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Trevi tra arte e storia: un tour nella cultura e nella spiritualità dell’Umbria
(Agen Food) – Trevi (Pg), 03 feb. – di Giordana Oddi – Trevi, tra colline d’ulivi argentei e panorami silenziosi, è molto più di un centro di produzione dell’eccellenza olearia: è un crocevia di storia, arte e spiritualità dove ogni vicolo, chiesa e museo racconta un capitolo della memoria umbra. L’Anteprima dell’Olio e.v.o. Dop Umbria, organizzata dalla Strada dell’Olio Dop Umbria insieme allaCamera di Commercio dell’Umbria, al Comune di Trevi e ai partner del territorio, ha trasformato l’occasione degustativa in un vero itinerario culturale tra le migliori espressioni artistiche e religiose della città.

Musei e patrimonio oleario
Al centro del borgo storico, il Museo della Civiltà dell’Olivo offre più di una semplice collezione: è un vero e proprio viaggio sensoriale e culturale nel microcosmo della cultura olearia. Voluto e realizzato dal Comune di Trevi con il contributo della Regione Umbria e della Comunità Europea, il museo ha sede negli spazi dell’ex convento di San Francesco di impianto duecentesco e ristrutturato nel XIX secolo dall’architetto Giuseppe Valadier, in adiacenza alla chiesa omonima e alla Pinacoteca comunale.

Il percorso espositivo si sviluppa su due temi principali: illustrare la coltivazione dell’ulivo e la produzione dell’olio nel contesto locale, con un itinerario guidato che spiega tecniche, rituali e superstizioni; e collocare la storia dell’ulivo in un contesto mediterraneo millenario, tra botanica, simbologia e pace. Filmati, strumenti multimediali e reperti archeologici come lucerne, unguentari e oggetti risalenti fino al 2000 a.C., trasformano la visita in un’esperienza che unisce sapori, cultura e memoria storica.
Accanto, la Pinacoteca cittadina custodisce opere di scuola umbra del Due-Trecento e tele dei secoli successivi, tra cui l’importante pala d’altare con l’Incoronazione della Vergine di Lo Spagna (1522), testimonianza della vivacità artistica che attraversa i secoli.

Non lontano da Trevi, a Città di Castello, gli Ex Seccatoi del Tabacco completano il percorso museale con la Collezione Burri, uno dei poli d’arte contemporanea più importanti d’Europa. Originariamente costruiti tra gli anni Cinquanta e Sessanta per l’essiccazione del tabacco, questi spazi furono trasformati dall’artista tifernate in laboratorio e museo, dando vita ai grandi cicli pittorici che lo consacrarono. La visita si snoda tra oltre undicimila metri quadri di opere monumentali, tra cicli come Il Viaggio, Sestante, Rosso e Nero e sculture all’aperto come Grande Ferro Sestante, Grande Ferro K e Ferro U. L’interazione tra materiali industriali, paesaggio e creatività di Burri rende il percorso un’esperienza intensa e sorprendente, capace di emozionare chiunque, esperto d’arte o meno.
Palazzi storici e arte contemporanea
Durante il tour tra le meraviglie di Trevi ci si imbatte nell’elegante archetto di Palazzo Natalucci, che collega l’edificio all’antistante palazzo dirimpettaio. Questo storico palazzo non è solo un esempio di architettura nobile trevana: per secoli fu anche l’antico accesso al quartiere ebraico, attivo fino circa alla metà del XVI secolo.
Il quartiere era tra i più ricchi della città, ospitando famiglie ebree che, a differenza dei cristiani, potevano esercitare l’“arte dell’usura” e fornire prestiti. La comunità ebraica era accolta e incentivata, con l’obbligo di contribuire al finanziamento delle feste civili, rispettare limiti rigorosi sugli interessi e non uscire da casa tra il Giovedì Santo e la Domenica di Pasqua. Il palazzo stesso conserva la memoria di quel tempo: appartenente a una delle più nobili famiglie trevane, fu restaurato nel XVIII secolo dal benemerito Durastante Natalucci, autore della monumentale Historia di Trevi del 1745.

Chiese, devozione e miracoli
La spiritualità trevana si legge nelle sue architetture religiose. Tra le tappe artistiche, il Santuario della Madonna delle Lacrime cattura subito l’attenzione per la sua storia straordinaria. Costruito sul luogo di una casa rurale dove, nel 1483, un certo Diotallevi di Antonio aveva fatto dipingere una Madonna con il Bambino e San Francesco, il santuario nasce dopo un evento miracoloso: la sera del 5 agosto 1485, il volto della Madonna apparve piangente lacrime di sangue. Con il contributo del Comune e di alcune famiglie trevane, l’edificio fu completato nel 1522, diventando presto meta di devozione.
La chiesa, a croce latina e navata unica, custodisce alcune delle opere più affascinanti del Rinascimento umbro: Pietro Perugino dipinge un’Adorazione dei Magi, con i santi Pietro e Paolo immersi in un paesaggio ideale, mentre Lo Spagna rappresenta il Trasporto di Cristo, richiamando Raffaello. Monumenti sepolcrali raffinati della famiglia Valenti completano l’itinerario artistico, mentre la facciata rinascimentale del veneziano Giovanni di Giampietro anticipa le meraviglie interne.

Abbazia di San Salvatore di Montecorona: fascino millenario
A pochi chilometri da Umbertide, immersa nei boschi del Monte Corona, l’Abbazia di San Salvatore fu fondata intorno al 1008 da San Romualdo. Luogo di preghiera, meditazione e ospitalità, l’abbazia custodiva anche una farmacia rinomata per balsami e rimedi naturali, apprezzati oltre i confini locali. Il complesso attraversò secoli di vicende turbolente, assedi e restauri, e nel XVI secolo si unì all’Eremo sulla vetta del monte tramite la suggestiva “mattonata” in pietra a secco, intrecciando vita spirituale e attività economiche.

La Chiesa superiore conserva resti di affreschi del Trecento, tele dei secoli XVI e XVII e un arco gotico che introduce all’abside, mentre la cripta, con volte a crociera e colonne di materiale di spoglio, mostra influenze bizantino-ravennati e accoglie pratiche devozionali e terapeutiche. Tra curiosità e leggende, Papa Giulio II vi soggiornò nel 1506, San Pier Damiani fu abate, e il perugino Rodolfo degli Oddi vi morì con fama di santità. L’abbazia custodisce anche il corpo di Santa Apollonia, protettrice dai mali dentari, oggetto di pratiche taumaturgiche.
Un’esperienza turistica completa e sorprendente
Trevi si conferma così ben più di una capitale dell’olio: è un borgo dove arte antica, architetture sacre, palazzi nobiliari e spazi di arte contemporanea si intrecciano con i paesaggi olivetati. Passeggiare tra i vicoli significa attraversare memorie medievali, testimonianze rinascimentali e proposte culturali d’avanguardia.
Questa ricchezza culturale rende Trevi una meta ideale non solo per gli appassionati di oleoturismo, ma per chi desidera un itinerario completo tra arte, storia e natura, fuori dalle rotte più battute dell’Umbria.
