Brio, nuovo pack 100% carta per le patate bio Alce Nero: più servizio, sostenibilità e story telling
(Agen Food) – Zevio (Vr), 27 ago. – Un nuovo packaging 100% in carta certificata…

(Agen Food) – Roma, 22 mag. – Dopo il successo di pubblico riscosso solo due settimane fa a Taste of Roma negli spazi del Gazometro — dove ha conquistato tutti con la sua reinterpretazione dei grandi classici degli anni ’80, una su tutte “Le mie pennette alla vodka” — lo chef Danilo Mancini torna sotto i riflettori sabato 23 maggio alle ore 21:30. Mancini sarà infatti il protagonista di un attesissimo show cooking all’interno di Vino X Roma, la manifestazione dedicata alla cultura enogastronomica italiana che accoglierà 26 espositori del Lazio tra cantine, distillerie e produttori alimentari. Il palcoscenico di questa performance sarà lo splendido Complesso Monumentale Pio Sodalizio dei Piceni, un luogo intriso di storia e fascino, fondato nei primi anni del 1600 dal Cardinale Giovanni Battista Pallotta per custodire e tramandare l’identità e la cultura marchigiana.
È proprio in questo luogo simbolo che lo chef di Anavà — il ristorante nel cuore di Roma che in pochi mesi dall’apertura è già diventato un punto di riferimento per gli amanti della cucina italiana contemporanea e creativa — presenta un piatto che è omaggio alla regione Marche: il Rombo di tortello ripieno di olive all’ascolana, spuma di acqua di mozzarella e pane abbrustolito.
Con questa creazione, Mancini conferma la sua vocazione nel rendere la cucina un raffinato gioco gastronomico. Attraverso un sorprendente succedersi di consistenze e geometrie, lo chef reinterpreta la celebre oliva del Piceno, mutandone la forma ma preservandone l’anima e il sapore inconfondibile, trasformando così un finger food tradizionale e noto in tutto il mondo in un’alta esperienza culinaria. In questo piatto è racchiusa una tradizione millenaria. Quella ascolana è infatti un’oliva unica, maestosa, carnosa e tenerissima, decantata sin dai tempi dell’antica Roma da intellettuali del calibro di Catone, Varrone e Marziale e immortalata da Petronio Arbitro nel suo Satyricon come immancabile delizia sui banchetti sfarzosi di Trimalcione.
La ricetta della farcitura nacque poi intorno al 1800 nelle cucine dell’aristocrazia marchigiana, dove i cuochi di corte inventarono questo scrigno di carne per utilizzare e valorizzare le ricche regalie dei contadini. Oggi questo piatto, nato nei banchetti nobiliari e divenuto nel tempo una ghiotta delizia popolare, si trasforma attraverso una nuova veste dall’estetica netta e contemporanea. Il tortello si fa geometrico divenendo un rombo di pasta farcita, il sapore viaggia aereo su una leggera spuma di acqua di mozzarella e il pane abbrustolito e croccante apporta quell’immancabile effetto “crunch” che, attraverso il coinvolgimento del senso dell’udito, toglie linearità rendendo l’esperienza gastronomica tridimensionale. Di nuovo Danilo Mancini si offre al suo pubblico con un piatto che attraverso la tecnica reinventa la tradizione e lo fa con una chiave narrativa estremamente contemporanea.
