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Consumo alimentare garanzia UE: dopo le locuste anche i grilli
(Agen Food) – Roma, 04 gen. – di Pol. Cla. – I grilli sono ammessi tra gli ingredienti garantiti dall’UE. Dopo le locuste, da Bruxelles è giunta la notizia che l’Unione Europea autorizza la vendita per il consumo alimentare dei grilli domestici. È pubblicato in Gazzetta Ufficiale di ieri, 3 gennaio 2023, l’autorizzazione al libero commercio della polvere di “Acheta Domesticus” (grillo domestico).
Di seguito il testo del regolamento dove è evidenziata la base scientifica secondo la quale “l’Autorità ha concluso che l’Acheta domesticus (grillo domestico) in polvere parzialmente sgrassata è sicura alle condizioni d’uso e ai livelli d’uso proposti. Pertanto, tale parere scientifico fornisce motivi sufficienti per stabilire che Acheta domesticus (grilli domestici) polvere parzialmente sgrassata quando utilizzata in pane e panini multicereali, cracker e grissini, barrette ai cereali, premiscelati secchi per prodotti da forno, biscotti, farciti secchi e non prodotti a base di pasta ripiena, salse, prodotti trasformati a base di patate, piatti a base di legumi e verdure, pizza, prodotti a base di pasta, siero di latte in polvere, analoghi della carne, zuppe e concentrati o polveri per zuppe, snack a base di farina di mais, bevande simili alla birra , dolciumi al cioccolato, frutta a guscio e semi oleosi, snack diversi dalle patatine e preparazioni di carne, destinati alla popolazione in generale, soddisfano le condizioni per la loro immissione sul mercato a norma dell’articolo 12, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2015/2283”.
L’attuale vicepresidente del Senato ed ex Ministro dell’Agricoltura, Gianmarco Centinaio, ospite il 2 gennaio alla trasmissione in onda su la7 L’Aria che Tira che proponeva come tema “Fritto misto o fritto di insetti?”.
La discussione si è focalizzata su Cibo e pianeta, dove Gian marco Centinaio ha dichiarato: “Meglio la bistecca (da zootecnia) che gli insetti della Kidman e altre porcherie. Chiamiamo le cose con il loro nome: la bistecca viene dalla zootecnia e si compra dal macellaio. Se qualcuno vuole mangiare porcherie di micelio o di tofu, faccia pure ma non possiamo chiamarle bistecca o hamburger, altrimenti il consumatore non capisce cosa sta mangiando. Io comunque preferisco una bella fiorentina, piuttosto che mangiare insetti o roba sintetica. Voi invece? Insalata di grilli?”.
Inoltre il Vicepresidente del Senato (ed ex Ministro e Sottosegretario delle Politiche Agricole) ha ricordato che durante le chiusure per covid del 2020, con strade deserte, fabbriche chiuse e traffico aereo nullo, lavoravano solo le aziende agricole e il livello di inquinamento è diminuito.
Dunque nel confronto tra Cibo e Pianeta non sono sotto accusa gli allevamenti italiani in merito all’inquinamento come anche evidenziato dall’Ispra che ha certificato come le emissioni di gas serra dipendano dal traffico e non dalla presenza di allevamenti e stalle.
