(Agen Food) – Roma, 22 set. - Quartiere Vino Pigneto torna per la sua quarta…

KentuckyAmo 2026, la Toscana in un cucchiaino: il gelato di Palmiro Bruschi tra tabacco Kentucky e vin santo
(Agen Food) – Roma, 22 sett.- Il tabacco Kentucky, la crema al vin santo e un cucchiaino. Potrebbe sembrare un incontro piuttosto insolito, soprattutto per chi associa il gelato alla passeggiata estiva e il tabacco al rito lento del sigaro. Eppure, proprio da questo accostamento prende forma una delle proposte più curiose di KentuckyAmo 2026, dove Palmiro Bruschi porterà la sua interpretazione di una Toscana che sa farsi riconoscere anche attraverso un gelato.
L’appuntamento con “Foglie d’Autunno KentuckyAmo” è fissato per domenica 27 settembre alla Manifattura del Trebbio. Un’occasione per ritrovarsi intorno alla cultura del sigaro toscano, ma anche per soffermarsi sulle persone e sui mestieri che danno carattere a un territorio. E in questo racconto la presenza di Bruschi trova una collocazione particolarmente interessante.
Del resto, quando si parla di Palmiro Bruschi, si parla di un professionista che al gelato ha dedicato buona parte della propria vita. Il suo percorso comincia nel 1985, in una bottega di Sansepolcro, e prosegue attraverso la ricerca, la sperimentazione e l’insegnamento. Primo campione italiano della gelateria, insignito nel 2007 del riconoscimento di Ambasciatore del Gelato nel Mondo, Bruschi conserva nel proprio lavoro quel legame con la tradizione che permette di cercare nuove strade senza perdere il punto di partenza.
A KentuckyAmo l’attenzione sarà rivolta al suo gelato al profumo di tabacco Kentucky e alla crema al vin santo. Due richiami che portano immediatamente verso la Toscana, mettendo insieme il mondo della foglia e quello della tavola. Da una parte il riferimento aromatico al tabacco, dall’altra un vino che appartiene alla memoria dell’ospitalità, delle visite in famiglia e dei bicchieri offerti a fine pasto.
Diciamocelo, già il nome di questa proposta basta a incuriosire. Il gelato siamo abituati a sceglierlo quasi senza pensarci, tornando spesso agli stessi due o tre gusti. Qui, invece, viene spontaneo fermarsi e chiedersi come un profumo così lontano dalle consuetudini della gelateria possa trovare spazio accanto a una crema al vin santo. Sarà l’assaggio a dare la risposta, ma la domanda è già parte del piacere della scoperta.
È proprio su questo passaggio che la presenza di Bruschi merita attenzione: sulla capacità di prendere un elemento riconoscibile del territorio e portarlo dentro un linguaggio gastronomico diverso. Un lavoro nel quale la curiosità deve fare i conti con il mestiere, perché un accostamento insolito, da solo, non basta a costruire un buon gelato.
KentuckyAmo offrirà dunque l’occasione per guardare al Kentucky anche da questa prospettiva. E tra le foglie, le storie della manifattura e la convivialità, ci sarà spazio per un piccolo cambio di abitudine: fermarsi davanti al gelato di Palmiro Bruschi e lasciare che, questa volta, il racconto cominci da un cucchiaino.
