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Cooperazione chiave per la sostenibilità delle filiere agroalimentari
(Agen Food) – Roma, 03 mar. – «La sostenibilità fa parte del dna delle nostre cooperative che continueranno a perseguire gli obiettivi di rispetto e tutela dell’ambiente che già portano avanti da oltre 40 anni». È la riflessione di Cristian Maretti presidente di Legacoop Agroalimentare, al report Istat dove si mette in evidenza la forte preoccupazione da parte dei cittadini per il clima e la grande attenzione allo spreco di acqua e di energia.
L’Istituto di statistica rileva infatti come 6 persone su 10, ovvero circa il 58% della popolazione, siano preoccupate per i cambiamenti climatici, mentre circa quattro su 10 si dichiarano preoccupate per lo smaltimento dei rifiuti e per l’inquinamento dell’acqua. Il 50% della popolazione si dice preoccupata per la qualità dell’aria e cresce, dal 26,5% del 2023 al 28,5% del 2024, quelli preoccupati per il dissesto idrogeologico. I cittadini si dimostrano, poi, attenti alla conservazione delle risorse naturali: il 71,4% fa abitualmente attenzione a non sprecare energia, il 68,8% allo spreco di acqua. Secondo Istat, inoltre, nel Mezzogiorno si è più propensi ad acquistare prodotti a chilometro zero (29,9%). Al Nord si evita soprattutto la guida rumorosa per mitigare l’inquinamento acustico (51,3%) e si usano di più i mezzi di trasporto alternativi (20,2%).
«Per quanto ci riguarda i nostri propositi vanno nella direzione di ampliare sempre di più le buone pratiche. Ci concentreremo sulla cooperazione tra settori e vogliamo continuare nella sperimentazione delle tecnologie e delle pratiche più innovative», continua Maretti. Perché oggi «l’agricoltura è chiamata sempre più a pensare e agire in maniera smart. Fitopatie e insetti si possono prevenire con l’analisi dei dati che arrivano direttamente dal campo, si possono abbassare i consumi di acqua, diminuire i trattamenti e ridurre l’uso dei mezzi meccanici a beneficio della salute del suolo», spiega il presidente di Legacoop Agroalimentare. «Buone pratiche e agricoltura di precisione sono oggi la risposta ai cambiamenti climatici e sono soluzioni applicabili a tutte le filiere, come quella zootecnica dove ne sono un esempio Granarolo-Granlatte, quella del miele con Conapi».
Ecco che «come mondo della cooperazione crediamo che la strada da percorrere sia quella di coniugare sviluppo economico e politiche ambientali. Un ruolo determinante lo giocano la ricerca scientifica e la tecnologia. Tea, droni, sensori, app, smart farming, sono ormai imprescindibili nella produzione di materia prima con sempre meno chimica e un uso più rispettoso delle risorse naturali (acqua, suolo). Ma la tecnologia 4.0 è anche il valore aggiunto nella trasformazione per la produzione di cibo sano, sicuro e di altissima qualità quale quello delle aziende e delle cooperative italiane che possono svolgere il ruolo di aggregazione per facilitare la transizione tecnologica che spesso ha costi che non tutte le piccole realtà possono sostenere», conclude Maretti.
