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Confagricoltura Veneto: Mais, l’obbligo di rotazione annuale compromette la produzione di mais
(Agen Food) – Venezia, 01 mar. – Confagricoltura Veneto chiede una deroga all’obbligo di rotazione colturale dei seminativi, imposto dal Piano strategico nazionale relativo alla Pac 2023-2027, mirato a preservare la fertilità del suolo. Rischia, infatti, di essere compromessa non solo la produzione del mais, principale coltura del Veneto per estensione e fondamentale per la filiera zootecnica come foraggio, ma anche quella del frumento tenero e dei cereali autunno vernini.
“Per le nostre aziende, siano esse cerealicole che ad indirizzo zootecnico da carne, da latte o strutturate per la produzione energetica, la coltivazione del mais, da granella o per la produzione di insilato, rappresenta una percentuale che va dal 40% al 75% per le superfici di primo raccolto e del 90-100% per le superfici in secondo raccolto – spiega Chiara Dossi, presidente della sezione cereali alimentari di Confagricoltura Veneto e titolare di un’azienda prevalentemente cerealicola ad Adria, in provincia di Rovigo -. Da sempre le aziende mettono in campo la pratica della rotazione colturale o la diversificazione delle colture, perché è nel proprio interesse avere un suolo sano e fertile. Ma la nuova Politica Agricola Comune prevede la rotazione annuale di tutte le parcelle, operazione che non sempre è possibile. Si pensi alle aziende zootecniche che coltivano cereali a uso foraggero e verrebbero perciò costrette ad acquistare i mangimi, con un enorme aggravio di costi dato che i prezzi sono in impennata a causa delle turbolenze internazionali. Al di là del problema agronomico, la rotazione annuale sarebbe anche onerosa da gestire dal punto di vista burocratico”.
Confagricoltura, attraverso il suo presidente regionale Lodovico Giustiniani, ha scritto una lettera all’assessore regionale all’agricoltura, Federico Caner, chiedendo la possibilità di una deroga, come previsto dal regolamento Ue 2021/2115 del Parlamento europeo e del Consiglio del 2 dicembre 2021. “Sulla base della diversità dei metodi di produzione e delle condizioni agroclimatiche, gli Stati membri possono a nostro avviso autorizzare altre pratiche – dice Chiara Dossi -, come la rotazione colturale rafforzata con leguminose o la diversificazione delle colture, volte a migliorare e preservare il potenziale del suolo in linea con gli obiettivi della normativa. Chiediamo dunque all’assessorato di farsi portatore dell’istanza nelle sedi istituzionali opportune, al fine di verificare la possibilità di adottare la deroga”.
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