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Castelli Romani Città del Vino 2025, la forza della cooperazione per un’ode a terre straordinarie

(Agen Food) – Roma, 05 mar. – di Olga Iembo – La forza della cooperazione, l’unicità di territori straordinari, una storia enologica millenaria, una grande capacità di evolversi: ecco gli ingredienti per un perfetto metodo di valorizzazione del territorio. Gli ingredienti che hanno consentito a 11 Comuni dei Castelli Romani di ottenere il prestigioso riconoscimento di “Città Italiana del Vino 2025”.

E proprio i valore del vino come eccezionale prodotto identitario italiano, la bellezza di territori come quelli dei Castelli Romani e la straordinaria efficienza che produce la sinergia fra i diversi Comuni, sono stati i punti cardine toccati da tutti gli ospiti intervenuti alla conferenza stampa con cui è stato comunicato ufficialmente che i Castelli Romani sono stati designati Città Italiana del Vino 2025 dall’Associazione Nazionale Città del Vino, oggi presso la monumentale Sala del Tempio di Vibia ed Adriano in Piazza di Pietra della Camera di Commercio di Roma.

Presenti i protagonisti della manifestazione, a cominciare dal “padrone di casa” Lorenzo Tagliavanti, presidente della Camera di Commercio di Roma; e poi Angelo Radica, presidente nazionale dell’Associazione Città del Vino, e Giancarlo Righini, assessore all’Agricoltura e al Bilancio della Regione Lazio; ma anche Alberto Bertucci Sindaco di Nemi e vicepresidente nazionale dell’Associazione Città del Vino, coordinatore regionale Lazio e Stefano Cecchi, sindaco di Marino Comune Capofila. Presenti in sala, naturalmente, anche i sindaci e i delegati degli altri Comuni dei Castelli Romani coinvolti nel progetto: Ariccia, Colonna, Frascati, Genzano di Roma, Grottaferrata, Monte Porzio Catone, Lanuvio, Lariano e Velletri.

E’ stato proprio Bertucci il primo ad esaltare il valore dell’iniziativa che è frutto di un percorso intrapreso e perseguito con convinzione dai Comuni coinvolti, “nella consapevolezza – ha detto – del nostro valore, perché i nostri territori hanno tanto da raccontare sulla cultura enologica e questo ci ha spinto ad unirci, per dare forza alla capacità di promuovere tanta bellezza e tanta storia”. Ma se la buona volontà e la caparbietà hanno premiato questi amministratori virtuosi, Bertucci ha voluto sottolineare l’importanza del sostegno concreto delle altre Istituzioni, “segno anche di un cambio di passo, a livello locale come nazionale, che ha riportato l’agricoltura al centro. Qualcosa di importante e indispensabile, soprattutto considerato che il mondo del vino è continuamente sotto attacco”.

E invece il vino si conferma, decennio dopo decennio, simbolo di una tradizione che continua ad attrarre, a coinvolgere, a scaldare il cuore di residenti e turisti, come ha ricordato Cecchi ricordando come a Marino si sia “giusti alla 100 edizione della Sagra dell’Uva, la più antica d’Italia! Ebbene – ha aggiunto il sindaco – siamo certi che questo importantissimo progetto, che ci porterà a svolgere ben 70 manifestazioni nel corso dell’anno, sarà anche un modo per garantire un’offerta trainante anche sul piano turistico”.

Cento anni per la Sagra dell’Uva ma molti molti di più per una cultura, quella del vino, che “affonda le radici nel passato, fino agli antichi romani” ha detto Radica, rimarcando però come “pur nel rispetto della tradizione l’opera dei produttori si sia evoluta fino a giungere a garantire prodotti di grande pregio, oltre tutto autoctoni. Vini di qualità adatti al mercato mondiale che meritano il sostegno e la promozione che l’Associazione Città del Vino vuole assicurare, anche e soprattutto promuovendo quel ‘lavorare insieme’ che aiuta ad affinare metodi e strategie, e ad incrementare le attività, perché il segreto è la sinergia”.

“Il successo di questa iniziativa sta nel ‘fare squadra’ – ha ribadito ancora anche Tagliavanti -, perché il più forte motore della ‘promozione’ è l’unità di intenti. E nulla lo merita quanto questo prodotto eccellente che è il vino, identitario, espressione dell’Italia, con una lunghissima tradizione e una grandissima varietà, anche e soprattutto in questi territori del Castelli Romani che essendo vulcanici conferiscono ai suoi frutti qualità e caratteristiche uniche”.  

Eppure, il mondo del vino “è sotto attacco” ha detto senza giri di parole Righini, elogiando il lavoro del ministro Francesco Lollobrigida in difesa di quello che è non solo un alimento, ma anche un “elemento straordinario di convivialità. Ecco perché la Regione Lazio è molto impegnata nel sostenere e promuovere il settore del vino, con la sua storia ma anche con la sua ormai innegabile qualità, frutto di anni e anni di evoluzione. Noi – ha aggiunto l’assessore – vogliamo impegnarci per raccontare la verità, ecco perché abbiamo sostenuto questa iniziativa, perché una corretta informazione e una convinta promozione sono la chiave del successo a livello internazionale, ed è doveroso e vantaggioso garantirle investendo nell’agroalimentare”.

Grande l’orgoglio e la soddisfazione di tutti i rappresentanti dei Comuni coinvolti presenti in sala, come il vicesindaco e delegata a Città del Vino del Comune di Lanuvio, Valeria Viglietti, che ha sottolineato come “Castelli Romani – Città Italiana del Vino 2025 è un’iniziativa di caratura nazionale che ci consentirà attraverso l’organizzazione di eventi dedicati al mondo del vino, da un lato di dare forza a questo prodotto, dall’altro di poter mostrare le bellezze paesaggistiche, artistiche e culturali del territorio. Lanuvio, la città degli imperatori, è pronta a mostrare ai visitatori i tesori che custodisce e il suo patrimonio enogastronomico e archeologico. Questa Amministrazione crede molto nel valore del vino, sia dal punto di vista economico e produttivo, sia dal punto di vista culturale e ne è testimonianza anche il corso di primo livello da sommelier che abbiamo organizzato insieme ad AIS Lazio Castelli Romani, che partirà dalla prossima settimana”.

“Orgogliosa per aver creduto in questa possibilità sin da subito” si è detta poi l’assessore alle Attività Produttive del Comune di Ariccia, Barbara Calandrelli, confidando che la prestigiosa nomina dei Castelli Romani possa “essere importante per i nostri territori, per le nostre cantine vinicole e per tutto il settore turistico. Inoltre, mi piace pensare che questo esperimento di condivisioni con i comuni limitrofi possa essere riproposto in altri ambiti”.

Di iniziativa importantissima ha parlato il sindaco di Ariccia, Gianluca Staccoli, spiegando che“la nostra città è in prima linea per quanto riguarda l’accoglienza ai turisti. In eventi del genere il vino e i prodotti tipici diventano protagonisti e questo è un biglietto da visita importante per il territorio, al quale affiancare le altre bellezze di Ariccia”. Il primo cittadino si è detto inoltre “soddisfatto per le aziende ariccine, che hanno avuto molti riconoscenti in questo ambito” promettendo. Parlerò con i gestori delle fraschette per far sì che i vini dei Castelli Romani vengano inseriti nei menù”.

Castelli Romani Città Italiana del Vino 2025: un anno di eventi in undici Comuni

Per un anno intero, gli undici Comuni coinvolti nel progetto “Castelli Romani – Città Italiana del Vino 2025” guidati dai rispettivi Sindaci che hanno voluto fortemente questa carica per il 2025 – Marino (capofila) con Stefano Cecchi Sindaco, Nemi (coordinatore) con Alberto Bertucci, Ariccia con Gianluca Staccoli, Colonna con Fausto Giuliani, Frascati con Francesca Sbardella, Genzano di Roma con Carlo Zoccolotti, Grottaferrata con Mirko Di Bernardo, Lanuvio con Andrea Volpi, Lariano con Francesco Montecuollo e Monte Porzio Catone con Massimo Pulcini e Velletri con Ascanio Cascella Sindaco – saranno protagonisti di eventi culturali ed enogastronomici dedicati alla valorizzazione della cultura del vino. Questa iniziativa contribuirà̀ a promuovere il territorio, potenziando il settore vitivinicolo locale e l’enoturismo.

“Il 2025 sarà̀ un anno all’insegna dei Castelli Romani come “Città italiana del Vino 2025″. Un territorio di grande valore, con una candidatura vincente che coinvolge undici comuni”, ha dichiarato Angelo Radica, presidente dell’Associazione Città del Vino, che ha spiegato come gli piaccia piuttosto denominare l’iniziativa “Capitale del Vino” proprio considerato quanta importanza venga attribuita ai territori che possono così mostrare il meglio di sè. Ed infatti “questo territorio – ha voluto rimarcare riferendosi ai Castelli – esprime grandi potenzialità̀ non solo nel settore enologico, ma anche dal punto di vista socio-economico, turistico e ambientale, sempre alla ricerca della sostenibilità̀”.

Testimonial dell’evento Francesca Giubelli, la prima influencer virtuale certificata da Meta

A testimonianza di un approccio innovativo alla promozione del vino, l’evento vedrà̀ anche la partecipazione della prima influencer creata con intelligenza artificiale e certificata Meta, Francesca Giubelli. Grazie alle nuove tecnologie digitali e alla comunicazione sui social, si punta a raggiungere un pubblico più̀ ampio, promuovendo le eccellenze enologiche e non solo dei Castelli Romani su scala nazionale e internazionale. L’intelligenza artificiale sarà al centro della comunicazione dell’evento, con strumenti innovativi pensati per coinvolgere e informare il pubblico. Durante la conferenza stampa, è stato annunciato l’introduzione di un chatbot dedicato sul sito ufficiale della manifestazione, che avrà il compito di raccontare gli eventi, fornire informazioni agli utenti e offrire consigli personalizzati sul vino.

Un territorio di eccellenza vitivinicola

I Castelli Romani vantano una tradizione vitivinicola di prestigio con 2 DOCG e 7 DOC. La loro produzione è il simbolo di un territorio che ha saputo coniugare tradizione e innovazione nel mondo del vino.

L’iniziativa ha ottenuto il sostegno del Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità̀ Alimentare, della Regione Lazio e Arsial Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio, Città Metropolitana di Roma Capitale e Camera di Commercio di Roma. Tra gli altri sostenitori anche Coldiretti Lazio, CNA e Confagricoltura. Inoltre hanno patrocinato e sostenuto l’evento Parco dei Castelli Romani, GAL Castelli Romani, Università di Tor Vergata, Slow Food Lazio, Strade dei Vini dei Castelli Romani e Sistema Castelli Romani.

Città Italiana del Vino: un titolo di prestigio

Ogni anno l’Associazione Nazionale Città del Vino assegna il titolo di Città Italiana del Vino, permettendo ai territori vincitori di promuovere le proprie eccellenze enologiche e turistiche. Ecco l’elenco delle ultime città premiate:

2021 – Barolo (CN, Piemonte)

2022 – Duino Aurisina (TS, Friuli Venezia Giulia)

2023 – Menfi (AG, Sicilia)

2024 – Alto Piemonte e Gran Monferrato (Città Europea del Vino, in collaborazione con Recevin)

2025 – Castelli Romani (Marino, Nemi, Ariccia, Colonna, Frascati, Genzano di Roma, Grottaferrata, Lanuvio, Lariano, Monte Porzio Catone, Velletri).

Redazione Agenfood

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Agen Food è la nuova agenzia di stampa, formata da professionisti nel campo dell’informazione e della comunicazione, incentrata esclusivamente su temi relativi al food, all’industria agroalimentare e al suo indotto, all’enogastronomia e al connesso mondo del turismo.

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