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Amaro Yuntaku: il primo amaro giapponese ispirato all’isola di Okinawa

(Agen Food) – Roma, 21 mag. – È stato chiamato con una parola “Yuntaku” che in giapponese significa “chiacchiere”, ispirandosi a un detto delle osterie di Okinawa. 

Alla fine della cena si usava gridare, per l’appunto, yuntaku! per dare il via alle bevute alcoliche e alle chiacchere tra i commensali.

Yuntaku, l’unico amaro etnico sul mercato, nasce dalla volontà di celebrare le affinità tra la cultura occidentale e quella orientale, offrendo un liquore di ispirazione asiatica che si sposa perfettamente con la fine di un pasto giapponese. 

Questo amaro ha origine da un meticoloso processo di esplorazione tra la tradizione dell’amaro digestivo italiana e la cultura culinaria giapponese.

Il componente principale di questa creazione è il goya, conosciuto anche come bitter melon, un ortaggio distintivo di Okinawa noto per le sue proprietà antidiabetiche, antiossidanti e digestive, più del nostro melograno. 

Gli altri elementi sono una selezione di spezie e fiori provenienti dalla tradizione orientale, tra cui galanga, pepe del Sichuan, zenzero, jasmin tea, sour cherry, ibisco e cardamomo verde. Yuntaku è prodotto in piccoli lotti in una delle più storiche distillerie italiane, la Distilleria Paolucci di Sora

Gli ideatori di Yuntaku sono due italiani, Benedetta Santinelli e Simone Rachetta, che dopo un viaggio appassionato attraverso il Giappone meno conosciuto, hanno dato vita a qualcosa di straordinario.

Benedetta e Simone, si addentrano fino all’isola di Okinawa, sul mar Cinese Orientale, e ad Aka, isoletta della stessa prefettura. 

“È qui che abbiamo scoperto il goya”, racconta Simone. “Camminando per le vie del vecchio porto ci siamo imbattuti in alcuni banchetti caratterizzati da insegne con disegnato sopra questo vegetale, che somiglia a un cetriolo bitorzoluto in camice da medico, il goya.”. 

A Okinawa il goya viene venduto nei banchetti e consumato anche come estratto, utile per il mal di testa e molti altri malanni. 

Dopo aver riportato in Italia alcuni semi di goya decidono di piantarli e di preparare alcuni estratti. 

”In una dalle nostre serate tra risate e amici, raccontandoci di questo bellissimo viaggio”, continua Benedetta Santinelli, “assaggiamo l’estratto e, oltre la fortissima nota amara, percepisco qualcosa di veramente speciale. È proprio lì che iniziamo a pensare di utilizzarlo come base amaricante per un liquore.”

Con la collaborazione e l’aiuto dagli amici Eleonora De Santis (mixologist) e Riccardo Tuttolomondo (erborista), e con il proprietario della distilleria storica Paolucci di Sora, in provincia di Frosinone, sono riusciti a raggiungere il risultato finale di questo progetto innovativo.

Dice Benedetta: ”Quando siamo tornati in Giappone con il prodotto finito il feedback è stato incredibile. Il goya non era mai stato utilizzato all’interno di un alcolico, e questa per i giapponesi è stata una piacevole e sorprendente novità.”

Oggi Yuntaku inizia una collaborazione, che sembra sua di diritto, con lo chef giapponese Yoji Tokuyoshi, che si è subito innamorato di questo prodotto. 

Questa partnership vedrà Tokuyoshi impegnato in un tour culinario aperto a tutti. 

La prima tappa si è svolta il 16 maggio alla sua Bentoteca. Il locale, per la prima volta nella sua storia, ha aperto le porte alla mixology, grazie proprio a Yuntaku.

Prossima tappa del tour sarà il ristorante romano Retrobottega di Alessandro Miocchi e Giuseppe Lo Iudice nel mese di giugno. L’anno si concluderà a Torino al ristorante Condividere dello chef Federico Zanasi, nel mese di ottobre

Redazione Agenfood

Redazione Agenfood

Agen Food è la nuova agenzia di stampa, formata da professionisti nel campo dell’informazione e della comunicazione, incentrata esclusivamente su temi relativi al food, all’industria agroalimentare e al suo indotto, all’enogastronomia e al connesso mondo del turismo.

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