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Puratos Taste Tomorrow: pane e dolci, l’81% degli italiani vuole prodotti più sani senza rinunciare al gusto

(Agen Food) – Torino, 01 ott. – Gli italiani non vogliono scegliere tra piacere e salute. L’81% preferisce prodotti da forno più salutari senza però ridurre i consumi né rinunciare alle occasioni in cui li mangia: un dato che in Europa si ferma al 53% e nel mondo al 58%. È la fotografia scattata da Taste Tomorrow, la ricerca internazionale di Puratos, azienda di riferimento nella produzione e distribuzione di ingredienti, soluzioni e servizi innovativi per l’industria della panificazione, della pasticceria e del cioccolato. Lo studio, che segue l’evoluzione dei gusti e delle scelte dei consumatori, è stato presentato a Torino all’Allianz Stadium durante il BCI Experience 2026 (30 settembre – 1° ottobre), l’appuntamento che dal 2003 la multinazionale belga, con sede italiana a Parma, dedica al futuro del mondo bakery. Taste Tomorrow è un ecosistema di ricerca che unisce le interviste ai consumatori in 56 Paesi al Trend Radar, il sistema che grazie all’intelligenza artificiale semantica monitora ininterrottamente le conversazioni online e le ricerche in rete. Quest’anno i dati sono stati affiancati da un nuovo studio dedicato all’Italia, la Bakery Channel Exploration 2026, che analizza come e dove si acquistano pane e prodotti da forno nel nostro Paese.

Un Paese che invecchia e cerca il benessere a tavola

Il contesto demografico spiega molto delle scelte dei consumatori. L’Italia sta diventando il più anziano tra i grandi mercati alimentari europei: quasi un italiano su quattro ha 65 anni o più e la quota di bambini, all’11,9%, è la più bassa dell’Unione. È proprio da questa trasformazione che nasce il legame tra gusto, salute e longevità: il 68% degli over 50 dichiara di preferire opzioni più salutari quando sceglie prodotti di pasticceria. L’attenzione alla salute passa anche dall’intestino. L’81% dei consumatori del nostro Paese è interessato ad alimenti che ne migliorino il benessere, contro il 61% della media europea. Quando cercano prodotti salutari, nel caso del pane si mette al primo posto l’equilibrio nutrizionale, poi gli ingredienti naturali e infine proprio la salute intestinale. In etichetta i valori più controllati sono gli zuccheri (52%) e i grassi (44%), seguiti da calorie e carboidrati (28%). Nella scelta del pane, però, la freschezza resta il primo criterio, davanti a gusto e prezzo.

Curiosi di sapori nuovi, fedeli al lievito madre

I consumatori della Penisola si confermano più aperti degli altri europei alle novità. Il 68% vuole provare combinazioni di gusto nuove o insolite (in Europa il 59%) e il 67% desidera assaggiare sapori esotici provenienti da altre parti del mondo. Tra le tendenze globali cresce l’influenza della cucina asiatica, con un aumento del 103% delle menzioni online: dal matcha allo yuzu, fino al sesamo nero e al miso. Si diffondono anche nuove consistenze, come quella soffice dello shokupan, il pane in cassetta giapponese che sta conquistando città come Londra, Parigi, Amsterdam e Berlino. Il 74% degli intervistati in Italia ama provare cibi dalle texture diverse, contro il 67% degli europei. Non perde terreno la tradizione. Il 54% del campione italiano ritiene che la fermentazione migliori il gusto degli alimenti e il lievito madre continua a estendersi a nuove preparazioni: in rete le ricerche sull’impasto per pizza a lievito madre sono cresciute del 206%, quelle sulla focaccia del 144%. Cambiano infine i momenti di consumo. Gli orari tradizionali contano sempre meno e lo snack accompagna l’intera giornata: secondo i dati di mercato presentati al BCI, fa uno spuntino più di una volta al giorno il 60% della Generazione Z e il 58% dei Millennial, mentre crescono i prodotti che mescolano dolce e salato e possono essere consumati in qualsiasi momento.

Il panificio artigianale resta il punto di riferimento

La nuova indagine sui canali di vendita mostra che, nel nostro Paese, il pane è un rituale quotidiano che cambia significato nel corso della settimana. Nei giorni feriali risolve il pasto ed è scelto per praticità; nel fine settimana diventa un momento di piacere e condivisione, dalla colazione del sabato al pranzo in famiglia. Sono quindi le occasioni, più dei canali, a guidare le scelte. In questo scenario ogni canale ha un ruolo preciso. Il panificio artigianale fissa lo standard di qualità: il 70% degli italiani preferisce prodotti realizzati da artigiani in un negozio locale e il 75% sceglie prodotti da forno con ricette o metodi di produzione autentici. Le catene di panifici occupano una posizione intermedia, apprezzate per varietà e comodità, ma rischiano di essere percepite come  troppo industriali. Il supermercato viene scelto soprattutto per praticità e prezzo, più per necessità che per desiderio. Chi fa la spesa riconosce la qualità artigianale anche quando non conosce ingredienti e processi. Il primo segnale è il profumo (49%), seguito dalla consistenza (47%) e dall’aspetto (38%). Ed è per questi segnali che si è disposti a spendere di più: naturalità degli ingredienti e freschezza (35% ciascuna), artigianalità (27%), ingredienti che fanno bene alla salute (22%) e tracciabilità (18%). La ricerca individua anche un’occasione ancora poco servita: la cena dei giorni feriali, quando il supermercato è spesso l’unico canale disponibile e l’offerta non risponde alle aspettative dei consumatori. È qui che, secondo lo studio, l’industria può crescere, portando su larga scala i segnali di freschezza e autenticità tipici dell’artigiano.

Sostenibilità, un valore che non arretra

Resta alta anche l’attenzione all’ambiente. Due consumatori su tre (67%) sono interessati a prodotti alimentari provenienti da agricoltura sostenibile e il 64% cerca alimenti che garantiscano un prezzo equo agli agricoltori. Per il pane la priorità è ridurre gli sprechi, per la pasticceria il packaging sostenibile, per il cioccolato i programmi di sostenibilità della filiera del cacao. In rete le ricerche sul cioccolato da fonti sostenibili sono cresciute del 182%.

Due giornate tra geopolitica, longevità e intelligenza artificiale

Il BCI Experience ha riunito all’Allianz Stadium esperti e professionisti del settore per due giornate di interventi, degustazioni e workshop. Ad aprire e guidare le due giornate è stato Marco Ampollini, Sales Director Industry Channel di Puratos Italia. La prima giornata è entrata nel vivo con l’analisi degli scenari globali di Dario Fabbri, analista geopolitico e direttore di Domino. I dati di Taste Tomorrow sono stati presentati da Valentina Bianchi, Marketing Director di Puratos Italia, ed Ellen De Roock, Product Communication Manager di Puratos Group, mentre Sara De Pelsmaeker, Group Health & Well-Being Director di Puratos Group, ha approfondito il ruolo del bakery in un invecchiamento più sano. Dopo la Food Experience con due workshop dal vivo, la giornata si è conclusa con la Stadium Experience, la visita al museo e la cena. Il 1° ottobre i lavori sono ripresi con il keynote di Giuseppe Stigliano, professore di Marketing strategico alla UCL School of Management di Londra, imprenditore e advisor strategico, dal titolo “Il futuro non è più quello di una volta”. Nanno Palte, Group Marketing Intelligence di Puratos Group, ha illustrato che cosa si aspetta oggi dal bakery il consumatore italiano, mentre Francesco Porri, managing director e fondatore di Fortop Italia, ha analizzato come l’intelligenza artificiale sta cambiando il comportamento dei consumatori. A chiudere è stata la tavola rotonda con Alberto Molinari, CEO di Puratos Italia, moderata dal professor Massimiliano Bruni.

HANNO DETTO

“Il BCI è nato più di vent’anni fa con un obiettivo che non è cambiato: mettere a disposizione dei professionisti del settore gli strumenti per anticipare il mercato – sottolinea Marco Ampollini, Sales Director Industry Channel di Puratos Italia –. Quest’anno abbiamo scelto una formula nuova, che unisce ai dati della ricerca l’analisi degli scenari globali, la scienza della nutrizione e l’intelligenza artificiale, insieme all’esperienza diretta dei prodotti nei workshop. È un luogo di confronto in cui artigiani, industria e distribuzione possono ragionare insieme su come cambiano i consumatori e trasformare queste indicazioni in innovazione concreta”.

“Il consumatore italiano ci dice con chiarezza che non intende scegliere tra gusto e salute – spiega Valentina Bianchi, Marketing Director di Puratos Italia –. Otto italiani su dieci vogliono prodotti più sani senza rinunciare a nessuna occasione di consumo: è una richiesta molto più forte che nel resto d’Europa ed è legata anche a una popolazione che invecchia e presta sempre più attenzione al proprio benessere. Allo stesso tempo si dimostrano curiosi e aperti a sapori e consistenze nuove, purché ci sia sempre un elemento di familiarità. Taste Tomorrow ci aiuta a leggere questi segnali in anticipo e a trasformarli in soluzioni concrete per i nostri clienti”.

“Con il BCI Experience abbiamo voluto offrire ai professionisti del settore non solo dati, ma una chiave di lettura per le scelte dei prossimi anni – afferma Alberto Molinari, CEO di Puratos Italia –. La ricerca conferma che il panificio artigianale resta il punto di riferimento per la qualità e che i consumatori la riconoscono dal profumo, dalla consistenza e dall’aspetto del prodotto. La sfida per tutto il comparto, dall’artigiano all’industria fino alla grande distribuzione, è portare questi segnali di freschezza e autenticità in ogni canale e in ogni momento della giornata. È su questo che Puratos continuerà a lavorare al fianco dei propri clienti, investendo in ricerca e innovazione”.

Redazione Agenfood

Redazione Agenfood

Agen Food è la nuova agenzia di stampa, formata da professionisti nel campo dell’informazione e della comunicazione, incentrata esclusivamente su temi relativi al food, all’industria agroalimentare e al suo indotto, all’enogastronomia e al connesso mondo del turismo.

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