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Prosit! Una serata medievale tra sapori, storia e idromele alle Terrazze al Colosseo
(Agen Food) – Roma, 02 feb. – di Giordana Oddi – Venerdì sera Le Terrazze al Colosseo si sono animate con un banchetto fuori dal tempo: una cena a tema Medioevo, dove storia, gastronomia e teatro si sono intrecciati in un’esperienza sensoriale unica.
Per aperire la serata – termine latino da cui deriva aperitivus, cioè ciò che apre il pasto, nostro moderno aperitivo – l’executive chef Daniele Verzella ha proposto un antipasto capace di unire tradizione e gusto contemporaneo. Nel Medioevo, quando dolce e salato erano rigidamente separati, l’entrata tipica sarebbe stata frutta o verdura cruda condita con olio e sale. Alle Terrazze del Colosseo, invece, gli ospiti hanno trovato un crostino di farro con fegatini di pollo, ispirato ai fegatelli medievali e ai testi storici di cucina come il De Arte Coquinaria, capace di raccontare attraverso i sapori la ricchezza gastronomica dell’epoca.
La farina di farro, diffusissima nell’antica Roma, era usata per pane e polenta (puls), mentre i fegatini, cucinati con spezie, erano antenati dei fegatini alla toscana e rappresentavano la raffinatezza culinaria dell’epoca.
Accanto, una torta di ricotta con mix di erbe, ha richiamato la cucina povera ma intelligente del XIII secolo: durante la grande carestia di Venezia del 1227, ad esempio, ingredienti semplici e facilmente reperibili – farina, spezie, formaggi – diventavano preziosi strumenti di nutrimento e creatività.
Un dettaglio curioso della vita medievale: il detto “alzare una caciara” deriva dal forte odore dei caseifici, i caciari, già molto presenti nelle città medievali, dove il formaggio veniva prodotto e affinato. Gli aromi pungenti che invadevano le strade davano luogo a confusione e chiasso, da cui la nascita dell’espressione.
Allo stesso tempo, le spezie, come pepe, zenzero, coriandolo e altre erbe non solo arricchivano i sapori, ma secondo la scienza medievale aiutavano anche la digestione, unendo piacere e benessere in ogni portata.
Il viaggio gastronomico è proseguito con la lasagna medievale e il celebre maiale ubriaco cotto nel vino e miele (porcellum enocottum), marinato a bassa temperatura. In epoca medievale il maiale, insieme al lardo, arricchiva brodi e portate, mentre le spezie esotiche, provenienti da terre lontane, erano simbolo di prestigio e ricchezza. Gli speziali, con botteghe vicine a quelle dei gioielli, fungevano da farmacisti dell’epoca: le spezie erano considerate tanto preziose quanto gemme e oro, tanto è vero che la loro collocazione era accanto alle gioiellerie.
Infine il castagnaccio, dolce preparato con farina di castagne, ha ricordato le origini rurali e popolari della cucina medievale. Ma è anche un filo con la storia di Roma: mentre il papa si trovava ad Avignone, durante la cattività avignonese (1309-1377), la città era dominata dai baroni delle famiglie più potenti dell’urbe. Figure come Cola di Rienzo, tribuno e senatore, lottavano per la liberazione del popolo, ma la sua tragica sorte – ucciso durante una sommossa a causa della famiglia Colonna, una delle più influenti e temute dinastie nobiliari di Roma – resta simbolo delle tensioni tra potere feudale e cittadini.
Le bevande hanno accompagnato tutto il percorso sensoriale. Il Mulsum, vino rosso aromatizzato con miele, pepe, alloro e zenzero, detto anche ippocrasso, era già noto nell’antica Roma: il medico Ippocrate lo raccomandava perchè, diceva, “il vino fa buon sangue”, rendendolo dunqu una bevanda simbolo di salute e benessere. L’idromele, fermentato dal miele e tra le bevande alcoliche più antiche al mondo con tracce fin dal Neolitico, era invece legato alla fertilità e consumato tradizionalmente nella prima notte di nozze, da cui deriva l’espressione ‘luna di miele’.
Non solo cucina: gli attori Piero Giovinazzo e Luca Basile hanno animato la serata con piccoli quadri teatrali, narrando episodi di corte, intrighi e curiosità medievali, portando in scena l’atmosfera di un’epoca fatta di fasti, carestie, feste e contrasti sociali.
Una serata che ha unito storia, cultura e gastronomia, mostrando come un banchetto possa trasformarsi in un’esperienza completa, capace di far rivivere il Medioevo tra antichi sapori, bevande storiche e racconti sorprendenti.
Prossimo appuntamento: giovedì 27 febbraio, una serata a tema Caravaggio, tra luce, ombre e piatti ispirati al celebre pittore. Non perdete l’occasione di vivere un’altra esperienza immersiva tra arte e gusto!
