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Barolo Tabai 2017 l’annata fantasma introvabile in Italia, tesoro in Castiglione Falletto sparito letteralmente

(Agen Food), Castiglione Falletto(CN), 07 sett. – C’è un’annata che, più delle altre, sembra essere progressivamente scomparsa dal mercato: il Barolo Tabai 2017.

Trovarne oggi una bottiglia, soprattutto nelle edizioni numerate e nei formati destinati al collezionismo, è diventato particolarmente difficile. Una rarità che non sarebbe casuale, ma il risultato dell’incontro tra una produzione limitata, le caratteristiche di un’annata complessa e una domanda internazionale crescente.

Il 2017, un Barolo nato per aspettare

Il 2017 rappresenta, insieme al 2016, una delle annate proposte anche nella versione Riserva.

La lavorazione prevedeva vinificazione senza aggiunta di lieviti selezionati e un lungo affinamento, con almeno 24-28 mesi in rovere francese, passando dalle barrique da 225 litri ai tonneaux da 500 e 600 litri. L’immissione sul mercato avveniva quattro anni dopo la vendemmia.

Il millesimo 2017, caratterizzato in Langa da un andamento climatico caldo e precoce, assume oggi un significato particolare soprattutto per la disponibilità sempre più ridotta delle bottiglie.

A rendere ancora più evidente la strategia della scarsità sono le produzioni speciali realizzate negli anni: tra queste, un’edizione di 8.888 Magnum da 1,5 litri, numerate e presentate con etichetta rétro e cofanetto in legno. Per la Riserva Vintage 2019 la tiratura sarebbe stata ancora più contenuta, con 1.800 esemplari numerati.

Numeri che collocano queste produzioni in una dimensione molto diversa rispetto alle circa 55 mila bottiglie complessivamente prodotte ogni anno dalla cantina.

Quando il Barolo diventa un oggetto da collezione

La scarsità, da sola, non basta a creare un mercato. Serve la domanda. Ed è proprio fuori dall’Italia che alcune edizioni di Barolo Tabai avrebbero trovato una crescente attenzione tra appassionati e collezionisti.

Hong Kong, Dubai, Singapore, Ginevra e Stati Uniti sono alcuni dei mercati nei quali le bottiglie italiane di fascia alta vengono acquistate non soltanto per essere bevute, ma anche conservate in cantine private e collezioni.

È qui che il vino entra nel territorio del cosiddetto “passion investment”: beni acquistati per passione e rarità che, in determinate circostanze, possono acquisire valore nel tempo.

Secondo le quotazioni e le aggiudicazioni riportate per alcune edizioni Tabai, esemplari inizialmente commercializzati intorno ai 450 euro avrebbero successivamente raggiunto cifre sensibilmente superiori sul mercato secondario.

Tra i casi più eclatanti attribuiti al marchio figurano una bottiglia di Barolo Tabai 2019, legata a un’edizione ispirata a Melania Trump, che sarebbe stata aggiudicata a un collezionista statunitense per 15 mila euro, e una Magnum Riserva 2016 battuta a Hong Kong per circa 3 mila euro. Altri lotti di Magnum Riserva 2019 avrebbero raggiunto quotazioni nell’ordine dei 2.800 euro.

Cifre che, se confermate dalle relative case d’asta, raccontano un fenomeno interessante: il passaggio di alcune bottiglie dalla normale distribuzione enologica al mercato del collezionismo.

Il fattore America

Particolarmente significativo sarebbe l’interesse proveniente dagli Stati Uniti.

Il Barolo Tabai è stato associato negli anni anche ad ambienti istituzionali e al mondo del lusso internazionale, fino alla definizione, utilizzata nella comunicazione legata al marchio, di “Barolo preferito dalla Casa Bianca”.

Al di là delle formule promozionali, il dato interessante è il posizionamento: non soltanto una bottiglia destinata alla tavola, ma un prodotto italiano costruito intorno ai concetti di esclusività, numerazione e riconoscibilità.

Una strategia che intercetta una tendenza già consolidata nel mercato internazionale dei grandi vini, dove provenienza, annata, stato di conservazione, formato e confezione originale possono incidere profondamente sulla desiderabilità di una bottiglia.

Perché tutti cercano proprio il 2017

In questo scenario il 2017 assume oggi una posizione particolare.

A quasi dieci anni dalla vendemmia, il vino entra in una fase interessante della propria evoluzione, pur mantenendo davanti a sé un potenziale di affinamento significativo. Per un Barolo correttamente conservato, infatti, orizzonti superiori ai 15-20 anni non sono insoliti.

Ed è proprio la combinazione tra maturità, scarsità e disponibilità limitata a rendere il millesimo 2017 interessante per chi punta a completare una verticale o una collezione delle edizioni Tabai.

La ricerca, però, si sposta inevitabilmente fuori dai normali canali della grande distribuzione. Le bottiglie numerate tendono a comparire soprattutto nelle aste specializzate, sul mercato secondario o attraverso operatori e collezionisti.

In questo segmento anche i dettagli diventano importanti: numero della bottiglia, provenienza documentata, condizioni di conservazione, livello del vino, integrità dell’etichetta e presenza della confezione originale possono fare la differenza.

Una bottiglia da bere o da conservare?

È la domanda che accompagna tutti i grandi vini quando iniziano a diventare difficili da trovare.

Nel caso del Barolo Tabai 2017, la risposta dipende dal collezionista. Il millesimo si trova oggi in una finestra nella quale può essere apprezzato in degustazione, ma possiede ancora margine per un ulteriore affinamento se conservato nelle condizioni corrette: temperatura stabile, assenza di luce, umidità controllata e bottiglia mantenuta in posizione adeguata.

Per chi possiede già le edizioni 2016, 2017 e le successive tirature numerate, però, il valore può essere soprattutto nella completezza della collezione.

Ed è forse questo il vero paradosso del 2017: più gli appassionati cercano di completare il proprio set, più le poche bottiglie disponibili vengono sottratte al mercato.

Trasformando un’annata nata nelle Langhe in una piccola caccia al tesoro internazionale.

Redazione Agenfood

Redazione Agenfood

Agen Food è la nuova agenzia di stampa, formata da professionisti nel campo dell’informazione e della comunicazione, incentrata esclusivamente su temi relativi al food, all’industria agroalimentare e al suo indotto, all’enogastronomia e al connesso mondo del turismo.

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