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Progetto Sama 19: su pesca sostenibile, le misure che favoriscono la protezione e il ripristino della biodiversità marina

(Agen Food) – Taranto, 25 feb. – Garantire la gestione delle risorse del mare passa necessariamente dall’aumento della sostenibilità e da misure di protezione del mare stesso. Senza rigenerazione della risorsa anche la pesca non ha futuro.
E’ stato il filo conduttore del seminario tenutosi questa mattina a Taranto sul tema “Pesca sostenibile, le misure che favoriscono la protezione e il ripristino della biodiversità marina”, finanziato con fondi Feamp Puglia 2014-2020, realizzato dall’ATS composta da Legacoop Agroalimentare, in qualità di capofila, e dai partner AGCI Agrital, Federpesca, Federcoopesca, Confcooperative.

UN settore quello della pesca messo a dura prova negli ultimi anni dalle continue limitazioni, come ha sottolineato il presidente di Legacoop Agroalimentare Cristian Maretti. “L’approccio seguito negli ultimi venti anni – ha sottolineato – è stato quello della riduzione delle imbarcazioni con effetti negativi su tutto l’indotto e favorendo così di fatto l’importazione del prodotto dall’estero. Si è proceduto anche ad una riduzione delle giornate di pesca, provando così a dare una risposta semplicistica ad un problema complesso. Con un approccio globale, invece, che metta in relazione le attività della pesca privilegiando alcune scelte rispetto a delle aree dove le specie si possono riprodurre, le cose cambiano. Scelte che abbiamo condiviso con i pescatori, che non devono essere considerati un problema, ma parte della soluzione del problema. Siamo convinti – ha concluso – che un mix di misure di protezione può garantire un miglioramento dell’ecosistema senza dover intervenire pesantemente sull’attività di pesca come accaduto finora”.
A supporto di questa tesi ci sono gli studi della cooperativa Coispa che questa mattina ha presentato i dati raccolti nell’ambito del progetto riunendo tutta l’informazione georeferenziata disponibile, relativa a varie componenti dello spazio e dell’ambiente. Dati che hanno permesso di indicare aree da sottoporre a tutela.

“Sulla base di informazioni sulla distribuzione delle popolazioni ittiche, soprattutto dei giovanili e degli adulti nonchè delle informazioni rispetto ai fattori di impatto su queste popolazioni ambientali e della pesca, – ha sottolineato Maria Teresa Spedicato di Coispa – siamo arrivati ad indicare aree da sottoporre a tutela. Si tratta di aree costiere e del largo che vanno dal Golfo di Taranto fino alla parte sud ai confini con la Calabria fino ad arrivare alla Sicilia”.

Una conclusione questa che trova tra i primi sostenitori proprio i pescatori come sottolineato dal coordinatore del progetto e vicepresidente Legacoop Agrolimentare Angelo Petruzzella. “E’ chiaro – ha detto – che l’obiettivo principale anche dei pescatori è quello di garantire una gestione della risorsa che consenta loro di continuare quest’attività. Una delle proposte su cui si è concentrata l’attenzione dei pescatori è il rispetto della regolamentazione delle aree di riproduzione, ritenute uno strumento importante per garantire la rigenerazione della risorsa. Da parte loro c’è la piana consapevolezza che senza una rigenerazione della risorsa e senza un aumento della sostenibilità della pesca, per la loro attività non c’è futuro. C’è massima attenzione a voler collaborare per trovare soluzioni alternative alla riduzione delle giornate di pesca”.

In questa prospettiva – ha ribadito Giampaolo Buonfiglio, Presidente Nazionale Aci coordinamento Pesca – l’impegno della cooperazione e di tutto l’associazionismo nella ricerca sulla sostenibilità della pesca e nella protezione della biodiversità da cui dipende, sono la migliore risposta a chi vorrebbe chiudere la pesca nei musei e rendere il mare e le sue risorse un acquario intoccabile, oltre ad essere l’unica via concreta per assicurare un futuro al settore”.

“Sama 19 – ha ribadito Rosa D’Amato, europarlamentare e componente della Commissione Pesca a Bruxelles – mostra un uso fruttifero del fondo europeo Feamp che mette insieme la protezione dell’ecosistema marino grazie proprio agli operatori del settore. Peccato che la percentuale dedicata alla piccola pesca non è obbligatoriamente indicata, come avevamo espressamente chiesto. C’è ancora molto da fare – ha concluso – ci manca il marketing territoriale, ci manca il piano delle coste per la zona dello jonio, ci mancano i ponti di approdo legali, tutte cose che insieme vanno ad inficiare su un settore che andrebbe sostenuto ed incentivato. Anche con la formazione, per garantire un ricambio generazionale ed un turn over dei lavoratori che al momento non c’è”.

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Redazione Agenfood

Redazione Agenfood

Agen Food è la nuova agenzia di stampa, formata da professionisti nel campo dell’informazione e della comunicazione, incentrata esclusivamente su temi relativi al food, all’industria agroalimentare e al suo indotto, all’enogastronomia e al connesso mondo del turismo.

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