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Imballaggi, il ministro: Ue riveda decisione su monouso alimentare
(Agen Food) – Roma, 05 mar. – “La riduzione dal 90 all’80% della differenziata e i target ridotti al 2025 dimostrano che il negoziato di ieri tra le Istituzioni europee sul regolamento imballaggi comincia ad accogliere alcune delle richieste del Governo Meloni”.
Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, dopo che ieri il Consiglio Ue e il Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo provvisorio sulla proposta di regolamento sul packaging e sui rifiuti di imballaggio.
“Tuttavia resta per noi inaccettabile – ha concluso il ministro -, il divieto per alcuni imballaggi monouso, come quello per frutta e verdura fresca sotto 1,5 kg. Auspico che il Consiglio europeo tenga conto degli sforzi del Parlamento Ue che aveva votato per una maggiore flessibilità nell’attuazione del regolamento, contro il divieto di imballaggi monouso nell’ortofrutta e per l’esclusione del vino e degli spumanti dai target di riutilizzo imposti nella proposta originale della Commissione europea. Non può essere penalizzata una Nazione, come l’Italia, che da anni è fortemente impegnata nel settore dell’economia circolare e rappresenta un’eccellenza a livello europeo per la gestione dei rifiuti da imballaggio”.
“Questo regolamento mira a ridurre i rifiuti causati dagli imballaggi, rendendoli più sostenibili, garantendo al contempo i più elevati standard di gestione dei rifiuti” ha scritto ieri la presidenza belga del Consiglio Ue, a proposito dell’accordo che fissa obiettivi di riduzione degli Imballaggi (5% entro il 2030, 10% entro il 2035 e 15% entro il 2040) e impone ai paesi dell’Ue di ridurre, in particolare, la quantità di rifiuti di imballaggio in plastica. Secondo l’accordo, alcuni formati di imballaggi in plastica monouso, come quelli per frutta e verdura fresca non trasformata, imballaggi per alimenti e bevande riempiti e consumati in bar e ristoranti, porzioni individuali (ad esempio condimenti, salse, panna, zucchero), contenitori in miniatura per i prodotti da toilette e la pellicola termoretraibile per le valigie negli aeroporti saranno vietati dal primo gennaio 2030. Viene introdotto il divieto delle buste di plastica molto leggere (sotto i 15 micron), a meno che non siano necessarie per motivi igienici o fornite come imballaggio primario per alimenti sfusi per aiutare a prevenire gli sprechi alimentari. Per prevenire effetti negativi sulla salute, è stato introdotto un divieto sull’uso delle cosiddette “sostanze chimiche per sempre” (sostanze alchiliche per e polifluorurate o Pfas) negli imballaggi a contatto con gli alimenti. I negoziatori hanno convenuto di fissare un obiettivo specifico per gli Imballaggi riutilizzabili per bevande alcoliche e analcoliche entro il 2030 (almeno il 10%). Gli Stati membri possono concedere una deroga di cinque anni a tali requisiti a determinate condizioni. I distributori finali di bevande e cibi da asporto nel settore dei servizi di ristorazione saranno obbligati a offrire ai consumatori la possibilità di portare il proprio contenitore, dovranno inoltre impegnarsi a offrire il 10% dei prodotti in un formato di imballaggio riutilizzabile entro il 2030.
Inoltre, gli Stati membri sono tenuti a incentivare ristoranti, mense, bar, caffetterie e servizi di ristorazione a servire acqua del rubinetto (ove disponibile, gratuitamente o a un costo di servizio basso) in un formato riutilizzabile o ricaricabile. I negoziatori hanno concordato che tutti gli imballaggi dovrebbero essere riciclabili, soddisfacendo criteri rigorosi da definire attraverso la legislazione secondaria.
