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Disturbi alimentari in Italia: cresce la richiesta di supporto psicologico
(Agen Food) – Roma, 14 mar. – Secondo i dati del Ministero della Salute, tra il 2019 e il 2021, gli accessi alle cure per disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DAN) sono aumentati quasi del 40%. Oltre a incidere sulla salute fisica, disturbi come anoressia, bulimia nervosa e binge eating influiscono profondamente sulla sfera psicologica delle persone, spesso rimanendo nascosti a livello sociale e peggiorando la qualità della vita e la salute mentale dei soggetti coinvolti.
In occasione della Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla, dedicata ai DAN il 15 marzo, il servizio di psicologia online Unobravo ha presentato l’Osservatorio Unobravo sui Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione in Italia. Questo studio, condotto su un campione di utenti della piattaforma, fornisce una panoramica dettagliata dei disturbi alimentari nel paese, evidenziando l’importanza di strategie preventive e di percorsi di benessere psicologico.
Un problema diffuso ma poco diagnosticato
Dall’analisi emerge che solo il 9,3% delle persone che dichiarano di avere un rapporto problematico con il cibo ha ricevuto una diagnosi di disturbo alimentare. Il restante 90,7% potrebbe essere alla ricerca di supporto psicologico per la prima volta. Questo dato sottolinea la necessità di maggiore sensibilizzazione e accesso alle diagnosi precoci per intervenire tempestivamente.
Distribuzione geografica dei disturbi alimentari
L’Osservatorio Unobravo ha rilevato che le regioni con la maggiore richiesta di supporto psicologico per possibili disturbi alimentari sono la Lombardia (27,3%) e il Lazio (11,1%), seguite da Emilia-Romagna (9,9%) e Veneto (8,9%). Nel Sud Italia, le percentuali più alte si registrano in Campania (6,3%), Sicilia e Puglia (entrambe al 4,2%).
A livello provinciale, Milano (12%) e Roma (9,2%) sono le città con il maggior numero di persone che dichiarano di avere un rapporto difficile con il proprio corpo, seguite da Bologna (3,6%) e Napoli (3,3%).
Diagnosi e oercorsi di miglioramento
Solo il 9,3% del campione totale ha ricevuto una diagnosi di disturbo alimentare, con il 7,2% che afferma di essere in fase di miglioramento. La Lombardia è la regione con la maggiore concentrazione di diagnosi (30%), seguita dal Lazio (12,1%) e dall’Emilia-Romagna (9%). Milano (13,8%), Roma (10,2%) e Mantova (3,4%) sono le province con il maggior numero di diagnosi.
Donne giovani e disturbi alimentari
L’indagine rivela che le donne tra i 25 e i 32 anni sono le più colpite da possibili binge eating disorder. Tra coloro che dichiarano di avere un cattivo rapporto con il cibo, il 79,4% sono donne e il 64,5% ha meno di 33 anni. In particolare, il 44,5% delle donne tra i 25 e i 32 anni cerca supporto psicologico per episodi di binge eating.
L’importanza della terapia psicologica
Mentre alcune persone tentano di migliorare il proprio rapporto con il cibo tramite l’auto-aiuto, l’Osservatorio Unobravo sottolinea l’importanza di intraprendere un percorso di terapia psicologica. Questo approccio aiuta a sviluppare una maggiore consapevolezza di sé e delle proprie emozioni. Un trattamento efficace può includere anche il supporto di medici e nutrizionisti, cruciali per ristabilire abitudini alimentari sane e gestire eventuali problemi fisici derivanti dai disturbi alimentari.
Per ulteriori dettagli e dati suddivisi per regioni e province, è possibile consultare l’Osservatorio Unobravo sui Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione al seguente link: Osservatorio Unobravo sui DAN.
