(Agen Food) – Perugia, 22 ott. – Si è appena concluso, a Perugia, presso l’Aula Magna del Dipartimento di Scienze Agrarie dell’Università di Perugia, il convegno dal titolo “From farm to tourism. Perchè l’Umbria può essere un incubatore per l’oleoturismo italiano”, evento di apertura della XXIVesima edizione di “Frantoi Aperti in Umbria” alla presenza del Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali On. Stefano Patuanelli.

“Ogni sfida si vince facendo sistema, facendo squadra – ha detto il Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali On. Stefano Patuanelli – L’Umbria ha soggetti unici, un solo Consorzio, una sola Camera di Commercio, una sola Strada dell’Olio, solo per citarne alcuni, che si occupano del comparto olio e che collaborano. L’Umbria è un esempio da imitare, perché fare squadra è fondamentale per incanalare al meglio le risorse economiche, a vantaggio del comparto dell’olio extravergine di oliva. In Italia sono 650mila le aziende agricole, con una superficie totale di 1,2milioni di ettari, i frantoi attivi sono 4475, con una produzione prevista per il 2021/2022, secondo i dati Ismea, di 315mila tonnellate di olio e.v.o., in crescita del 15% rispetto all’anno 2020. In Umbria la produzione media di Olio Certificato Dop è di molto superiore al resto d’Italia, a testimonianza che il lavoro fatto in Umbria sul riconoscimento della qualità dell’olio Dop anche in termini di prezzo, è un lavoro egregio. La valorizzazione ed il riconoscimento della qualità sono il valore aggiunto sia per il prodotto che per il territorio di appartenenza. Cosa sta facendo il Mipaaf: nel PNRR sta lavorando con la misura M2C1 per l’innovazione e la meccanizzazione del settore agricolo e alimentare, prevedendo 500milioni di euro per interventi di ammodernamento della lavorazione, dello stoccaggio e confezionamento dei prodotti alimentari, con particolare attenzione alla filiera olivicola. Inoltre il decreto per il sostegno del settore olivicolo in discussione in Conferenza Stato Regioni, prevede lo stanziamento di 30milioni di euro per lo sviluppo della filiera di cui 10milioni di euro per il sostegno ai nuovi impianti e 20milioni per l’ammodernamento degli impianti già esistenti; la riforma Pac, il Decreto sull’Oleoturismo in discussione in Conferenza Stato Regioni che disciplina il turismo dell’olio, sulla scia di ciò che è stato fatto per il turismo del vino e molte altre sono le misure su cui stiamo lavorando. Il Ministero ha ben chiaro il ruolo dell’olivicoltura in Italia ed in particolare in una regione come l’Umbria, che da sempre ha puntato sulla valorizzazione della qualità e sulla promozione del territorio attraverso eventi come quello che inauguriamo oggi, Frantoi Aperti, che porta le persone a conoscere i luoghi di lavorazione e produzione, a contatto con gli olivicoltori. La strada che stiamo percorrendo come Ministero è quella che l’Umbria ha già anticipato puntando sulla valorizzazione della qualità del prodotto in maniera integrata alla promozione del territorio.”

Ad intervenire al convegno Maurizio Oliviero, Magnifico Rettore dell’Università degli studi di Perugia; Roberto Morroni, Assessore agricoltura della Regione Umbria; Gabriele Giottoli, Assessore Sviluppo Economico e Turismo del Comune di Perugia; Giorgio Mencaroni, Presidente della Camera di Commercio dell’Umbria; Michela Sciurpa, Amministratore Unico Sviluppumbria; Marcello Serafini, Amministratore Unico Parco 3A-PTA; Riccardo Gucci, Presidente dell’Accademia Nazionale Olivo e Olio; Antonio Balenzano, Direttore dell’Ass. nazionale Città dell’Olio; Francesco Martella, Presidente Federazione Dottori agronomi forestali dell’Umbria; Antonio Socci, direttore del Centro di Studi Superiori per la Formazione e l’Aggiornamento in Giornalismo Radiotelevisivo di Perugia e Andrea Marchini e Maurizio Servili, entrambe docenti dell’Università degli studi di Perugia.

Durante il convegno è avvenuta la sottoscrizione del Protocollo di Intesa tra l’associazione regionale Strada Olio e.v.o. Dop Umbria, l’Università degli Studi di Perugia, l’Accademia Nazionale dell’Olivo e dell’Olio, il 3A-Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria e Sviluppumbria, volto a promuovere strategie ed azioni condivise, a sostegno dell’identità locale legata all’olivicoltura e dell’oleoturismo nella regione dell’Umbria, con il quale l’Umbria, con il suo patrimonio di ricerca e di esperienze, in attesa dell’uscita dei decreti attuativi sull’oleoturismo, si candida a diventare un vero e proprio laboratorio per il turismo dell’olio in Italia.

Ad intervenire poi in rappresentanza delle realtà produttive del circuito di Frantoi Aperti in Umbria, cinque giovani produttori che hanno raccontato la loro storia  aziendale di accoglienza da olivicoltori in Umbria under 35 dando segno di una vitalità del settore inimmaginabile fino a qualche anno fa: Matteo Fratini del Frantoio “I Potti de Fratini” di Collazzone (Pg), Andrea Gaudenzi del Frantoio Gaudenzi di Trevi (Pg), Maurizio Cecci del Frantoio Cecci di Orvieto (Tr), Sabrina Beddini del Frantoio dell’Eremo di Foligno (Pg) e Miriam Cinaglia del Frantoio Cm Centumbrie di Magione (Pg).

L’Associazione Strada dell’Olio e.v.o. Dop Umbria si fa promotrice quindi di una serie di iniziative di ripartenza del turismo dell’olio, in grado di supportare il comparto e più in generale l’oleturismo umbro.

Dal 30 ottobre p.v. infatti prenderà il via Frantoi Aperti in Umbria, una delle più importanti manifestazioni di promozione dell’olio e del territorio, che si svolge da ben 24 anni in Umbria e che anche questo anno ci accompagnerà per 5 fine settimana, fino al 28 novembre.

“Frantoi Aperti in Umbria anche quest’anno è un concentrato di stimoli, che riparte da dove ci eravamo lasciati un anno fa, in mezzo ad una fase difficilissima, provando a lanciare un racconto nuovo per l’olio extravergine di oliva – ha commentato Paolo Morbidoni, Presidente della Strada dell’Olio e.v.o. Dop Umbria – Il racconto oggi continua, con nuovi mezzi e nuove chiavi di lettura. Con la consapevolezza che non siamo di fronte soltanto ad una innovazione tecnologica che ha migliorato notevolmente il prodotto, ma anche ad un approccio nuovo su temi come l’accoglienza, la sostenibilità e la salvaguardia delle biodiversità. La pandemia ci lascia con l’idea di valori e di luoghi da riscoprire e con un grande bisogno di socialità vera, unita a ritmi più umani. Il turismo dell’olio e più in generale il turismo legato alle aree rurali, possono essere strumenti formidabili per interpretare questi nuovi bisogni e per costruire una offerta turistica adeguata, davvero unica e non standardizzabile.”

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