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Rovagnati racconta: con il Giro del Buon Gusto esaltiamo l’identità dei territori cui ci legano non solo prodotti ma relazioni profonde
(Agen Food) – Biassono (Mb), 28 gen. – di Olga Iembo – Mancano pochi giorni ormai all’avvio del Giro del Buongusto 2026, un progetto per il Trade che unirà prodotti Rovagnati a festività, occasioni di consumo e spunti di ricettazione. Un viaggio sui territori del Belpaese che si snoderà attraverso i mesi dell’anno, collegando di volta in volta un prodotto protagonista ogni mese a particolari momenti ed eventi che caratterizzano il calendario e la vita degli italiani, in una virtuosa sinergia con centinaia di salumerie e gastronomie, che consentirà ai consumatori di assaggiare i prodotti Rovagnati.
“Prodotto, territorio e cultura gastronomica” le tre parole d’ordine del format che partirà a febbraio, proprio con l’obiettivo di rinsaldare quel legame dell’Azienda con le piccole realtà territoriali che è stato alla base della sua storia.
Una storia di successo, iniziata nei primi anni ‘40 da un’idea di Angelo Ferruccio Rovagnati e da suo figlio Paolo, fino ad arrivare ai giorni nostri in cui l’Azienda è leader tra quelle italiane di produzione di salumi e riconosciuta a livello mondiale. I dati resi noti parlano chiaro: con un fatturato superiore a 335 milioni di euro e circa 1.200 lavoratori, Rovagnati è presente in più di 20 Paesi in tutto il mondo. Il Gruppo gestisce, inoltre, sette allevamenti, tra strutture di proprietà e altre in soccida. I sei stabilimenti produttivi in Italia sono specializzati per categoria, scelta che permette di garantire la qualità dei prodotti e l’attenzione ai processi (Biassono per il prosciutto cotto, Villasanta per gli affettati e gli stagionati brevi, Arcore per i piatti pronti, Felino e Sala Baganza per il prosciutto crudo, Faenza per la mortadella). Nel settembre 2021, l’azienda ha inaugurato un nuovo impianto produttivo a Vineland (US), dando così inizio a una nuova fase della sua storia all’estero, avviata già da alcuni anni con l’esportazione di prodotti.

E quella costante “ricerca di nuova visione” che continui a mettere in pratica l’idea del fondatore Paolo Rovagnati per cui “la qualità è la risposta a ogni domanda” ha portato a un progetto come il Giro del Buongusto, teso a “consolidare il posizionamento di Rovagnati come azienda che punta su fidelizzazione, valorizzazione del banco, formazione e coinvolgimento degli operatori”. Dall’inizio di febbraio, dunque, il viaggio nei sapori e nell’unicità delle diverse realtà locali partirà con le Panatine, scelte per essere gustate durante il Carnevale e nei momenti di aggregazione e di festa. Poi via via saranno protagoniste le altre principali referenze dell’Azienda, secondo un calendario che scandisce l’anno con contenuti dedicati, curiosità storiche e suggerimenti di consumo pensati per valorizzare il banco salumi delle botteghe italiane. I negozi partecipanti saranno valorizzati con materiali promozionali dedicati: una locandina mensile con l’immagine del salume protagonista – completa, sul retro, della storia e delle curiosità legate al prodotto –, una vetrofania e un totem del Giro del Buon Gusto, che ogni mese mette in evidenza il prodotto del periodo e riporta un QR Code collegato a rovagnati.it, dove sono disponibili contenuti esclusivi e suggerimenti per valorizzarne il gusto. Sull’ispirazione e il significato dell’iniziativa ha raccontato di più ad Agen Food Roberto Montorfano, Commercial Director Rovagnati.
Partirà a febbraio Il Giro del Buon Gusto 2026, da dove nasce lo spunto per il progetto?
“Il Giro del Buon Gusto nasce dal desiderio di raccontare in modo autentico la nostra azienda, i suoi valori e la ricchezza del nostro saper fare, rivolgendoci sia ai clienti del Normal Trade che ai consumatori finali. Vogliamo mostrare la varietà e la completezza di un assortimento capace di soddisfare palati e occasioni di consumo differenti, accompagnando le persone in un vero e proprio viaggio nel gusto lungo tutto l’arco dell’anno. È un progetto pensato per creare relazione e conoscenza, mettendo al centro i nostri prodotti e le realtà che ogni giorno li valorizzano sul territorio”.
L’idea di fondo è proporre di volta in volta i vostri prodotti in “corrispondenza” di festività e particolari momenti dell’anno, le vostre referenze sono adatte a creare un connubio “virtuoso” per la realizzazione delle ricette che caratterizzano tali occasioni? Quali saranno nel corso dell’anno i prodotti su cui punterete?
“Assolutamente sì. La forza della nostra offerta risiede proprio nella sua trasversalità, che ci consente di inserirci con naturalezza all’interno di ricette e momenti di consumo stagionali, dalle occasioni quotidiane alle festività più speciali. L’assortimento coinvolto sarà molto ampio e rappresentativo: dal Gran Biscotto, fiore all’occhiello e simbolo della nostra identità di marca, a prodotti stagionati come il Prosciutto Crudo Gran Milano, passando per la gamma di Salami, il Guanciale e i Panati senza glutine, pensati per rispondere a esigenze di consumo rapido e gustoso e con un occhio all’inclusione alimentare. Il percorso si concluderà nel periodo invernale con prodotti fortemente legati alla tradizione, come Stinco e Cotechino, protagonisti indiscussi del mese di dicembre. Un vero calendario del gusto basato su stagionalità e tradizione”.
La campagna di basa su una stretta interazione con le singole salumerie e gastronomie sul territorio, quanto incide nelle vostre finalità di azienda già solidamente posizionata nel mercato il legame con le realtà locali e la valorizzazione della loro identità?
“Incide moltissimo ed è un elemento fondante della nostra storia. Rovagnati è nata e cresciuta insieme al canale tradizionale, e le piccole realtà territoriali rappresentano ancora oggi il cuore pulsante del nostro rapporto con il mercato. Ogni salumeria e gastronomia è unica, espressione di competenze e cultura locale: e proprio in questa unicità risiede il suo punto di forza. Con Il Giro del Buon Gusto vogliamo essere parte attiva di questo patrimonio, valorizzandolo e rafforzando un legame che per noi non è solo commerciale, ma profondamente identitario”.
Parte del progetto prevede anche la diffusione di contenuti dedicati, curiosità storiche e suggerimenti di consumo. Vi ha guidato in questa scelta di esaltare così la nostra cultura gastronomica anche il particolare momento storico in cui la cucina italiana ha guadagnato il riconoscimento di Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dall’UNESCO?

“Abbiamo iniziato a lavorare al progetto prima che arrivasse la notizia del riconoscimento UNESCO, ma non possiamo non riconoscere un tempismo perfetto. Questo importante traguardo rafforza ulteriormente il senso del nostro impegno nel raccontare la cultura gastronomica italiana. Attraverso contenuti e suggerimenti di consumo vogliamo contribuire a diffondere conoscenza e consapevolezza, valorizzando non solo i prodotti ma anche il patrimonio culturale di cui sono parte”.
Quale è stata l’adesione di gastronomie e salumerie italiane e quali risultati vi aspettate dal progetto?
“Il progetto è appena partito, ma le aspettative sono positive e ci aspettiamo una risposta entusiasta da parte dei nostri clienti. L’obiettivo principale non è solo legato ai numeri, ma alla possibilità di vivere l’anno insieme, creando un percorso che rafforzi ulteriormente il legame con il territorio e con i partner. Il Giro del Buon Gusto vuole essere prima di tutto un’esperienza di valore condiviso”.
