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La Torrente, pomodoro da industria: sfida alla sostenibilità
(Agen Food) – Sant’Antonio Abate (NA), 30 nov. – di Pol. Cla. – La Torrente realizza l’85% del suo fatturato sul mercato italiano; per quanto riguarda l’export, il marchio è presente in Spagna, Regno Unito, Belgio, Svezia, Stati Uniti, Canada, Giappone e India. L’azienda è dotata delle certificazioni più accreditate a livello internazionale e dispone di uno stabilimento di 15.000 metri quadri, 4 linee di produzione e due stabilimenti per lo stoccaggio dei prodotti di circa 80.000 metri quadri. Tra i progetti in fase di realizzazione entro il 2024, c’è l’inaugurazione del nuovo stabilimento di 34mila mq, di cui 16mila mq coperti. L’obiettivo è potenziare la capacità produttiva, con volumi che si attestano oltre centomila tonnellate di pomodoro trasformato.
Filippo Torrente, alla guida dell’omonima azienda familiare, giunta alla terza generazione di imprenditori evidenzia che la sfida per il comparto del pomodoro di industria si giocherà nel breve periodo sul piano della sostenibilità ambientale. Ciò anche in considerazione che l’Italia, terzo trasformatore mondiale di pomodoro dopo gli USA e la Cina, resta primo trasformatore di derivati destinati direttamente al consumo finale. I dati rappresentano il 12,2% della produzione mondiale (pari a 44,2 milioni di tonnellate) e il 52% del trasformato europeo. Sul piano commerciale, invece, ciò che accomuna i mercati di tutto il mondo è la crescente attenzione da parte dei consumatori verso un pomodoro coltivato in modo sostenibile e a filiera tracciabile. In questi anni l’Azienda ha mantenuto l’approccio tradizionale con cui si interfaccia con la produzione, per continuare a fare la differenza in termini di qualità.
A metà ottobre si è conclusa la campagna di trasformazione rilevando l’aumento dei prezzi della materia prima e una qualità superiore rispetto alla produzione degli ultimi due anni. In merito ai volumi trasformati, se i consumi saranno stabili come l’anno scorso ci sarà una disponibilità di prodotto sino alla prossima campagna di trasformazione. Diminuzione delle richieste per le produzioni biologiche tuttavia i consumatori rimangono orientati alle produzioni naturali.
L’azienda continua a de essere impegnata circa il tema della sostenibilità con la riduzione dell’impatto ambientale, adottando idonee pratiche agricole, riducendo gli sprechi, utilizzando packaging ecologici, parallelamente alla gestione corretta dei rifiuti. Dalle bottiglie di vetro alle lattine, sono utilizzati solo materiali riciclabili e riutilizzabili in quasi ogni componente. Inoltre i responsabili dei laboratori di ricerca e sviluppo sono alla continua ricerca di opzioni di packaging innovativi e a basso impatto ambientale quindi materiali biodegradabili e compostabili.
