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PAC, Patuanelli: errore cambiare strutturalmente PSN. Ora lavorare a Energy Recovery Fund con debito pubblico UE per sostenere agricoltori
(Agen Food) – Roma, 28 mar. – “Problemi complessi non hanno soluzioni semplici. Quando si parla di sicurezza alimentare e sovranità alimentare bisogna capire quanto e grande l’area di cui parliamo. È evidente che ogni stato membro dell’Ue non può essere autonomo e autosufficiente dal punto di vista alimentare e nemmeno l’Italia può esserlo. Però si è sbagliato nell’andare a vedere dove le produzioni costavano meno, andando cioè a delocalizzare l’attività di produzione di materie primarie che dovevano essere parte dei sistemi produttivi dei singoli stati.”
Così Stefano Patuanelli, Ministro per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali nel corso del convegno organizzato da Eunews sulla PAC e il futuro dell’agroalimentare europeo.
“Non dobbiamo dimenticarci che l’Europa è nata attorno la PAC che ha supportato le produzioni primarie. Un valore importante per la costruzione dell’Europa che abbiamo, ma la delocalizzazione anche delle produzioni primarie sono un tema oggi critico.
Per il futuro bisogna capire quali sfide affrontare e quella energetica è una sfida primaria. Quella che vediamo nei sistemi alimentari non è una carenza di materie prime ma è una criticità che viene dal costo delle produzioni. Importante è allora che l’indipendenza del continente dal punto di vista energetico.
Sulla PAC è stato trovato il miglior equilibrio possibile, tra transizione verde e sostegno degli assi produttivi. Oggi retrocedere da quelle scelte sarebbe un errore strutturale, nonostante l’emergenza globale. Giusto invece valutare una messa in campo della riforma con una tempistica diversa. Se modifichiamo i piani strategici rischiamo di modificarli per il resto di tutto il settennato, migliore sarebbe dunque una sospensione temporanea di alcuni aspetti. Andare a cambiare strutturalmente i piani è un errore.
Il settore primario deve essere supportato in questa fase dal punto di vista economico, la richiesta di un Energy Recovery Fund è sacrosanta e va fatto con debito pubblico comune, debito pubblico europeo. L’attivazione della riserva di crisi è un primo passo dell’Ue ma insufficiente”.
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