(Agen Food) - Milano, 22 set. – Mangiare bene per aggiungere non solo anni alla…

Un sorso di storia, dal Monovitigno® Picolit al Premio Nonino: un secolo di passione italiana
(Agen Food) – Percoto (Ud), 16 gen. – di Giordana Oddi – Fondata nel 1897, la Distilleria Nonino è l’Icona della Grappa italiana e un esempio emblematico di passione familiare e innovazione nella tradizione. Tutto ebbe inizio con un alambicco su ruote, quando il trisnonno Orazio percorreva le campagne friulane distillando i resti della produzione vinicola lasciati dai proprietari terrieri ai contadini. Con il tempo, quell’alambicco trovò una sede stabile a Ronchi di Percoto, segnando l’inizio di una storia destinata a cambiare il futuro della Grappa in Italia e nel mondo.
La svolta arriva con l’incontro tra Giannola Bulfoni Nonino e Benito Nonino, un’unione che porta alla nascita nel 1973 della prima grappa Monovitigno®, ottenuta dalla distillazione delle vinacce di Picolit, il vitigno più nobile del Friuli. In un’epoca in cui la grappa era considerata un distillato “contadino”, semplice e quotidiano, i Nonino ne reinterpretano l’identità, tramutandola in un prodotto di eleganza e raffinatezza, capace di confrontarsi con i grandi distillati internazionali.

«Il Premio Nonino nasce dal grande amore dei nostri genitori per la grappa e dal desiderio di trasformarla da Cenerentola a regina dei distillati internazionali», racconta Antonella Nonino, erede insieme alle sorelle Cristina ed Elisabetta della famosa distilleria di famiglia che le ha viste insignite del prestigioso Premio Guido Carli 2024 per il merito imprenditoriale. Dopo la creazione della grappa Monovitigno® Picolit, i genitori intraprendono una nuova sfida: nel 1975, durante la ricerca delle vinacce di Ribolla Gialla, scoprono che alcuni vitigni autoctoni friulani – Pignolo, Schioppettino e Tazzelenghe e in forma diversa la Ribolla Gialla – rischiavano di scomparire perché era vietata la coltivazione. Da questa consapevolezza istituiscono il Premio Nonino Risit d’Aur – Barbatella d’Oro in lingua friulana, con l’obiettivo di salvaguardare queste varietà, ottenerne l’autorizzazione al reimpianto e salvare la biodiversità del territorio.
Istituito nel 1975, il Premio amplia presto il proprio orizzonte: nel 1977 viene affiancato il Premio di Letteratura che si completerà dal 1984 con la Sezione Internazionale. Il Premio Nonino celebra non solo la grappa e i vitigni autoctoni, ma anche la cultura, la letteratura e l’eccellenza italiana nel mondo, incarnando la visione e i valori di una famiglia che da oltre un secolo intreccia tradizione, innovazione e passione per la qualità. Il Premio Nonino ha anticipato per ben 6 volte il Premio Nobel!
È da questo intreccio di famiglia, territorio e visione che prende forma il racconto di Antonella Nonino, che in questa intervista ripercorre le origini del Premio, il suo significato più autentico e lo sguardo con cui la famiglia Nonino continua a immaginare il futuro.
Il premio Nonino da oltre mezzo secolo celebra un’eccellenza non solo nel mondo dei distillati, ma anche un’eccellenza culturale, qual è la mission principale che guida il premio oggi?
«Il Premio Nonino nasce e cresce con la nostra famiglia, insieme a una giuria che possiamo definire una famiglia allargata, unita dai valori che il premio vuole trasmettere. In origine, dedicato alla valorizzazione della civiltà contadina e per la salvaguardia dei vitigni autoctoni friulani, con gli anni ha abbracciato valori più ampi: il rispetto della terra, dei suoi ritmi, dell’uomo e dell’ambiente.
Ci sono momenti che restano indelebili. Ricordo, ad esempio, quando Leonardo Sciascia ricevette il premio nel 1983. Sciascia era restio ai riconoscimenti, ma accettò con entusiasmo il Premio Nonino perché la giuria era ed è libera e autonoma nella scelta dei candidati. E alla domanda su cosa sarebbe accaduto con l’avvento della civiltà industriale, rispose: “Il giorno in cui morirà la civiltà contadina, morirà l’uomo.” Parole che raccontano perfettamente lo spirito del Premio.
Oggi la tutela dell’ambiente continua a essere un impegno concreto che portiamo avanti da oltre cinquant’anni, prima di movimenti importanti come Slow Food.»

La recente trasformazione biennale del Premio Nonino punta a rafforzarne il valore simbolico e culturale. Quali vantaggi porterà questa nuova cadenza secondo lei?
«La scelta di rendere biennale il Premio è stata ponderata. Viviamo in un mondo che va moto veloce, e la nuova cadenza ci permette di dedicare il tempo necessario a valutare con cura le candidature, discutere e condividere le decisioni, mantenendo alto il livello dei premiati.
Inoltre, ci offre l’opportunità di rafforzare l’internazionalizzazione del Premio. Già dal 1984 abbiamo avuto occasioni di incontro all’estero, a Parigi, Berlino e altre città. Ora, tra un premio e la successiva edizione, vogliamo organizzare eventi e incontri in istituzioni culturali internazionali, ambasciate e istituti di cultura, portando la filosofia del Premio Nonino nel mondo con cura e attenzione. Il nostro primo appuntamento sarà a Parigi, città con un legame speciale per la nostra famiglia e con molti membri della giuria e premi Nonino che vi risiedono.»
Questa internazionalizzazione e l’organizzazione di eventi nelle principali capitali europee e mondiali cambia il modo in cui il Premio Nonino dialoga con il pubblico e con i premiati?
Il dialogo resta sempre aperto e portatore di una riflessione sul mondo attuale; negli anni abbiamo organizzato a Udine, in contemporanea al Premio Nonino, momenti di dialogo aperti alla cittadinanza. Questa stessa filosofia sarà la base per gli incontri all’’estero: i dialoghi del Premio saranno accessibili a chiunque voglia partecipare, creando spazi di confronto inclusivi e stimolanti e saranno diffusi in streaming per chi desidera partecipare , pur non essendo fisicamente presente. È un modo per rendere il Premio Nonino ancora più vicino al pubblico e ai premiati, senza perdere quella profondità di riflessione e quel calore che lo contraddistinguono.
Quali sono i criteri che guidano la scelta dei membri della giuria e come garantiscono la qualità e l’autorevolezza del Premio?
«I membri della giuria sono ex premiati e persone di cultura vicine alla famiglia Nonino. La prima giuria letteraria era presieduta da Mario Soldati e comprendeva nomi di grande prestigio come padre David Maria Turoldo, Gianni Brera e Luigi Veronelli. Negli anni, ne hanno fatto parte personalità internazionali tra cui Peter Brook, Jorge Amado, V.S. Naipaul che ricevette il Premio Nonino nel 2011, anni prima di ottenere il Nobel e Fabiola Gianotti.
Con ogni giurato si crea un rapporto familiare e duraturo, che arricchisce continuamente la nostra visione culturale. Questo legame, insieme alla rete internazionale che la nostra azienda ha costruito in 85 paesi, rende il Premio Nonino unico nella sua autorevolezza e nel dialogo culturale che promuove.»

Secondo lei, quali sono le sfide e le opportunità principali per la grappa italiana nel mondo oggi?
«La sfida che abbiamo a cuore da anni, è far conoscere e apprezzare la grappa alle nuove generazioni, sempre in modo responsabile e consolidarne il riconoscimento tra i grandi distillati internazionali. La nostra grappa, dal Monovitigno® alle Riserve invecchiate naturalmente, racconta la personalità di un territorio e di una tradizione.
Fin dal 2007 abbiamo creduto nella Mixology e nei cocktail a base di grappa che permettono di far scoprire l’affascinante personalità della Grappa Nonino a chi ancora la conosce poco. Da qui nasce il piacere di degustarla in purezza per conoscere la storia e il patrimonio culturale del distillato Italiano per eccellenza. Abbiamo aperto questa strada a tutto il settore, offrendo una prospettiva nuova e contemporanea, nel rispetto della tradizione.»
Guardando al futuro, quali progetti e novità sono previsti per l’azienda e per il Premio Nonino?
«Come azienda, la nostra priorità è continuare a sperimentare, seguendo l’insegnamento dei nostri genitori di reinvestire sempre in azienda. Abbiamo due nuove cantine in fase di completamento, oltre alle 7 già realizzate negli anni e dedicate all’invecchiamento naturale in barriques e piccole botti delle Grappe e dell’Amaro Nonino, per ancora nuove Riserve sempre sotto sigillo e controllo delle autorità competenti in modo da garantire la qualità e i tempi certi dell’invecchiamento al nostro consumatore. Dedichiamo particolare attenzione alla trasparenza in etichetta.»
Inoltre, stiamo lavorando per portare ulteriori novità nel mondo Mixology, con idee nuove e fresche che arricchiranno il rapporto dei nostri estimatori con la grappa, senza mai perdere il legame con la tradizione e l’eccellenza della nostra azienda riconosciuta ‘Miglior Distilleria del Mondo’ / Spirit Brand Distiller of the Year 2019 by Wine Enthusiast.»
Dalla grappa Monovitigno® Picolit alle iniziative culturali del Premio Nonino, la storia della famiglia Nonino è un racconto che intreccia radici e visione. Ogni scelta, ogni progetto, nasce dalla cura per la terra, per i vitigni autoctoni e per le persone che condividono con loro la passione per la qualità e la cultura. Il Premio, con la sua dimensione internazionale e il dialogo aperto con il pubblico, è la testimonianza concreta di una filosofia che unisce tradizione e innovazione, eleganza e autenticità. È un gesto di amore per il territorio, ma anche un invito a guardare lontano, a coltivare le eccellenze e a custodire la memoria, senza mai smettere di sperimentare e sorprendere. Così, mentre le bottiglie di grappa attraversano il mondo e le Barbatelle d’Oro celebrano talenti straordinari, la famiglia Nonino continua a scrivere una storia fatta di passione, cultura e bellezza italiana, con lo stesso spirito visionario che da oltre un secolo la anima.
Assaporare la tradizione innovando: due cocktail con la grappa Nonino
La storia della famiglia Nonino non resta solo nei libri o nei premi: si può gustare direttamente nel bicchiere. Per vivere l’eccellenza italiana a casa propria, Antonella Cristina ed Elisabetta Nonino ci propongono due cocktail a base di grappa e Amaro Quintessentia®, unendo tradizione e creatività, eleganza e leggerezza:

Cocktail “Italiano” – Tayēr Elementary
Creato per Nonino da Monica Berg e Alex Kratena, l’“Italiano” è un cocktail fresco e leggero, in cui i profumi della Grappa Nonino Monovitigno® Moscato si fondono armoniosamente con gli altri ingredienti, creando un mix elegante e coinvolgente.
Ingredienti:
- 2,5 cl Grappa Nonino Monovitigno® Moscato
- 1,5 cl Cordiale Neroli
- 8,5 cl Fever Tree Ginger Ale
- Cubo di ghiaccio
Preparazione:
- Versare in un tumbler alto la grappa e il Cordiale Neroli con un cubo di ghiaccio.
- Mescolare delicatamente con un barspoon.
- Completare con un top di Fever Tree Ginger Ale.
- Servire subito e gustare la freschezza dei profumi.

Cocktail “Paper Plane” Modern Classic IBA – Sam Ross, New York
Il “Paper Plane” è il cocktail con Amaro Nonino Quintessentia® che ha conquistato i cocktail bar di tutto il mondo. Creato nel 2007 da Sam Ross a New York, nasce dal desiderio di esaltare l’Amaro Nonino in un mix semplice ma perfettamente bilanciato. È il prototipo del celebre “Equal-parts cocktail”, con massimo cinque ingredienti in parti uguali. Definito dal New York Times come “Modern Classic”, nel 2020 è stato riconosciuto come New Era Drink dall’IBA.
Ingredienti:
- 2,5 cl Amaro Nonino Quintessentia®
- 2,5 cl Aperol
- 2,5 cl Bourbon
- 2,5 cl succo di limone fresco
Preparazione:
- Versare tutti gli ingredienti in ugual misura in uno shaker.
- Aggiungere ghiaccio e shakerare energicamente.
- Filtrare in una coppa da cocktail fredda.
- Servire subito e godere dell’equilibrio perfetto tra amaro, dolce e agrumato.
