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Sole24Ore – Statista: Monini è Leader della Sostenibilità in Italia
(Agen Food) – Roma, 30 apr. – L’azienda spoletina incoronata Leader della Sostenibilità, risultando – unica nel settore olivicolo – tra le prime 150 imprese più etiche e green d’Italia secondo l’indagine promossa da Il Sole24Ore/Statista. Un riconoscimento che riflette l’impegno di Monini per una transizione sostenibile della filiera.
Monini è una delle aziende più etiche e green in Italia: a decretarlo l’indagine promossa da Il Sole 24 Ore e Statista, riferimento internazionale per l’analisi di dati e trend di mercato, che ha incoronato l’impresa spoletina Leader della Sostenibilità 2021. Un riconoscimento prestigioso che porta l’azienda spoletina in un “Olimpo” ristretto di aziende made in Italy del mondo Food&Beverage – 11 in tutto, di cui Monini è l’unica a rappresentare il settore olio in questa speciale classifica – che hanno convintamente intrapreso un percorso verso un mondo meno fragile e più giusto e che si candidano a diventare guide, leader appunto, di una doverosa evoluzione del modo di fare impresa. Anche perché l’attenzione all’ambiente, alla crescita in equilibrio con il tessuto economico-sociale e il benessere delle persone, sono sempre più strategici per il business in un momento storico di “transizione”, in cui la sostenibilità diventa uno strumento di competitività e attrattività tanto verso gli investitori quanto verso il mercato e i consumatori che premiano i prodotti più responsabili.
Lo dimostrano i dati di mercato Nielsen 2020: nonostante le difficoltà del periodo, l’azienda ha segnato un +14,4% in volume e un + 8,1% in valore sul 2019. Una performance guidata dallo “storico” Monini Classico (+15,8% a volume),ma anche da un prodotto premium come il GranFruttato Selezione Italiana che ha registrato un exploit del +35% sul 2019.
La ricerca Sole 24 Ore-Statista, realizzata in piena crisi pandemica, ha preso in esame una platea di 1200 aziende attive in Italia, selezionate in base al fatturato o perché quotate in borsa, il cui operato è diventato oggetto di una severa “radiografia”, chiaramente di natura volontaria. Valutate ad esempio le emissioni, la produzione di rifiuti, le pratiche di riciclo, i consumi energetici, l’utilizzo di fonti rinnovabili, ma anche gli incidenti sul lavoro, le opportunità di crescita e formazione, la presenza femminile, l’impatto dei progetti sociali e di welfare. Nel complesso 35 indicatori capaci di riflettere l’impegno nelle tre dimensioni della sostenibilità: ambientale, sociale, economica. Monini ha brillato soprattutto grazie al convinto investimento in innovazione, dalle tecnologie per l’agricoltura di precisione che permettono di non sprecare l’acqua fino alla tracciabilità dei prodotti dal campo alla tavola.
Il riconoscimento, commentano con orgoglio Maria Flora e Zefferino Monini, terza generazione alla guida dell’azienda “avalla l’impegno che abbiamo scelto di assumerci verso le future generazioni e nei confronti di tutto il settore della produzione olearia, consapevoli che l’Italia dell’olio sia chiamata nei prossimi anni a uno sforzo di maturità”. L’impegno dell’azienda verso il futuro si è già tradotto nel 2020, anno del Centenario, nel suo piano di sostenibilità, un progetto decennale da 25 milioni di euro di investimenti, che apre “un nuovo modo di fare impresa e creare sviluppo” e che, oggi, per rendere ancora più chiari i suoi obiettivi, assume il nome programmatico di “A Hand for the Future”. Simbolo, una mano che continuerà a produrre “Una spremuta di olive”, ma si impegna anche a sorreggere il mondo, verso un futuro migliore.
Di futuro si occupa, nell’interesse dell’intero Paese, anche la ricerca “Il futuro dell’olio italiano: moderno e sostenibile”, realizzata da Monini in collaborazione con The European House – Ambrosetti, la prima capace di analizzare in maniera trasversale il mondo dell’olio extravergine italiano, dalla nutrizione e salute, all’economia e valore aggiunto, passando per l’ambiente e il territorio.
Con questa ricerca Monini ha messo a disposizione di tutti gli operatori una piattaforma di suggerimenti e proposte per delineare un orizzonte di sviluppo condiviso dell’intera filiera olivicolo-olearia italiana, gioiello del made in Italy e anello strategico per una transizione in chiave sostenibile del settore agroalimentare europeo.
Sei le proposte, concrete e operative, suggerite dalla ricerca: 1) promuovere un sistema agricolo a più olivicolture; 2) favorire la creazione di sinergie tra università, organizzazioni di produttori e imprese; 3) pagare il giusto prezzo a tutti gli attori della filiera; 4) ridurre gli impatti ambientali delle attività produttive; 5) fare educazione alimentare sul valore nutrizionale dell’olio d’oliva, 6) promuovere la certificazione di un olio extra vergine premium. Tutti obiettivi su cui Monini è già fortemente impegnata con un monitoraggio continuo di avanzamenti e risultati di 25 progetti, dal campo alla tavola.
Monini dà un nome alla sostenibilità:
“A Hand for the Future”
Il piano di sostenibilità di Monini avanza e da oggi ha un logo e un nome. Una scelta formale e sostanziale che designa l’unico modo di fare impresa oggi secondo la famiglia dell’extravergine appena premiata come azienda Leader della Sostenibilità in Italia.
Una mano che sorregge il mondo, guidandolo verso un futuro migliore. È un logo, ma è soprattutto la rappresentazione plastica di “A Hand for the Future”: così si chiama il piano di sostenibilità di Monini che, a un anno dal suo avvio, conferma anche nel nome lo scopo con cui il progetto decennale è nato.
Si dice infatti che dare un volto e un nome alle cose significhi farle esistere realmente: così l’azienda spoletina investe di nuova identità il suo piano di sostenibilità, lo strumento attraverso il quale ha formalmente assunto l’impegno di costruire un futuro più equo per le nuove generazioni. Un impegno già ufficialmente riconosciuto: Monini è stata infatti appena insignita del Premio Leader della Sostenibilità 2021 del Sole 24 Ore – Statista, riservato alle aziende più green ed etiche d’Italia.
“Il piano – spiega Maria Flora Monini, direzione Comunicazione e Immagine dell’azienda – esprime un modo diverso di fare impresa, l’unico davvero possibile oggi per creare sviluppo, e merita di essere compreso e condiviso immediatamente anche attraverso un simbolo e un naming ad hoc”.
Il logo, realizzato dall’agenzia Lorenzo Marini Group, prende ispirazione dall’icona di marca, la mano maschile, simbolo del saper fare umano e protagonista della famosa “spremuta di olive”: qui viene reinterpretata come indispensabile elemento che sostiene il pianeta, se ne prende cura, assumendosene la responsabilità.
Ma la sfida è complessa e quindi ogni segno grafico deve raccontare più necessità. Così il mondo rappresenta l’ambiente, ma anche l’umanità e la produttività, il ramo d’ulivo – simbolo dell’olivicoltura – richiama l’essenza naturale del brand e del prodotto, ma anche la generosità e la ricchezza della natura.
“A Hand for the Future”, articolato su tre pilastri – in campo (aspetti agricoli e produttivi), dentro la bottiglia (qualità del prodotto) e sulla tua tavola (ricerca scientifica e promozione di un corretto stile di vita) – sta procedendo spedito e, ad appena un anno dal suo avvio, si contano già i primi risultati significativi.
Sul fronte agricolo, ad esempio, cresce il peso dell’agricoltura biologica e integrata nella produzione degli extravergine Monini, mentre si riduce drasticamente il consumo idrico, grazie ad un’irrigazione di precisione che ha già consentito all’azienda spoletina di superare gli obiettivi del piano umbro di tutela delle acque. Notevoli anche gli sforzi per la salvaguardia delle “sentinelle della biodiversità”, le api: grazie alla collaborazione pluriennale con LifeGate ne sono già state adottate 750 mila e l’obiettivo del milione al 2030 si prospetta ampiamente superato.
Entrando nel merito dei prodotti, l’impegno della famiglia Monini è portare la qualità superiore nelle bottiglie destinate al grande pubblico, investendo sul 100% italiano, sulla tracciabilità, sulla collaborazione con enti di prestigio come il CEQ – Consorzio di garanzia dell’olio extravergine d’oliva di qualità – oltre che sul biologico. Esempio di questo sforzo la linea Selezione Italiana (GranFruttato, Bios, Amabile), una prestigiosa “collezione” di tre extravergini di qualità superiore ottenuti da olive prodotte e frante esclusivamente in Italia, che si fregia della certificazione del CEQ e che ha già ottenuto importanti riconoscimenti sia dal mercato sia dagli esperti internazionali. È di pochi giorni fa l’assegnazione del Premio Biol, il più importante al mondo per il biologico, al Monini Bios, vincitore insieme ai tre Monocultivar biologici dell’azienda, Coratina, Nocellara e Frantoio.
Di grande spessore anche il percorso intrapreso nel campo della ricerca scientifica. Monini ha infatti “adottato” per un intero anno un ricercatore del CNR che avrà il compito di determinare se e come il consumo di olio extravergine di oliva possa rallentare l’invecchiamento cognitivo. Il progetto rientra nella collaborazione con Fondazione Umberto Veronesi per il sostegno alla ricerca in ambito biomedico.
Assume infine un significato speciale, in un anno scolastico funestato dalle difficoltà della didattica a distanza, la scelta di portare l’educazione alimentare nella scuola italiana di ogni ordine e grado. Nel 2021, infatti, “Mo’ e la favola dell’olio”, il progetto promosso dal 2014 da Monini con l’obiettivo di contribuire a costruire un consumatore di domani più consapevole e attento, ha varcato per la prima volta i cancelli delle scuole superiori.
