(Agen Food) – Roma, 25 ago. - "In questi giorni sono in scena a Taranto…

Un’Altra Idea di Mondo, Assemblea Nazionale dei soci di Slow Food
(Agen Food) – Roma, 12 lug. – Ieri e oggi a Roma, presso il Palazzo della FAO, l’Assemblea Nazionale dei soci di Slow Food Italia. Un momento significativo nella vita dell’associazione: espressione di partecipazione e inclusività, genererà la dichiarazione d’amore di Slow Food Italia per il futuro e per le nuove generazioni
L’assemblea nazionale, spiegano da Slow Food, è un’occasione fondamentale per rafforzare la democrazia; un luogo in cui i soci discutono e si confrontano per delineare la strada che Slow Food Italia seguirà nei prossimi anni. Un momento corale in cui seicento delegati da tutta Italia si riuniscono non solo per rinnovare le cariche, ma per dialogare e condividere pensieri e visioni. All’Assemblea partecipano anche molti amici di Slow Food (accademici, economisti, attivisti, musicisti) per disegnare insieme un’Altra Idea di Mondo.
“In un’epoca di disinteresse e disimpegno civile e politico – sottolinea Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia -, abbiamo rimesso al centro l’importanza della partecipazione, della rappresentanza democratica, della delega per adesione a un sistema valoriale, della collettività come soggetto politico. D’altronde, rappresentare la voce di migliaia di persone che credono in noi e nel diritto al cibo ‘buono, pulito e giusto per tutti’ determina il valore etico di ciò che facciamo. Il dialogo costante con i territori, con compagne e compagni di viaggio ci restituisce suggestioni e prospettive che guardano al futuro e ci permette di evolvere, di accogliere la complessità del cibo e del sistema alimentare. Ci permette di elaborare contenuti, renderli organici e calarli nell’attualità, metterli a terra tramite progettualità concrete di comunità e di filiera, tramite attività a tutela della biodiversità e percorsi di educazione e formazione”.
Oggi il cibo, dalla produzione al consumo, è sempre più centrale nella nostra vita, non solo per le implicazioni nutrizionali – come ricorda sempre il fondatore di Slow Food, Carlo Petrini “quello che mangiamo diventa noi” -, ma anche ambientali e sociali. Il cibo svolge un ruolo cruciale nelle dinamiche geopolitiche (influenzando le relazioni internazionali e i conflitti) ed economiche.
Slow Food Italia è l’associazione che, da quasi quarant’anni, attraverso il cibo e il suo portato valoriale e identitario, fa politica e cultura, battendosi per uscire da una logica basata sul profitto e per dirigersi verso un modello di società incardinata sulla vita e sulla sua diversità: “Lavoriamo – prosegue Barbara Nappini – per garantire a tutti il diritto a un cibo di qualità, prodotto nel rispetto della terra, del lavoro e dalla nostra salute ed è per questo che migliaia e migliaia di persone in Italia ci danno forza e fiducia diventando soci Slow Food ed entrando in una rete globale che conta nel mondo più di un milione di attivisti! Siamo in un percorso che ricerca il punto di equilibrio tra attività umane ed ecosistemi, che pone al centro il governo del limite, la pace come obiettivo esistenziale e la giustizia come necessaria premessa”.
Per Slow Food Italia poter contare sull’apporto operativo e intellettuale di un vasto gruppo di soci, presenti su territori che conoscono bene, che hanno un dialogo con i produttori, ristoratori, persone, scuole e istituzioni, è fondamentale. Per questo l’incontro alla FAO di Roma assume un significato particolare: “L’assemblea 2025 genererà idee, pensiero, strategie, grazie a quel patrimonio di saperi ancestrali, pratiche virtuose, biodiversità, che, insieme alla ricerca scientifica, insieme alle competenze tecniche e tecnologiche, possono generare un sistema alimentare buono, giusto, equilibrato, sostenibile e resiliente. Un sistema da cui nessuno è escluso. L’assemblea 2025 genererà la nostra dichiarazione d’amore per il futuro e per le nuove generazioni”.
