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Lattiero-caseario, latte e yogurt: per oltre 8 italiani su 10 voce importante dell’economia con produzioni di alta qualità 

(Agen Food) – Arborea (Or), 18 giu. – Centrali per l’economia, fondamentali per l’alimentazione; oltre a distinguersi in Italia per produzioni di alta qualità (84,7%), grazie ad aree particolarmente vocate per la produzione di latte nel Paese, per l’84,3% degli italiani latte e yogurt fanno parte di un settore, il lattiero-caseario, che rappresenta una voce importante dell’economia, con alcune esportazioni di grande rilevanza e sono una delle eccellenze alimentari italiane, con alcuni prodotti noti e apprezzati a livello mondiale (79,2%).

Al tempo stesso oltre quattro italiani su cinque considerano latte e yogurt alimenti di fondamentale importanza per la nutrizione, essenziali per un’alimentazione quotidiana bilanciata (81,5%) e anche uno dei pilastri della tradizione culinaria (76,0%).

Così si presenta l’immagine generale che gli italiani hanno di latte e di yogurt secondo la ricerca AstraRicerche “Latte e yogurt: tra consumo e fake news”* volta ad approfondire il rapporto dei connazionali con questi due alimenti per Cooperativa Latte Arborea, leader del mercato lattiero-caseario sardo e terzo player nazionale nel latte UHT, in occasione del suo 70esimo anniversario.

SICUREZZA ALIMENTARE E ORIGINE DEL LATTE I DRIVER CRUCIALI DI SCELTA

Per tre consumatori su quattro (75,7%) di latte e yogurtè fondamentale o importante il fatto che i prodotti garantiscano la sicurezza alimentare; immediatamente a seguire (per il 72,6%) conta l’origine 100% latte italiano (aspetto della massima importanza, in oltre un caso su tre – 35,4%) e quella locale/regionale, indicata da due consumatori su tre (66,4%).

Altre caratteristiche segnalate a larga maggioranza nella scelta riguardano il fatto che si tratti di produzioni attente al benessere animale negli allevamenti (70,7%)e che le marche siano certificate sia per la loro sostenibilità ambientale (65,3%), sia per la loro sostenibilità sociale (60,4%). 

“Queste evidenze confermano l’importanza della creazione di valore per i consumatori e per il mercato in un segmento cruciale, come il lattiero-caseario. Questa è la linea che noi abbiamo scelto per competere, una responsabilità che si rinnova nel nostro 70esimo anniversario. Continuare a investire non per inseguire volumi, ma per ridistribuire valore e traghettare nel futuro il nostro modello cooperativo di sviluppo – ha commentato Remigio Sequi, Presidente e Amministratore Delegato della Cooperativa Latte Arborea –. Abbiamo destinato 48 milioni di euro negli ultimi due anni per l’innovazione tecnologica, il rafforzamento della capacità produttiva e l’efficientamento dell’organizzazione. Anche nel 2026 proseguiamo con nuovi investimenti che guardano alla sostenibilità ambientale e all’innovazione di prodotto. Dai nuovi formati di latte UHT da 500 e 250 ml in bottiglia rPET al 50%, per rispondere anche a nuove abitudini di consumo e ridurre lo spreco alimentare, alle nuove proposte funzionali di yogurt Kefir A-Yo, oltre all’ampliamento di gamma della linea caprina Girau, la direzione è chiara. Sostenibilità economica, sostenibilità ambientale e innovazione coerente con la nostra filiera in risposta alle esigenze dei consumatori devono procedere insieme. Così vediamo il nostro percorso di crescita, valorizzando la qualità delle produzioni dei Soci e rafforzando la sostenibilità delle loro aziende e il nostro ruolo nel mercato”.

LA PRODUZIONE DI LATTE IN SARDEGNA E COOPERATIVA LATTE ARBOREA

Tra gli altri dati è emerso chela Sardegna è stata indicata come una delle regioni più vocate alla produzione di latte in Italia, da quasi un rispondente su quattro (23,1%) dopo Trentino-Alto Adige, al primo posto secondo la metà degli intervistati.

In particolare, latte e latticini sono sinonimo di un patrimonio di esperienza e saper fare con radici nella tradizione che si tramanda e si rinnova; tra le opinioni più forti associate alla produzione regionale, infatti, l’auspicio che i giovani possano prendere in mano le aziende lattiero-casearie per dare loro un futuro e portare innovazione (78,6%),il contributo a portare avanti anche la tradizione localecon produzioni di specialità e prodotti tipici (73,9%), il fatto che rappresenti l’identità stessa del territorio sardo (73,2%) e si distingua per la qualità dei suoi prodotti (72,6%).

In termini di ricadute del modello cooperativo, invece, dalla Valutazione di Impatto economico e sociale** è stato stimato per la Cooperativa nel 2025 un impatto economico complessivo di 452,3 milioni di euro, di cui 263,8 milioni di impatto diretto verso i propri stakeholder principali (dipendenti, fornitori e Soci conferitori) e 188,5 milioni di impatto indiretto e indotto lungo la filiera.

Da segnalare la quota rilevante di questo valore che resta in Sardegna: 276,6 milioni di euro con la componente Soci equivalente a 206,2 milioni.  Anche l’impatto occupazionale è significativo: Arborea impiega direttamente 371 lavoratori e sostiene complessivamente lavoro per oltre 3.500 persone tra dipendenti di Soci e lungo la filiera, fornitori e sistema economico collegato.

“Il nostro impegno verso il primo comparto agroalimentare regionale che rappresentiamo e che intendiamo difendere nella stabilità e traghettare nel passaggio generazionale è concreto; per questo proseguiamo con la nostra politica mirata a garantire un’adeguata remunerazione al Socio e da inizio 2026 abbiamo deciso, nonostante un contesto complesso, di riconoscere un prezzo latte intorno ai 60 centesimi al litro IVA inclusa – prosegue Sequi -. Al tempo stesso, però, chiediamo misure di compensazione su fattori esterni di forte pressione come l’ETS e gli aumenti di trasporti e carburanti che, incidendo sui costi logistici – nel nostro caso per 2,6 milioni di euro l’anno – aggravano ulteriormente la condizione di insularità; non vogliamo mettere in discussione gli obiettivi di sostenibilità, ma evitare che il costo della transizione ricada in modo sproporzionato sulle imprese che operano in condizioni strutturalmente più complesse. Inoltre, rappresentando il settore lattiero-caseario una voce importante dell’economia italiana, richiamiamo l’attenzione delle Istituzioni per la competitività generale del comparto agricolo. Non chiediamo più incentivi, ma equità nelle politiche pubbliche e riequilibrio tra settori produttivi perché misure come l’iperammortamento o le evoluzioni più recenti dei crediti d’imposta risultano efficaci per imprese con piena imponibilità fiscale. Occorrono, quindi, strumenti che tengano conto delle diverse caratteristiche fiscali e organizzative delle aziende agricole per garantire un’effettiva accessibilità agli aiuti anche le filiere cooperative; limitarne la capacità di investimento significa ridurre la competitività dell’intero sistema che collega produzione agricola, trasformazione industriale e occupazione”.

Redazione Agenfood

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Agen Food è la nuova agenzia di stampa, formata da professionisti nel campo dell’informazione e della comunicazione, incentrata esclusivamente su temi relativi al food, all’industria agroalimentare e al suo indotto, all’enogastronomia e al connesso mondo del turismo.

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