circa l’8% del mercato dei mezzi tecnici per la protezione delle piante da organismi nocivi e malattie) nella logica di un’agricoltura sempre più green e innovativa, in linea con le strategie “Farm to Fork” e “Biodiversity” e con i requisiti Ue, la riduzione, entro il 2030 del 50% dell’uso e rischio complessivo dei pesticidi chimici e del 50% di quelli più pericolosi.
Nel focus delle prime sperimentazioni di gestione delle fitopatologie con strategie di biocontrollo, colture come vite da vino e da mensa, olive da olio e da mensa. Soluzioni d’intervento e monitoraggio: la mosca dell’olivo, trattata con la collocazione di trappole o l’uso del Caolino (polvere di roccia spruzzata sulla chioma), mentre per la vite, l’approccio operativo si è concentrato su oidio, tignoletta, cocciniglia e peronospora. Un lavoro che pone le basi per un’attività di divulgazione tecnica di straordinaria importanza, creando competenze e favorendo una politica agricola forte di modelli produttivi sostenibili.
I prossimi sei mesi saranno, invece, strategici per mettere a punto i piani annuali di Cia e IBMA Italia. Il programma triennale, infatti, punterà su ricerca e innovazione, accordi con università, CNR e CREA, format per progetti di ricerca utili nei bandi e con i PSRR; promozione della conoscenza nell’ambito dei Sistemi AKIS. Ci saranno poi: attività di training tecnico; interlocuzione con il Servizio Fitopatologico Nazionale e regionale per facilitare l’iter autorizzativo di nuovi prodotti di biocontrollo, sostenere e incentivare i PSR, la revisione dei disciplinari e la costruzione di un percorso ad hoc sulla bioprotezione. Sperimentazione, open day dimostrativi, digitalizzazione, supportati da adeguata comunicazione, completano il progetto complessivo che vuole arrivare a coprire tutta Italia entro il 2024.
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